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LAPRIMAVERA

IL CAPITALISMO E' ANCORA UN MODELLO SOCIALE-ECONOMICO VALIDO?

25 Febbraio 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #SAGGISTICA

di Cesare Pisano


Il capitalismo mondiale ha preso a modello le strutture ideologiche politico-economiche-finanziarie degli Stati Uniti, che dai primi del novecento ha operato una escalation di effetti negativi che hanno determinato la crisi disastrosa del '29  e molte altre crisi che hanno coinvolto ultimamente la Enron, la Worldcom, fino alla attuale crisi che ha portato al fallimento la banca Lhemann Brothers.

Una molteplicità d'imprese, poi, che hanno truccato i bilanci per gonfiare artificialmente i profitti, col risultato di distruggere l'azienda e di lasciare sul lastrico tantissime persone, con una perdita in denaro immensa.

Oggi, si naviga sul mare della crisi dei mutui bancari, i subprime, il cui investimento è stato effettuato in modo superficiale e speculativo, a fallire per prima è stata la banca Lhemann Brothers, che ha provocato danni economici a moltissimi e conseguenze, non ancora determinabili, nel resto dell'economia mondiale, la cui dipendenza è direttamente collegabile alla globalizzazione dei mercati.

La banca svizzera Ubs è una delle banche maggiormente colpite in Europa; l'amministrazione ha operato seimila tagli.

L'Italia dovrebbe restare indenne dall'ondata di questi effetti speculativi, in quanto le nostre banche godono di una deontologia rispettosa nell'osservazione delle regole di mercato,

Un capitalismo, quello dei mercati liberi della globalizzazione, sfrenato, perchè privo di regole; avventuristico e libero da interventi dello stato.

Un capitalismo selvaggio, tutto proteso a gonfiare e truccare i bilanci per aumentare fittizziamente i profitti; un capitalismo governato da gente senza scrupoli, senza morale, il cui estremo intento è il denaro, la proprietà illimitata, il vivere una vita spericolata, fortemente dispendiosa, in barba a tutti coloro che hanno bisogno di cibo, di casa, di assistenza.

Era nel giusto l'economista Keynes, quando nel suo tempo sottolineava il pericolo per la democrazia di un mercato finanziario globalizzato ( Noam Chomsky " Egemonia o sopravvivenza ),

Il capitalismo globalizzato ha estraniato tutti i valori positivi, ha ridotto l'uomo a strumento di consumo; lo ha omologato riducendolo ad una dimensione, lo ha impaurito.

Questo tipo di capitalismo è stato costruito sulla idea del neoliberismo, la strategia economica americana tutta basata sui tagli alla spesa, soprattutto al Welfare, sulle privatizzazioni dei servizi sociali e liberalizzazioni e limitazione del carico fiscale.

Non ha futuro il capitalismo se si reggerà, ancora, su questi principi, che, poi, derogano a qualunque forma di intervento dello stato; ed è di tipo selvaggio perchè crea un conflitto perenne tra gli interessi del cittadino ed i profitti dei privati, che gestiscono servizi di pubblica utilità per i cittadini, i quali si trovano con le spalle scoperte e nulla possono contro le azioni illegali e furbesche dei privati, tese al raggiungimento del massimo profitto a tutti i costi ed in qualunque modo.

Nelle società a regime neoliberale i cittadini sono in perenne conflitto con coloro che gestiscono i servizi pubblici, soprattutto, la sanità e le assicurazioni.

Ne nasce una guerra tra gli avvocati di parte avversa per determinare i risarcimenti, con la tendenza dei privati che gestiscono il servizio a pagare meno che possono e in un tempo più lungo possibile.

Servizi importantissimi come la sanità, le assicurazioni, la scuola non possono essere gestiti dai privati, ne risentirà la democrazia; la gente si impaurisce, non riesce a sostenere i costi, diventa insicura, rompe il suo equilibrio psicologico.

Ma, quali risultati positivi ha reso all'umanità il mondo globalizzato? 

A milioni i bambini e i vecchi muoiono per fame e milioni lottano per vincere gli stenti e non morire di fame.

