Condividi l'articolo LA PROPOSTA DI PENSIONAMENTO PER LE DONNE E LA CRISI: “ La crisi "esiste" ma "è vissuta sui media in maniera più drammatica di quel ...
TESTO di Italo Calvino - i Modena City Ramblers
La canzone simbolo della resistenza partigiana....
IL LETTORE DEI FATTI.......!!!!!!??????...
" NULLA, QUINDI, E' IMMUTABILE, SALVO GLI INNATI E INALIENABILI DIRITTI DELL'UOMO" di THOMAS JEFFERSON
“ La crisi "esiste" ma "è vissuta sui media in maniera più drammatica di quella che è", e il calo delle borse "è dovuto a una manciata di azioni". E la Rai "è l'unica tv di Stato che attacca il governo in carica". Così Silvio Berlusconi alla conferenza stampa a Palazzo Chigi seguìta alla riunione del Cipe, dove ha annunciato l'approvazione di uno stanziamento di 17,8 miliardi per le infrastrutture e di 4 miliardi per gli ammortizzatori sociali che, uniti a uno stanziamento precedente (4 miliardi delle Regioni e un miliardo della Finanziaria) portano il fondo a 9 miliardi per il 2009. “
Questo trafiletto si può leggere sul quotidiano on line de la Repubblica.it
Il nostro premier accetta l’esistenza della crisi; ma, afferma che sono i media a farla conoscere molto più drammatica della realtà; anche, il calo delle borse è dovuto solamente ad una “ manciata di azioni “.
La Rai, Tv di Stato, attacca costantemente il governo.
Cosa pensare!
Come cittadino mi guardo intorno e sembra che tutto sia come sempre, e parrebbe che il Premier avesse la sua ragione sul fatto della crisi; poi, a vedere negozi, fabbrichette, botteghe artigianali e supermercati, ci si accorge che una certa sofferenza si avverte come manifestazione di qualcosa che sta abituando tutti ad agire ,con molta severità, sulle cose che comportano una spesa in denaro.
Da ogni parte si odono lamentele, più o meno dichiarate, ma indicative di un momento che sta aumentando una paura, che ha avuto inizio con l’aumento graduale del prezzo del petrolio e che non si è arrestata, nemmeno dopo che lo stesso prezzo, abbassandosi, abbia permesso una grossa boccata d’aria.
La crisi c’è ed è acclarata da tutto il mondo e non c’è Stato che non abbia sulla sua agenda una progettualità per il suo superamento.
Le opposizioni al governo, giornalmente, gridano la tragicità, che emerge in tutte le situazioni in cui i lavoratori, quotidianamente, perdono il posto o per diminuzione del personale o per fallimento.
Molti negozi cittadini, basti farsi un giro per il centro, chiudono o sono in liquidazione; una situazione che è conseguenza diretta di una crisi formidabile, che non, ancora, ha mostrato il suo acme.
Gli economisti avvertono che l’autunno sarà drammatico, quando miglia di lavoratori resteranno senza stipendio o salario e non potranno fare fronte alle spese, che, ancora, riescono a malapena ad affrontare.
La crisi c’è e si vede e si sente.
Salari, stipendi e pensioni fermi ad una capacità d’acquisto corrosa dall’inflazione; perdenti posto che non godranno di nessuna tutela economica, etc..
La proposta del PD, di dare un assegno mensile a tutti coloro che perdevano il posto, e restavano in una situazione di scopertura protettiva, è stata rigettata dal governo, come si può leggere sullo stesso quotidiano on line, perché “ Favorirebbe licenziamenti e lavoro nero ".
E, quindi, dato per scontato, che un eventuale assegno porterebbe il lavoratore a diventare furbo e ladro, perché si farebbe licenziare per ottenere l’assegno, per, poi, lavorare in nero, il governo ha creduto opportuno evitare situazioni, che, nella loro illazione politica, si giustificherebbero come realistiche, ha creduto opportuno dire di no ad una proposta, che, invece, poteva essere di grande utilità, per quella parte di lavoratori che rimarranno scoperti.
Non risolvere questo piccolo, ma grande problema, non farà altro che aumentare paure, angosce e sofferenze; segno di una crisi più che tragica.
In questa situazione, sul governo, incombono le reiterate infrazioni del governo europeo, e, mi sembra siano una ventina.
In questa atmosfera il ministro Brunetta, qualche giorno fa, ha avanzato la proposta di alzare l’età pensionabile delle donne e di perequarla a quelle degli uomini.
A prima vista la proposta sembrava fosse giusta.
In serata il ministro Sacconi smentiva, affermando che se ne sarebbe parlato in C.d.M.
Al di là di dove ne parleranno e cosa proporranno, appare evidente che un problema così importante non può mai fare a meno di un apporto dialogato da tutte le parti sociali, dai partiti ai sindacati.
E’ da più parti l’idea che prima venga ridiscusso il rapporto attuale, che vede le donne in una posizione di inferiorità, rispetto i maschi; a pagare il precariato, rispetto i maschi, sono le donne; ad affrontare i maggiori ostacoli nella carriera sono loro; a guadagnare meno dal lato retributivo, sono loro.; ma, nello stesso tempo, poi, a casa, devono iniziare il loro secondo lavoro non retribuito.
In un momento di crisi, un rapporto di non pari opportunità negherebbe, nella logica dei fatti, qualunque atteggiamento progettuale di alzare l’età pensionabile per le donne, se prima non si ristabilisce un rapporto paritario.
E’ la modernità e le nuove esigenze che i tempi impongono, come necessità prioritaria.
Ma, a questo si deve sommare la necessità che tutte le parti sociali siano presenti e vengano ascoltate dal governo, prima di procedere unilateralmente in una disciplina difficile e scabrosa.
Il governo si sente pressato dalle richieste europeiste, e dall’eventuale procedura d’infrazione, ma potrebbe dare delle spiegazioni e fare comprendere come sia prima necessario adeguare le strutture ai principi delle pari opportunità, onde evitare scompensi, che aumenterebbero, ancor, di più i disagi.
| January 2012 | ||||||||||
| M | T | W | T | F | S | S | ||||
| 1 | ||||||||||
| 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | ||||
| 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | ||||
| 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | ||||
| 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | ||||
| 30 | 31 | |||||||||
|
||||||||||