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LAPRIMAVERA

IL CACCIATORE DI AQUILONI

6 Marzo 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #ROMANZI


 
Khaled HosseiniKhaled Hosseini

Figlio di un diplomatico e di un’insegnante, è nato a Kabul nel 1965, ultimo di cinque fratelli. Nel 1980, dopo l’arrivo dei russi, la sua famiglia ha ottenuto l’asilo politico negli Stati Uniti e si è trasferita a San José, in California.
Laureato in medicina all’università di San Diego, nel 2003 ha scritto il suo primo romanzo, Il cacciatore di aquiloni, diventato uno straordinario caso editoriale tradotto in più di trenta paesi.
Nel 2006 è stato insignito del prestigioso UNHCR Humanitarian Award da parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per l’impegno profuso a favore dei bambini rifugiati. Vive nel nord della California con la moglie e i due figli, alternando l’attività di medico a quella di scrittore. 

 Il testo è di facile lettura ed invoglia a leggere quasi d'un fiato.
 
La storia che sottende le vite di Amir e Hassan si snoda lungo un percorso che vede rappresentati i repentini cambiamenti 
di Kabul, che diventa elemento simbolo di tutto l'Afghanistan, che, nel giro di pochi anni subisce diverse invasioni che annienteranno la fierezza tradizionale dei pashtun, il cui orgoglio nel proiettarsi felicemente verso una società equilibrata e moderna, verrà interotto dai russi ed, infine, dai talebani, che distruggeranno valori ed annienteranno la persona umana.

L' epopea di un popolo religiosissimo e fiero, rigoroso e attento alle tradizioni che conserva in uno stile di vita, che non tralascia di proiettare lo sguardo avanti verso le novità, sebbene vive entro regole standardizzate.

Un popolo snaturato e disumanizzato dall'arrivo dei talebani, che diventano, nell'economia del discorso di fondo, come una rottura dell'equilibrio in forme drammatiche, fino alla cancellazione della cultura e della civiltà per regredire a strutture e modi d'un tempo che sembrava essere stato definitivamente superato.

Un paese ove prima volavano gli aquiloni ed i giovani gareggiavano per dimostrare il loro valore; un paese che comprendeva la bellezza, ma che fu ridotto ad un modello di vita in cui la dignità umana venne cancellata.

Amir, costretto col padre a lasciare Kabul, per diventare un esiliato in terra straniera, ritornerà dentro il suo passato, in seguito ad una telefonata dall'unico amico superstite, rimasto a vedere e vivere la tragedia e la lenta morte del paese, della cultura, della gioia di vivere.

Ed il passato gli risveglia i fantasmi che affioreranno alla sua coscienza, lo scrolleranno da quell'essere inetto che era stato, per intraprendere un riscatto personale che lo porterà a diventare uomo.

Salverà Sohrab, il figlio dell'amico d'infanzia Hassan, assassinato ad opera dei talebani; scoprirà che è suo fratello, lo salverà e lo porterà negli Stati Uniti per adottarlo.

Ma, i problemi per Amir non finiranno; il giovane ragazzo, Sohrab, ha subito violenze dai talebani, tali da bloccarlo nel cammino dell'integrazione e della crescita personale.

Ma Amir ha pazienza e riuscirà a scrollare la timidezza del ragazzo e a rompere quel suo silenzio che lo distaccava da tutto; " un silenzio che risucchiava tutto come un buco nero ".

E un bel giorno " in una giornata fredda e piovosa del marzo 2002 " accadde " una cosa meravigliosa "; ad un raduno afhgano al parco Elizabeth, Amir riuscirà a coinvolgere, molto timidamente Sorhab, a riprovare l'esperienza antica del volo degli aquiloni, ripeterà l'esperienza di troncare l'aquilone dell'avversario riuscendoci.

Scorgerà un timido sorriso sulle labbra di Sohrab e questo gli basterà...avrà inizio una possibilità di cambiamento.

La metafora del volo degli aquiloni rappresenta la speranza che un giorno il popolo afhgano possa riunirsi in uno stato unitario e possa riprendere le proprie tradizioni.

Amir, il personaggio principale è l'eroe che risale dal precipizio entro cui era caduto e nell'iter della sua vita diventa un simbolo di lotta, di riscatto morale e psicologico, di grande umanità e di affermazione di vita.

La storia umana ritorna come un cerchio che si allarga per ricomgiungersi e riprendere il nuovo cammino, lasciando, però, sul percorso dolori, morte e distruzione.

Cesare Pisano
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