Categorie

OLTRE IL PONTE

TESTO di Italo Calvino - i Modena City Ramblers

le canzoni della resistenza partigiana...

BELLA CIAO...

La canzone simbolo della resistenza partigiana....

ACCADE OGGI

persone73-copia-2.gifIL LETTORE DEI FATTI.......!!!!!!??????...

Testo Libero

" NULLA, QUINDI, E' IMMUTABILE, SALVO GLI INNATI E INALIENABILI DIRITTI DELL'UOMO" di THOMAS JEFFERSON

is.jpg

Monday 19 december 2011 1 19 /12 /Dic /2011 17:00

 

Di Cesare Pisano

cameracop738_img.jpg Se il governo retto dal PDL e dalla Lega fosse rimasto sul trono per un’altra settimana, credo l’Italia sarebbe scivolata dentro una catastrofe senza ritorno, con danni economici inimmaginabili, anche, se i politici e gli esperti ci hanno sempre detto che, in quanto a ricchezza personale, la nostra collettività gode di una buona salute.

Abbiamo tutti colto una “ piccola incongruenza “ nel fare del Governo, che ha scatenato le parti sociali, che hanno indetto degli scioperi. 

La manovra approvata non pare godi le simpatie dei moltissimi, che si aspettavano, da un governo di tipo tecnico, un intervento molto più in profondità, capace di colpire là, dove mai nessun Governo politico ha osato…..privilegi, patrimoni e ricchezza ….così non è stato!!

Probabilmente, Monti avrà subito qualche condizionamento politico che lo ha indotto a prendere un po’ di qua ed un po’ di là, pur di accontentare un po’ tutti ed assicurare il varo della manovra e l’acquisto della fiducia da parte dei mercati, per portare l’Italia fuori dal dramma default……e, questo prendere un po’ di qua ed un po’ di là, non poteva che partorire una manovra criticabile e non proprio equa.

Fino adesso le cose sono andate come previsto, tranne gli scioperi, che sono l’indice di un’onda montante, quella del malcontento, nei confronti di un’equità non raggiunta…

L’equità, insieme al rigore ed alla crescita sono stati e sono i punti cardine che indicano, o dovrebbero indicare, il percorso del Governo; ma, così, fino ad oggi, non è stato.

Passata la manovra, incassati le prime critiche, soprattutto, dai leghisti, che, facilmente, hanno dimenticato di trovarsi di fronte un Governo operante da pochissimo tempo per potere essere giudicato così in fretta e con tanta violenza verbale e mimica…frutto, soprattutto, di una rimozione, che li ha smemorati dalle responsabilità, per una politica governativa ininfluente ed incapace di risolvere le problematiche, insieme agli amici del PDL, ecco che i vari ministri si sono determinati a proseguire sulla strada del ritocco necessario alla manovra…per accorciare le distanza dal principio di equità, invocato da tutti.

Questa manovra ha in sé uno squilibrio endemico; infatti, i privilegi delle cosiddette caste trovano difficoltà ad essere toccati; si pensi ai farmacisti, ai taxisti, ai grandi patrimoni e ricchezze.

Quindi, aspettiamoci, in queste settimane, altri interventi correttivi, come ad esempio, la vendita dei farmaci di tipo C, da liberalizzare, attraverso la vendita nelle parafarmacie e nei centri commerciali; la liberalizzazione dei taxisti, ed altre liberalizzazioni…che, se attuate, inciderebbero ed intaccherebbero privilegi acquisiti e duri a morire; l’intervento sulle Province; l’ingresso dell’asta competitiva per le frequenze tv a banda larga, per evitare che siano regalate a chi già monopolizza il mercato;…..

Il Pd, che appoggia in modo incondizionato il Governo, lavora per portare proposte e farle passare…..Il Terzo Polo è sulla stessa lunghezza d’onda; il PDL, che sostiene il Governo, non pare omogeneo ed univoco; molti parlamentari si sono staccati dall’approvare la fiducia a Monti, dimostrando di non seguire la linea del Partito, o forse, il PDL non ha una linea univoca…..