Il vero spirito del capitalismo, se dovessimo seguire l'idea di Max Weber, non si identifica nella bramosia senza limiti del guadagno a tutti i costi, nè può essere gestito da individui senza scrupoli ed indifferenti a qualunque tipo di umanesimo psicologico e culturale.

Costoro sono meri avventurieri, criminali dell'economia, pronti a distruggere qualunque ostacolo possa frapporsi ai loro piani di accumulo e pronti ad usare la violenza, il crimine ed ogni tipo di lotta, pur di aumentare profitti e patrimoni.

Un accumulo vorace, da predatori nella savana dell'economia globalizzata, che obnubila la vista corta di questa gente, che, forse, è convinta di vivere per l'eternità.

Fortune mostruose accumulate per un'esistenza da semidei.

La globalizzazione è sotto accusa, perchè è la causa prima dei disastri e di una visione del sociale e dell'uomo fortemente negativa.

Secondo me, non è la globalizzazione il danno supremo, ma il modello di economia neoliberista senza regole, gestito dai caimani voraci di carne umana.
 
Dopo la sconfitta dei totalitarismi ad ideologia nazifascista, nelle società a democrazia di tipo occidentale, si visse il periodo della guerra fredda; un tempo storico di problemi e disagi sociali per il nascente conflitto politico, sempre più deleterio tra i cittadini, che si contrapponevano l'uno contro l'altro, soprattutto, durante il periodo delle elezioni politiche.

Nel 1989, con la caduta del muro di Berlino e la caduta definitiva delle forme del comunismo reale, come nella Russia e nella Cina, cadde il muro ideologico della guerra fredda, che aveva contrapposto La Russia comunista agli Stati Uniti e diviso il mondo in due blocchi rigidi di influenza politico-ideologica e le masse popolari in due bastioni di tifoserie pro Stati Uniti e pro Russia comunista.

Da questo momento, la mondializzazione del mercato assunse un'accelerazione dovuta alla politica statunitense, che diventò la leadership nel mondo e che pensò, con una politica di tipo neoliberista, di imporre, con metodi amichevoli e democratici o con sistemi più convincenti, il suo modello di vita socio-politico, secondo le sue forme democratiche, come modello standard per tutte le società.

Tutti i progetti degli Stati Uniti, dalla vittoria della seconda guerra, si sono indirizzati al dominio mondiale, attraverso aree di influenza, ed attraverso interventi militari, là dove i sistemi politici tentavano una politica di indipendenza economica, fuori dal loro controllo.

Un nuovo ordine mondiale che doveva essere subordinato alle reali esigenze degli Stati Uniti ed al suo controllo delle politiche interne, che non ammetteva nessuna forma di progresso sociale indipendente ed autonomo, come nel caso del piano Marshall, che prevedeva, subito dopo la seconda guerra, la ricostruzione industriale di tutti gli stati europei che intendevano accettarlo, ma che avrebbero dovuto accogliere le quantità di prodotto-surplus nei loro mercati ed aprire agli investimenti al capitalismo statunitense.

La nostra Italia, al tempo della democrazia cristiana, accetò il patto economico di collaborazione.

Gli stati che non accettarono come la Russia, a cui venne offerto il pacchetto di aiuti Marshall, furono considerati nemici e contro di loro si alzò il muro ostile della guerra fredda; un esempio fu il funesto fenomeno del maccartismo.

E non è vero che gli Stati Uniti hanno preteso dagli Stati a cui concedevano gli aiuti del Piano Marshall, la democrazia, perchè la storia afferma il contrario; molti governi totalitari e sanguinari hanno ricevuto appoggi dal governo americano.

Un esempio è la controrivoluzione fascista di Pinochet in Cile, spalleggiata dagli americani, che distrusse il governo democratico, eletto dal popolo, di Salvadore Allende.

Il capitalismo globalizzato non ha portato, come si credeva, una redistribuzione della ricchezza, ma, solo uno spostamento della ricchezza, che si è sempre di più concentrarta nelle mani dei soliti, che, attraverso accumuli ed espropri, hanno realizzato i propri progetti.

Tagli delle spese statali al Welfare e le privatizzazioni dei servizi sociali hanno spostato e concentrato la ricchezza, lasciando i poveri restano sempre più poveri.

