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LAPRIMAVERA

LA BASE DEL PARTITO DEMOCRATICO E’ CONTRO LA CGIL

2 Novembre 2014 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Nella struttura globalizzata dentro cui si muove e si sposta il capitale e l'impresa rendendo tutto meno stabile e più liquido, pensare ad un sindacato che possa fare politica ed usare la piazza per poi continuare indirettamente la sua lotta grazie al partito che dovrebbe sostenere la sua idea nella regolamentazione del rapporto di lavoro, significherebbe restare coi piedi nel futuro e con la testa nel passato. Per dire che la lotta spietata per il mantenimento dell'art. 18 è il sintomo di un attrito insanabile tra vecchio e nuovo, tra sindacato e partito. Il PD in maggioranza ha preso una netta decisione frutto di un accordo tra minoranza e maggioranza...Si è staccato da questo accordo una strettissima minoranza che fa capo ad alcuni nostalgici delle vecchie lotte...quando la Cgil era la cinghia di trasmissione del PCI...Adesso tutto è mutato.....Tutto cambiato..... Nella società stabilizzata e non globalizzata le lotta erano più logiche e tecnicamente adeguate...oggi, NO. Il sindacato non è la cinghia di trasmissione di questo PD, nè di quello di Bersani. Pertanto, se la minoranza dei nostalgici del PD scende in piazza accanto alla Cgil contro il governo dimostra semplicemente la sua politica sbagliata ed obsoleta. Tra l'altro nel campo della legislazione europea esiste un articolo che protegge tutti i lavoratori dai licenziamenti liberi, privi di una giusta causa....Infatti, la norma europea riguarda tutti gli stati europei e non può essere violata. Questo significa che il lavoratore licenziato senza una giusta causa deve essere reintegrato nel suo posto di lavoro. Io non ho ancora compreso per che cosa lotti la minoranza nostalgica che alligna dentro il PD::::!!!!!!!!

In questo tempo il soggetto storico rivoluzionario in senso riformista liberal-democratico non è più la CLASSE LAVORATRICE, MA IL GRANDE CETO MEDIO-BORGHESE capace di assorbire la politica riformista che si estende a tutti i lavoratori, compresi gli autonomi e le imprese. All'interno di questo discorso è da riconsiderare l'impresa, o , comunque, il posto di lavoro come l'elemento principale che va difeso per motivazioni differenti, sia dai datori di lavoro e sia dai dipendenti. Se si difende il posto di lavoro si difende la impresa di lavoro...se il dipendente è lavoratore, lo è pure il datore di lavoro. E' in questa nuova visione della realtà produttiva storica che sono mutati tutti i rapporti nel mondo globalizzato. La classe operaia non voat più il PD e si sta cercando altri partiti tra M5S e Lega di Salvini, credendo che questi movimenti reazionari, settari e razzisti possano difendere le loro posizioni, conquistate in tempi molto diversi. Per dire che questo PD giustamente fa gli interessi di tutti i lavoratori e non della sola classe operaia. Renzi è su questa linea di vedute politiche ed ideologiche.....Io credo questo. Dentro questa visione di politica riformista non può esistere il concetto vecchio di leggi di destra e di sinistra come discriminante ideologica....Ma, un riformismo adeguato, serio, responsabile e capace di eliminare leggi e regolamenti obsoleti ed investire su leggi capaci di farci agganciare a modelli moderni e futuristi......

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