Importante sarà la discussione sull’articolo 18 e sulla la polverizzazione dei contratti, per andare verso un contratto unico per tutti, con l’introduzione di un flexsecurity, che si armonizza con l’equità, spezzando l’attuale situazione che vede contratti garantiti e contratti scoperti da eventuali garanzie sociali; come dire basta col dualismo delle garanzie nel mondo del lavoro; un contratto unico per tutti e che a tutti dia la stessa sicurezza e la stessa garanzia; un contratto, probabilmente, a tempo indeterminato, fino a licenziamento, per cause di necessità, riconosciute da tutti.

E un argomento non semplice da dirimere e da condividere…ci sarà una battaglia tra le forze sociali, politiche ed il Governo?

Se si debbono seguire le direttive europee in materia di lavoro e di garanzie, la strada da percorrere potrebbe essere la flexsecurity, attiva nei Paesi scandinavi e che prevede la flessibilità, sia nelle assunzioni e sia nei licenziamenti, integrata da una copertura-garanzia per i disoccupati.

Il Governo Monti sa di potere agire in questo senso, perché forte dell’appoggio dei gruppi politici che, fino, ad oggi, lo hanno sostenuto…….Lega e Idv, cosa faranno? Se ne staranno all’opposizione?

Se lo faranno credo che la loro diventerà emarginazione politica, perché questa esperienza sta portando verso nuovi approdi, verso nuove situazioni, molto diverse in toto, …dopo tre anni si è ripreso a dibattere democraticamente in Parlamento, si condividono idee e si fanno proposte per salvare l’Italia…etc….come dire il mondo delle alleanze non potrà non tenere conto delle responsabilità dei gruppi che hanno sostenuto il Governo, in modo incondizionato; Lega e Idv, hanno dimostrato forme di autonomismo ed irresponsabilità, visto che una eventuale caduta del Governo, in odore di nuove elezioni, significherebbe un attacco frontale deleterio, da parte dei mercati che ci annienterebbero.

…ricordiamoci che nelle prossime elezioni Berlusconi potrebbe non esserci, preferendo la dirigenza del suo Milan e delle sue aziende….questo significa che non occorre più la vasta alleanza politica, pur di contrastare il Capo delle destre, ma, accordi su progetti di riforme vere e condivise, a cominciare da coloro che hanno saputo sostenere l’azione del Governo Monti….naturalmente, i due Poli maggiori del panorama politico resterebbero, nella loro diversità oppositiva, il PD ed il PDL.

 

 

 

Di cesare pisano - Pubblicato in : POLITICA - Community : ITALIA CHE RESISTE
Scrivi un commento - Vedi 0 commenti
Thursday 1 december 2011 4 01 /12 /Dic /2011 14:55

Di Cesare Pisano

i_05_590-490.jpg In questo tempo della Storia italiana la collettività è tutta presa dagli esiti giornalieri segnati dall’instabilità dello spread dei titoli italiani, dalle ipotesi di interventi nella zona euro, dalla diminuzione di 50 punti da parte delle Banche centrali, su iniziativa della Federal Reserve americana, dalle proposte che il Governo Monti presenterà giorno 5 dicembre, in Parlamento…etc…per potersi impegnare in discussioni diverse; ma, reputo importante, per una migliore coscienza democratica, cominciare ad avere chiare le idee sull’uso dello strumento delle Primarie, che hanno costituito per il Partito Democratico un’esperienza, tutto sommato, positiva.

Con l’elezione di Prodi esse fanno il loro ingresso nell’Agorà della politica italiana dei Partiti; un’esperienza positiva se si pensa al massiccio afflusso delle persone, tra iscritti e non, che si sono recati ai vari gazebo per votare, dentro una giornata di afflusso democratico, che ha rappresentato il Partito come capace di aperture partecipative, che non si esauriscono solo con il voto elettorale!!

Le Primarie, quale strumento per elezioni interne, sembra siano lo strumento che meglio esprime la coscienza e la libera scelta degli iscritti, perché la loro funzione esplica la capacità di espandere il diritto di scelta, per dare forza al nome che uscirà dalle urne. Trattandosi di elezioni interne al Partito, nulla osta qualunque tipo di soluzione uscita dalle urne…come dire la base del Partito ha fatto la sua scelta e la impone democraticamente ai perdenti.