Il sistema globalizzato è stato costruito sul modello neo-capitalista, sulla tecnofinanza,sulle speculazioni dei furbetti, su bilanci truccati, etc..

Soprattutto, è costruito sull'idea del neoliberismo, che ha trovato la sua prima forma nei governi statunitensi da Reagan, fino all'attuale amministarzione di Bush.

Un'idea di libero mercato che ha le sue origini ai primi del novecento, a quel liberismo selvaggio storico, che creò molte crisi cicliche, fallimenti e disoccupazione.

Nelle democrazie occidentali la dignità dell'individuo è il perno su cui è fondata la società borghese, dal tempo storico della rivoluzione borghese, che nel vecchio continente spazzò via l'assolutismo monarchico, per creare le repubbliche democratiche, basate sulla legge costituzionale, che fondava i diritti irrinunciabili per tutti i cittadini, ponendo le basi per una società giusta ed equa.

Libertà civili, politiche ed economiche erano e sono la base della dignità umana; l'uguaglianza giuridica e politica le forme che avrebbero dovuto annullare le distanze tra i cittadini.

L'uguaglianza politica è stata guadagnata in un secondo momento della storia della borghesia capitalista; infatti, l'altra forma, l'uguaglianza giuridica ha costituito la base attuata, durante la prima forma di vita sociale e politica.

Al principio dell'uguaglianza giuridica si accompagnò l'ideologia del liberismo economico, che abiurava qualunque intervento dello stato nelle faccende private, soprattutto, in campo economico, ed individuava, nel libero mercato, la forma migliore per regolare in modo spontaneo ( Adam Smith ) tutti i fatti economici, credendo superficialmente che una mano invisibile potesse rimettere costantemente in forma automatica le cose a posto.

Purtroppo, il pensiero economico di Adam Smith, fino all'attuale fallimento dovuto ai sub-prime, è stato invocato sia da Milton Friedman, sia dai suoi Chicago boys, che hanno seminato per il mondo la politica della shock terapia ( Naomi Klein ), distruggendo le sane risorse dei paesi in cui l'hanno applicata con il bene placido dei vari governi statunitensi; ultimamente Messico, Cina e Russia.

In questi stati è stato applicato un capitalismo selvaggio che ha fatto piazza pulita del precedente sistema economico, per, poi, ricostruirlo con forti tagli, con una privatizzazione prioritariamente rivolta al capitale americano, rialzo dei prezzi sui beni di prima necessità, quali pane e pasta.

Pertanto, era necessario che lo stato non intervenisse mai negli affari dei privati.

Ma, costoro, spinti dalla loro sete di guadagno e di arrivismo senza fine, si trovarono a loro agio a navigare nel mare dell'economia, al di fuori di qualunque regola e fuori dal controllo statale.

Il risultato di questa logica della politica economica storica, nel tempo fu micidiale: una serie di crisi cicliche che ogni volta lasciava sulla strada molti feriti, attraverso fallimenti e licenziamenti.

Quella fu la prima forma sociale di capitalismo selvaggio, senza regole, individualistico ed egoistico, che portò alla distruzione sistematica delle economie.

Però, agli inizi del novecento, durante la fase della seconda rivoluzione industriale, all'interno della classe borghese emerse un gruppo politico di tendenze più democratiche, che si organizzò come partito politico, che si si appoggiò sui principi dell'idea liberale, ma che propose delle integrazioni assai importanti:

- all'uguaglianza giuridica venne accostata la politica del capitalismo selvaggio;

- la disuguaglianza sociale veniva superata dalla democratizzazione dei principi liberali, nel senso che tutti i diritti venivano estesi realisticamente a tutti i cittadini, compreso il diritto al voto.

Questa fu la vera svolta storica che portò la società capitalista ad assumere una maschera più umana, più riconoscente delle problematiche avvertite da tutti i lavoratori, che invocavano l'estensione dei diritti, anche dell'uguaglianza economica.

Un capitalismo riformista, che, attraverso partiti democratici, meglio intravvedeva le questioni sociali, rispetto i primi partiti liberali, che erano chiusi in un egoismo individualistico, e non concepivano riforme e progresso sociale umano.

