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LAPRIMAVERA

IL GIORNO PIU' LUNGO

26 Febbraio 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #ROMANZI


                                                    di Fabio Volo 

           



Incuriosito ho voluto leggere questo testo per capire scrittura e contenuti dei nuovi scrittori, che dimostrano una vena narrativa piacevole e che rappresentano, o si sforzano di rappresentare, la realtà che oggi viviamo; una realtà molteplice in continua evoluzione, soprattutto, nei valori e nelle potenzialità di vita che offre a chi economicamente può muoversi da uno spazio ad un altro, con la possibilità di vivere esperienze diverse.

Il testo è di piacevole lettura, ma alcune pagine, sia nel linguaggio, sia nella cruda realtà descritta, mi ha lasciato un pò sconcertato.

Tolta una certa parte descrittiva che non accetto sia come lettura, sia come parte di un testo, resta il contenuto, che, nella sua proposta e tentativo di " farsi realtà ", dimostra una certa sensibilità ed un forte tentativo di superare quell'impasse che ci strozza e ci determina come dei robot costretti a vivere con ritmo costante ed identico una vita che diventa tran tran, automatismo, quasi senza coscienza, spesso, un vivere per vivere senza sapere di vivere, ma con un istinto sempre vivo, portato all'edonismo più che altro di tipo sessuale.

In questo il personaggio principale Giacomo ne è un degno rappresentante.

Il problema di fondo è la vita come autenticità, come un fatto spontaneo, fuori da programmi che possano impegnare e limitare quel sentimento di libertà, che sempre più si sta impadronendo dell'uomo di oggi, dentro la vita delle grandi metropoli.

Lo spazio scelto dall'autore è Newyork, città tentacolare, multietnica, veloce nel sistema di vita, che non dà tregua all'individuo e che pone il problema esistenziale di sapere se è cosa giusta correre tutta una vita all'interno di un percorso obbligato, magari predisposto da altri o da un destino che supera le nostre volontà.

Giacomo si trova a vivere un'esperienza che lo segna in positivo perchè, per un caso della vita, incontra una ragazza, Michela, sul bus che, giornalmente, lo porta al lavoro; quel breve tratto compiuto fa esplodere delle particolari emozioni che vengono silenziosamente raccolte e coltivate dai due.

Neanche il tempo di conoscersi e scambiare qualche parola, che la bella esperienza ha termine, in quanto la ragazza ha trovato lavoro proprio a Newyork.

Da questo espediente s'intreccia una strana realtà che vede i due personaggi riuniti nella grande metropoli che sarà lo sfondo di una corrispondenza di intenti, il cui contenuto rompe con qualunque forma di rigidità di vita, di maschera o falsa ipocrisia, per adagiare il lettore, attraverso un dialogo sereno e calmo, a comprendere lo sbriciolamento delle consuete abitudini mentali, allo scardinamento di molti valori storicamente considerati tali per raggiungere, si può dire, tutti gli obiettivi che una coppia può raggiungere, ma con un sistema ed uno stile psicologico e volontaristico, che non organizzi la vita dentro un programma pre-confezionato.

Ed è questo il problema di fondo: raggiungere gli obiettivi al di là di programmi, al di là di aspettative, al di là di condizionamenti senza ritorni, in modo spontaneo, naturale.

Stare insieme, fare un figlio, vedersi, amarsi, decidere le vacanze, decidere un film, un ristorante, un acquisto non devono essere preconfezionati per, poi, attuarli, in quanto romperebbero quel sentimento di piena libertà che può diventare vita spontanea, che scorre in modo naturale, come un fiume placido e calmo.

I due personaggi, in questo tipo di operazione, si dimostrano perfetti, tolleranti, concilianti e raggiungeranno tutti i loro obiettivi, soprattutto, quello di avere un figlio; lo faranno sforzandosi volontaristicamente e con coscienza di essere costantemente spontanei e naturali, per vivere autenticamente la loro esistenza, che diventa un " farsi " continuo e, quindi, incerto, in quanto spontaneo.