La scelta è indicativa del fatto, che, eventualmente, all’interno del Partito si sono spostate le forze egemoniche che, in senso democratico, gestiranno il Partito e le sue strategie, anche, se nei vari posti di comando sarebbero presenti le parti sconfitte, nelle Primarie.

Diverso è il discorso di eventuali Primarie, non più interne al Partito, ma, di coalizione.

La coalizione riguarda la presenza di Partiti diversi, sia nel programma, sia nella grandezza dei Partiti, sia nella loro base elettorale.

Un Partito come il PD, che per Statuto è maggioritario, dovrebbe imporre il suo candidato, quale Premier da presentare alle elezioni, alla sua coalizione, senza per questo cadere nell’orgoglio di proporsi come egemone, anche, se nei fatti lo è, visto la sua forza elettorale.

Infatti, la volontà di candidare a Premier segretari dei Partiti più piccoli, nel caso nostro IDV e SEL, che insieme raggiungono appena il 14%, mentre il PD in questo momento è dato al 30%, secondo me, significherebbe la mortificazione della democrazia, perché ne costituirebbe una forzatura, dovuta a motivazioni leaderistiche, di tipo individualistico, di immagine e di arrivismo.

Se nelle Primarie il candidato del Partito maggiore dovesse soccombere alla scelta votata dall’elettorato, sia degli iscritti e sia dei non, avremmo un’anomalia democratica, una forzatura pericolosa, che inficerebbe la qualità della politica e la certezza politica, durante la legislatura e nell’attuazione del programma.

Come dire, il leader del Partito più piccolo potrebbe essere il Premier, con una base politica limitata dal numero dei propri parlamentari e, poi, dovrebbe essere sostenuto dalla politica del Partito maggiore, con una presenza di parlamentari superiore.

Questa sarebbe una forte contraddizione che esprimerebbe la debolezza e non la forza del Governo nella persona del Premier-minoritario, che non potrebbe mai godere di tutto l’appoggio politico del Partito maggiore…ma, quale sarebbe la convenienza per il PD, nei sondaggi cresciuto fino al 30%, nel mettere in ballo la sua supremazia politica, la sua politica convincente, le sue strategie e qualità propositive ed oppositive parlamentari, frutto del suo radicamento sul territorio, per dare il potere ad un uomo politico espressione del Partito minore?

Nessuna!!!!!

Ma, non solo; infatti, se il candidato fosse l’espressione del Partito più piccolo si evincerebbe solo che il politico in questione, con la sua insistenza di volere le Primarie di coalizione, dimostrerebbe limiti politici e grande apertura verso l’affermazione individualistica della sua figura, che non sarebbe mai, durante la legislatura, essere rappresentativa, non solo del progetto da attuare, ma, di vera democraticità, visto che, la base politica su cui l’eventuale suo Governo si poggerebbe, sarebbe data dai politici del Partito maggiore, il PD!!

Quindi il candidato-premier del Partito più piccolo non potrà mai esprimere la potenzialità insita nell’attuazione del progetto politico, là, dove meglio può essere espressa dal rappresentante-premier del Partito maggiore, che conta su un numero di parlamentari superiore, eletti da una base maggiore dell’elettorato e rappresentativi della volontà democratica della base elettorale.

La coalizione, di per sé non potrà mai modificare le regole e la rappresentatività democratica in nessun modo …le Primarie devono servire ad esprimere certe scelte democratiche interne al Partito o esterne, come nel caso di elezioni a sindaco…poi, basta.

Il PD è maggioritario; il che significa che il suo segretario, automaticamente, diviene candidato-premier…trattandosi di un Partito che ha raggiunto il picco del 30%, rispetto i Partiti della sua coalizione, che navigano al 7% o all’8%, il problema non si dovrebbe neanche porre…insistere ha un solo significato: forzare la democrazia rappresentativa, invocando, demagogicamente, lo strumento delle Primarie, per affermare contenuti di leadership, individualistiche, che nulla hanno a che vedere con la sostanza del modo di essere democratico.

