QUANTE VOLTE IL PENSIER MIO....
Quante volte il pensier mio superando barriere
È approdato in spiagge solitarie ove l’eco dei congegni
Smorzato dal nulla che mi circonda taceva la vera voce
E una frustata di serena pace mi schiantava nell’eremo solingo
Ove natura si fonde con l’essere ed il tempo ferma la sua corsa.
Echi sommersi di atti eroici ideologie preposte di confraternite
Imperi caduti e risorti forzavano il delirio della mia anima
Ostacolo silente al fiume di morte e di sangue che m’inondava
Ostacolo silente all’opra umana abbandonata negli asconditi atrii freddi
E respiravo l’olezzo che dall’acque mondava l’essere a nuovi atti
E il respiro affannoso piegava ad un fare calcolato
E le membra assuefatte si alimentavano di novella energia
Spazio naturale che offri il calice a labbra assetate
Epifania di vita autentica sorta a nuove mete
Vita dischiusa a dimensioni ardite nell’autentico sentire.
Cesare Pisano -20 - 02-2009
È approdato in spiagge solitarie ove l’eco dei congegni
Smorzato dal nulla che mi circonda taceva la vera voce
E una frustata di serena pace mi schiantava nell’eremo solingo
Ove natura si fonde con l’essere ed il tempo ferma la sua corsa.
Echi sommersi di atti eroici ideologie preposte di confraternite
Imperi caduti e risorti forzavano il delirio della mia anima
Ostacolo silente al fiume di morte e di sangue che m’inondava
Ostacolo silente all’opra umana abbandonata negli asconditi atrii freddi
E respiravo l’olezzo che dall’acque mondava l’essere a nuovi atti
E il respiro affannoso piegava ad un fare calcolato
E le membra assuefatte si alimentavano di novella energia
Spazio naturale che offri il calice a labbra assetate
Epifania di vita autentica sorta a nuove mete
Vita dischiusa a dimensioni ardite nell’autentico sentire.
Cesare Pisano -20 - 02-2009
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