Il sistema capitalista è irrazionale, perchè non potrà mai conciliare l'amore e la solidarietà col sistema basato sulla proprietà; sul riciclaggio di denaro; sulle furbizie; sui soprusi; sulla violenza scandita quotidianamente per accaparrarsi denaro e posizioni di potere; cose meschine che contrastano i suddetti valori.
 
E' irrimediabilmente irrazionale perchè esiste una grande massa di popolazione che non ha raggiunto le forme di dignità, in rapporto alla minore massa che nuota nell'oro.

E' irrazionale il sistema perchè prevede il ricco ed il povero; la libertà e la non libertà; la moralità e l'immoralità; l'uguaglianza e la diseguaglianza; chi ha tutte le opportunità e chi non ne ha neanche una.....etc.

La domanda e la speranza, almeno per quesro periodo storico, è se il sistema possa essere razionalizzato, attraverso interventi politici, per rimuovere la struttura fatiscente ed avviarla, con riforme decise, ad un cambiamento di regole, che costringa tutti ad osservare scrupolosamente le normative.

La deregulation è stata una delle cose più nefande che lo stato possa avere concesso all'avidità ed alla stupidità di quanti, credendo nelle forme del neoliberismo, per amore eccessivo della ricchenza e dell'apparenza, hanno creato le condizioni per attuare il loro falso arricchimento e, nello stesso tempo, la disgrazia di migliaia di persone, attraverso fallimenti e licenziamenti.

Nel mercato globalizzato abbiamo assistito ed assistiamo giornalmente al riciclaggio, all'evasione fiscale ed ai bilanci truccati.

Una volta evaso il fisco si pone il problema di come investire quel capitale, che non risultando da nessun fatto produttivo, diventa automaticamente da riciclare, e per farlo vengono inventate scorciatoie di illegalità, che rendono il sistema, ancora, più irrazionale.

Fino a quando la società non sconfigge la deregulation e lascia libertà d'agire, al di là dell'intervento dello stato, quindi fuori da qualunque forma di controllo, sono convinto che il sistema capitalista ha breve vita.

Infatti, non è più possibile continuare con un sistema che crea crisi continue, riciclaggi, fallimenti, evasione fiscale, arricchimenti illeciti, inquinamento per irregolarità industriale nello smaltimento di scorie, rottura dell'equilibrio dell'eco-sistema, etc..

Il sistema capitalista, così com'è, è marcio perchè nei programmi politici e nella produttività del sistema l'uomo non costituisce il momento centrale, è emarginato a vantaggio di un materialismo che lo stritola e lo strumentalizza fino a farlo diventare oggetto nelle sue mani.

Hegel afferma che non c'è società libera e democratica fino a quando un solo uomo non abbia raggiunto la sua libertà, come tutti gli altri.

Tutto è il sistema capitalista, tranne quello di attuarsi come strumento finalizzato alle libertà dei singoli ed alla loro crescita.

Come afferma Noam Chomsky, in " Egemonia e sopravvivenza ", "..dalla fine della seconda guerra gli Stati Uniti posero le basi per il dominio sul mondo ed il controllo delle politiche nazionali; se una politica intraprendeva in modo autonomo e libero il suo sviluppo sociale dando vita ad esperimenti o a forme di socializzazione, che contrastavano con le forme desiderate dal governo americano, il risultato era un intervento finalizzato a rovesciare la politica avversa o con le buone o con interventi violenti, come è avvenuto in molti stati come il Nicaragua, Cile, America latina, Colombia, Haiti, etc..".

Il capitalismo può essere vinto nella sua forma irrazionale con molta difficoltà; la sua razionalizzazione comporta, non soltanto interventi di regolamentazione severa, ma di un progetto politico di riforme vere, che abbiano come centralità l'individuo: 

                  
tutti i progetti devono avere come centro l'uomo e la sua dignità.

Il problema è l'uomo, in quanto artefice della struttura ideologica che impone a tutti politicamente; che impone progetti fasulli e la sua falsa morale; l'amore esasperato per la ricchezza senza limiti, il tornacontismo, etc..
Ed è questo il tipo di uomo che afferma politicamente la sua idea, il suo modello in politica, ma non per riformare veramente in positivo la società, attaccando i vari problemi alla base per eliminarli, ma per ricreare di continuo e mantenere il " SISTEMA " il suo sistema, che gli assicuri favori e felicità.