Dietro lo strumento delle Primarie si nasconderebbero altre finalità non politiche, ma, populiste, di arrivismo, di immagine, di superiorità presunta…..

Le Primarie di coalizione costituiscono una forma di falsa democrazia, perché potrebbero spostare le forze in capo e dare al Partito più piccolo e meno radicato sul territorio una visibilità superiore, rispetto il PD, che dimostra un radicamento più ampio e significativo.

Il Governo diventerebbe la mera espressione di un potere personalistico, senza l’urto della forza politica della base parlamentare del Partito.

Una distorsione vera della sostanza democratica, le cui conseguenze potrebbero essere deleterie per la stessa coalizione.

La democrazia si fonda sulla rappresentatività, a cominciare dalla maggioranza e non dalle minoranze…le minoranze in democrazia devono essere rappresentate, ma, non nel modo di egemonizzare un Partito più grande, come il PD.

Primarie sempre all’interno del Partito, ma, mai di coalizione.

 

Di cesare pisano - Pubblicato in : POLITICA - Community : Politica diretta
Scrivi un commento - Vedi 5 commenti
Thursday 24 november 2011 4 24 /11 /Nov /2011 16:34

Occorre Riformare lo Stato: No ai doppi incarichi ed alle doppie retribuzioni di coloro che esercitano pubblici incarichi; no ai vitalizi dei politici; no a prestazioni remunerate da parte di chi svolge attività politica; Riforma parlamentare: Camera del Senato rappresentativa dei Comuni e delle Regioni; Camera dei Deputati ridotta a 500, ( oggi 630 )

In questo momento di crisi gravissima sistemica, tutte le Riforme sono necessarie e primarie, ma, considero i costi della politica e l'abbattimento della casta politica una priorità, per l'esempio che verrebbe dato dalla stessa politica, che, fino ad oggi, non ha mai dimostrato di fare gli interessi dei cittadini, ma, i loro, accrescendo patrimoni, ricchezza e prestigio....La stessa Riforma istituzionale è fondamentale e deve avvenire subito dopo il varo della nuova legge elettorale, che sarà il fondamento giuridico su cui impostare il nuovo percorso democratico delle susseguenti riforme per permettere la crescita e per raggiungere l'equità sociale, attraverso una Riforma del fisco vera ed efficace, capace di incidere sui grandi patrimoni e sulle grandi ricchezze, per pareggiare le sofferenze continue che dai ceti meno abbienti, ai ceti medi sono costretti a sostenere,....

Di cesare pisano - Pubblicato in : POLITICA - Community : Politica diretta
Scrivi un commento - Vedi 0 commenti
Monday 14 november 2011 1 14 /11 /Nov /2011 19:31

...L'atteggiamento e la strategia del Partito Democratico e di Bersani, il temporeggiatore, convincono i cittadini a dare la loro fiducia: PD al 29,3%...in calo il PDL 24% e l'IDV 6%, bene UDC e FLI, calo della Lega 7%....

link

Di cesare pisano - Pubblicato in : POLITICA - Community : Politica diretta
Scrivi un commento - Vedi 0 commenti
Thursday 10 november 2011 4 10 /11 /Nov /2011 12:16

Di Cesare Pisano

 

spider-truman-e-le-spese-del-parlamento-per-i-software.jpg ...UN VERO DISASTRO...infatti, se dovessimo andare a votare con la legge-porcellum di Calderoli; infatti, ci troveremmo allo stesso punto; dovremmo aspettare altri 5 lunghi anni, prima di produrre le vere Riforme, che dipendono dalla nuova legge elettorale: Nuove Istituzioni, dimezzamento dei Parlamentari, Senato federale....e ritorno ai cittadini del diritto di potere scegliere, col voto, il proprio politico, su cui ripongono la fiducia...