Giacomo non sa che Michela è incinta di lui; Michela non vuole dirglielo per evitare che possa obbligarlo a scegliere; infatti, non sarebbe una decisione spontanea, ma obbligata.

Si danno appuntamento in un certo posto a Parigi, ad una data ora, in un dato mese.

Nessuno ha la certezza di trovare l'altro all'appuntamento.

Tutto è lasciato alla libera volontà ed alle loro coscienze, ai loro veri sentimenti; ed il tutto si svolgerà nella spontaneità più assoluta.

I due si incontreranno e sarà in quell'occasione che Michela comunicherà di essere incinta.

Il testo riporta, involontariamente, alle possibili forme di esistenza di una coppia: l'innamoramento, il matrimonio e l'avventura.

Le vere forme di libertà la coppia le vive durante la fase dell'innamoramento.

L'innamoramento  è la fase di piena libertà, di magia: tutto è bello, tutto è magnifico, irripetibile, fantastico, eterno, solo perchè si è in piena libertà ed in una fase di evoluzione sentimentale, passionale; una realtà che diventa ad ogni giorno sempre più nuova e più bella, da vivere e rivivere continuamente e ad ogni istante appare sempre tutto più bello.

E' un tempo storico irripetibile, ma che può apparire ed essere vissuto, lungo il corso della vita di un individuo, altre volte.

Il matrimonio è lo spazio ed il tempo in cui si realizza e si costruisce una struttura, non solo affettiva, ma economica, sociale, psicologica, democratica o autoritaria e diventa lo strumento che può cementificare e mummificare lo stile esistenziale in un tran tran che uccide inesorabillmente la libertà individuale.

La struttura del matrimonio impone senso di responsabilità e di dovere; diventa un universo rivoluzionato; tutto ciò che era prima è superato in uno stile diverso di esistenza.

Con la nascita dei figli, poi, il senso euforico di felicità col tempo può tramutarsi e divenire rancore, egoismo, individualismo, senso di oppressione.

Mentre la precedente fase dell'innamoramento era spontanea, autentica, la fase del matrimonio perde quelle caratteristiche e crea una struttura psicologica dentro cui ci si sente oppressi, inautentici, mummificati.

L'innamoramento come tale non conosce crisi; il matrimonio si.

A questo punto l'avventura extraconiugale può diventare per molti lo sbocco naturale per riprendersi la libertà creduta persa.

L'avventura è il tempo in cui può ritornare l'innamoramento; è il ritorno della spontaneità, della libertà, senza obblighi; può durare un giorno, un mese, un anno; ma, avrà un termine; ed è il termine che riesce a creare una situazione di spontaneità e di autenticità, proprio perchè nessuno si sente obbligato.

L'avventura crea una specie di complicità morbosa che porta a rifare continuamente la realtà, i cui momenti si ammantano, nella psicologia della coppia, di una forte emotività;
è tale perchè è breve nel suo svolgimento; coinvolge solo gli interessati tra i quali si forma una specie di intesa libera e spontanea, senza alcun problema, perchè fuori da qualunque forma di programma futuro.

Non si pretendono obblighi, nè risposte, ma solo l'esistere ed il momento.

L'innamoramento e l'avventura in un certo modo contrastano il matrimonio perchè si assomigliano; sono gli unici momenti in cui si può pensare di esistere in modo spontaneo.

cesare pisano
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C
anch'io ,come te,mi sono avvicinata a questo romanzo per capire la forma dei nuovi romanzieri e anch'io sono rimasta un pò sconcertata dal linguaggio troppo urbano dello scrittore, che comunque apprezzo perchè si è dimostrato una rivelazione.Ciao e a presto...<br /> Se ti fa piacere visita il mio blog,potrebbe piacerti
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