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LAPRIMAVERA

LE RONDE

26 Febbraio 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Il cittadino vive costantemente nella paura, per l'espansione inarrestabile della violenza, che, quotidianamente, sparge vittime; minorenni, stuprati, ragazze violentate, esecuzione per regolamenti; gli attori, non solo rumeni od altri, ma cittadini italiani, che, al di là delle età, dimostrano frustrazione, deprivazione, carenze affettive, senso immorale nei valori della persona, istinti bestiali, immaturità psicologica, istinto ad apparire od a dimostrare identità svuotate da una lacunosa formazione, la cui carenza affettiva denota uno iato incolmabile in seno alle famiglie, tra genitori e figli.

Una realtà alla deriva, ove, soprattutto, i giovani sono i soggetti da curare; una scuola che stenta la formazione, non suffragata da famiglie pronte alla collaborazione e famiglie deprivate economicamente, incapaci di interventi ed assenti nella formazione.

Una clandestinità crescente ed inarrestabile, che sfugge il controllo e che determina insicurezza, tragedia e morte; o lascia i segni indelebili che menomano la vittima.

Dal basso, specialmente dal nord, è arrivato l'allarme ed il governo si è sentito pronto a legiferare, per dare la sua risposta.

Il decreto legge, già pubblicato, prevede che i sindaci, in accordo con i prefetti, possano promuovere gruppi, per il controllo del territorio, quelle parti più a rischio delle città, per la prevenzione dei gesti violenti, con l'obbligo di avvisare le forze dell'ordine e pomuovere il loro immediato intervento.

I gruppi dei cittadini dovranno attuare un controllo preventivo e non debbono essere armati.

Non potranno agire da soli, ma sotto la tutela ed il controllo dei Prefetti.

Questi gruppi di cittadini, nella norma, dovrebbero provenire dai pensionati delle forze dell'ordine.

Nel caso in cui trattasi di cittadini non provenienti dalle forze dell'ordine, l'iscrizione è possibile, se non gravano sullo stato  spese economiche.

Come chiamare questi gruppi, che nel giro di poco tempo si sono formati?

Controllori, vedettes, angeli, o che cosa?

La parola che viene usata è ronde; ma, si potrebbero usare, ancora, altre parole.

Il tempo ci dirà cosa in realtà siano.

Ma, il problema che si sta agitando nell'immediato, come è su tanti giornali di oggi, è il finanziamento degli eventuali gruppi dei cittadini, che non provengono dai militari in concedo.

L'articolo 18 della Costituzione prevede:

" I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare ".

L'articolo dela Costituzione contempla qualche divieto di tipo politico, ma non di tipo economico, nel senso di eventuali sovvenzionamenti.

I gruppi cosituitisi, al di fuori delle formazioni composte dai concedati delle forze armate, quindi, liberi cittadini, possono, se vogliono, ricevere un soccorso di tipo economico direttamente dai privati o sponsorizzati, addirittura, dagli imprenditori.

Avremmo, sul territorio dello Stao, anzi, sulle periferie più a rischio delle nostre, città la possibilità di gruppi armati dalla estrazione culturale disomogenea, visto l'apertura ai volenterosi.

La possibilità, quindi, di gruppi più istintivi e gruppi più maturi, data la diversa formazione culturale.

Ma, quello che mi indigna, come cittadino, è la presenza oggettiva di gruppi armati.

La reazione a questo tripo di organizzazione di sicurezza, secondo me, farebbe scattare l'istinto alla difesa, di chi non intende subire controlli e violenze da parte di privati.

Si potrebbero creare situazioni di scontri armati, la sera, nelle varie città d'Italia, che creerebbero maggiori disagi, trattandosi di liberi cittadini; la loro sarebbe una vera sostituzione dello Stato di diritto nella difesa dei cittadini.

Tutto questo mi fa pensare ad altri tempi; sono convinto che questo governo non intende intraprendere scivolate e derive di marca fascista, non lo credo, ma, temo che certi ricordi nostalgici, non ancora sopiti, possono, in qualche gruppo poco maturo o gestito da persone particolrmente violente, scatenare istinti sull'onda di una sicurezza invocata e paventata, protetti dalla legalità di una legge che sull'onda della violena crescente ed inarrestabile, si pone come necessaria.

Non è così; la sicurezza è un tema di difficile soluzione, perchè riguarda il degrado della società e la presenza di elementi malavitosi e violenti; ma, non è il ricorre alla forza che il problema verrà risolto; non è il deterrente delle ronde che possono spaventare il malavitoso.

La società sta andando alla deriva, per i troppi problemi aperti e non conchiusi; la società riflette una presenza di clandestinità crescente, ma in una parte dei cittadini una presenza di problematiche psicologiche, di carenze affettive, di deviazioni morali, sempre più crescenti, che l'uso della forza non potranno eliminare.

A prescindere; posso capire la voglia del governo di dare una risposta immediata, che è nelle regole del gioco politico, per mantenere i propri elettori, ma, nello stesso tempo, vale meglio una programmazione in profondità, che incidesse sull'economie delle famiglie, che si indirizzasse al rinnovamento delle scuole, che provocasse una migliore formazione.

In democrazia l'uso della forza può dimostrarsi utile se limitato a certi momenti ed a certe situazioni; ma, il considerarlo come strumento valido per il superamento delle problematiche, a me, non sembra un discorso utile il cui trend si indirizzi alla risoluzione dei problemi.

In democrazia è la parola che conta, la discussione tra le parti; in un momento di difficoltà, la sicurezza è di tutti e tutti dobbiamo concorrere alla sua difesa, che, poi, è la difesa dei cittadini e dello Stato.

Lo Stato non deve mai abdigare alle sue funzioni, soprattutto, quando si tratta di sicurezza.



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