La legge elettorale attuale è una legge truffaldina; essa truffa il cittadino espropriandolo del suo diritto alla scelta del candidato politico; la legge voluta dalle destre, e mantenuta dal Governo Prodi, è una legge antidemocratica, centralista, che permette al potere di reiterarsi e di gestire la democrazia a suo piacimento

Dopo le dimissioni del Premier diventa’ importantissimo il passaggio attraverso una fase politica intermedia, che va  dalle dimissioni del Premier  alla nuova legislatura, dopo l’esperienza di un Governo di tipo Presidenziale, capace di creare le premesse per imprimer un trend il cui percorso, ripreso nella nuova legislatura dal Governo, nato dalle lezioni, con la nuova legge elettorale, porterebbe a realizzare tutte quelle Riforme proclamate da tempo, ma, mai realizzate.

La crisi dei valori della democrazia ha bloccato la crescita economica, lo snellimento dello Stato ed ha bloccato la politica ad azioni non sempre finalizzate al bene comune di tutti.

Una politica nuova, e si spera di qualità, capace di far crescere l’economia, la cultura, la qualità dell’esistere, lo stesso individuo, attraverso la riaffermazione della Repubblica democratica basata sull’esercizio dei diritti delle libertà del cittadino, a cominciare dalla scelta elettorale del politico di fiducia.

Se non si comincia dal diritto del cittadino, alla scelta politica e dei politici, non può mai affermarsi  la Repubblica, nelle sue funzioni di tutela delle varie forme democratiche; si trasformerebbe il cittadino in un essere passivo, incapace di monitorare la politica, se non ricorrendo alle manifestazioni  ed invadendo le Piazze, per tentare di dire la sua, in alternativa al potere, diventato cieco e ad un Parlamento diventato spazio per interessi personali e molto poco o nulli per quelli del popolo democratico.

Un Parlamento formato da nominati non assicura la piena democrazia; infatti, i vari eletti non si sentirebbero legati  a nessuna parte degli interessi dell’elettorato, perché la loro presenza parlamentare  avviene attraverso la nomina e non la scelta elettorale.

Pertanto, dev’essere auspicabile riaffermare la democrazia nella Repubblica; è necessario continuare la legislatura affidando l’incarico ad un super partes  riconosciuto da tutti; un Governo Presidenziale il cui programma minimo, ma necessario, possa prevedere alcune delle Riforme dalle quali, poi, si innesterà tutta l’azione innovativa del futuro Governo, eletto con la nuova legge elettorale e capace di dare risposte più democratiche, dentro un Parlamento di scelti dalla collettività.

Abbiamo assistito troppe volte all’uso indiscriminato delle richieste di fiducia, che hanno annullato la democrazia, attraverso l’annullamento del confronto democratico, perché i vari nominati della maggioranza non potevano esprimere la loro libera coscienza democratica, in quanto avevano l’obbligo di integrarsi con il carattere monolitico del potere,  più vicino agli interessi personalistici e di sistema, che di quelli della collettività.

Ricordiamoci che la democrazia è un composto di due parole, Demos e Crazia, il cui significato si rappresenta come il “Potere nelle mani del Popolo”; in democrazia questo potere si  esplica con le libere elezioni, a patto che il cittadino possa esercitare questa sua scelta, capace di portarlo ad individuare il politico di sua fiducia, che deve, poi, completare il concetto della democrazia, assumendosi la responsabilità di gestire la sua politica, non per realizzare interessi personalistici, clientelari, familistici o sistemici, ma, per concretizzare in azioni politiche di qualità la su azione, per la quale lo stesso è stato eletto e siede in Parlamento, mantenuto economicamente, coi voti di tutta la collettività.

Di cesare pisano - Pubblicato in : POLITICA - Community : Politica diretta
Scrivi un commento - Vedi 0 commenti

Presentazione

Crea un Blog

Calendario

January 2012
M T W T F S S
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
<< < > >>

Profilo

  • cesare pisano
  • LAPRIMAVERA
  • Uomo
  • 20/02/1950
  • italia sicilia catania
  • politica cultura poesia pittura letteratur
  • Amo la letteratura, la poesia, la politica, lo sport, la pittura...ricerco la verità
Crea un blog gratis su over-blog.com - Contatti - C.G.U. - Remunerazione in diritti d'autore - Segnala abusi - Articoli più commentati