Sconfiggere tutti questi elementi è un'impresa immane, che ha bisogno di grandi uomini politici, di alta qualità, di alta levatura e profilo culturale; disinteressati e pronti a lavorare per l'uomo-sociale.

Ce ne sono, ma in pochi; i molti, ancora, non hanno la coscienza adatta per un discorso di alta qualità e di lungo raggio.

La miopia li fa diventare piccoli ed impedisce che la vista si possa alzare oltre la posizione sociale da curare e difendere; gli altri divengono elementi necessari da usare, per il loro cammino radioso.

La società per rimanere tale deve sconfiggere l'idea di essere una savana in cui s'aggirano uomini dagli istinti bestiali, pronti ad azzannare un loro simile.

Ma, nella savana vera la bestia non uccide il proprio simile, lo rispetta e lo difende.

Nella savana vera si uccide per sopravvivenza e non per arricchimento.

In un tempo di crisi totale l' idea attuata dal governo americano è stata quella di imporre nel mondo globalizzato il neoliberismo corrotto e senza regole; la salvezza del sistema può passare solo attraverso il suo superamento; l'intervento dello stato dev'essere prioritario, attraverso controlli su qualunque tipo d'investimento e di conduzione del potere economico e di gestione dei servizi pubblici, quando sono nelle mani dei privati.

Bisogna sfaldare il mito vuoto della gestione privata, perchè il privato non ha come priorità il bene del popolo, ma il profitto, dal momento che ha investito il capitale.

E se questo tipo di gestione è lasciata fuori da qualunque controllo, può essere che una coscienza ignobile dia inizio alla danza dei bilanci truccati ed altre diavolerie, per gonfiare i profitti e per, poi, riciclarli e, per, poi, ricominciare da capo, fino a quando non verrà scoperto; ma, quando verrà scoperto, saranno danni immensi per lui e per la utenza che veniva truffata.

Se non si vuole tornare indietro nelle forme della privatizzazione è necessario, secondo me, attuare in maniera seria ed asfissiante i controlli a tappeto su tutti i gestori, perchè lo stato è al di sopra di tutti ed è quello che può garantire la vita ai cittadini.

Non dimentichiamo che il potere economico, per mantenere i piccoli politici, ha bisogno del sistema clientelare, che diventa una rete il cui metro è una totale mancanza di regole nelle assunzioni.

Il sistema clientelare è una fonte produttiva del potere:

                                                    
è la fabbrica del potere

La forma del clientelismo e delle raccomandazioni fanno parte della politica di oggi, ma bisogna riconoscere che è un male e che bisogna cominciare a fare sul serio, riferendo il giudizio sul merito dell'uomo e non sulle appartenenze.

La salvezza del capitalismo è il progetto del capitalismo; è l'umanesimo del capitalismo; è la sua forma migliore che individua l'uomo come priorità; il capitalismo si deve democratizzare; deve essere, anche solidarietà; occupazione; regole.

Affermare che possa esistere un capitalismo umanizzato sembra un ossimoro.

Il capitalismo umanizzato si regge sui limiti della proprietà e sulle finalità controllate dei piani d'investimento.

Il capitalismo umanizzato estende a tutti le possibilità del sistema e lo fa col funzionamento della formazione dei giovani e della ricerca scientifica.

Il capitalismo umanizzato si fonda sul merito delle persone capaci; sulla ricerca; sulle continue riforme a vantaggio dell'uomo; sulla sconfitta della disoccupazione, della miseria culturale ed economica; su  una solidarietà come principio dell'agire, etc...

Il capitalismo umanizzato ha come riferimento l'uomo nella sua integrità, nella sua dignità.

Se questo non può essere possibile, sono certo che il capitalismo, in qualunque forma lo si presenti, non avrà molta vita, perchè imploderà su se stesso.

Fino a quando l'uomo dev'essere un oggetto, una res, un alienato nelle mani di un altro uomo?

Fino a quando deve avere paura di dormire per non farsi aggredire dai fantasmi della fame e della disoccupazione?


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