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LAPRIMAVERA

LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO

6 Marzo 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

In questo momento si discute sulla sicurezza e sull’opportunità di fare coincidere con la giornata delle elezioni del 6 e 7 di giugno il voto per il referendum, come è nella proposta avanzata dal PD; da parte sua questo governo vorrebbe indicare, invece, nella data del 21, le votazioni per il referendum.

 

Questa diversa opinione, nel proporre le due diverse date, dimostra come, in un momento di forte crisi, farebbe comodo evitare di spendere almeno 400 milioni di euro, e dirottare la somma su altre voci, in questo momento considerate importanti, come, ad esempio, la sicurezza.

 

E’ di ieri la dichiarazione del Ministro Tremonti, che la crisi si aggraverà ancor di più.

 

E’ vero che i momenti duri per gli operai licenziati, per la contrazione dei posti o per il fallimento delle fabbriche, si aggraveranno di momenti drammatici, che vedranno migliaia e migliaia di famiglie soffrire l’esistenza, per mancanza di soldi.

 

Ma, questo è il problema che già si conosceva e che l’attuale governo ha fatto di tutto per minimizzarlo; e non poteva riuscirci; la drammaticità è tutta legata alla sua incapacità, nel non avere saputo affrontare in tempo una crisi annunciata, in tutta la sua gravità, come la crisi del secolo, di cui non si erano visti esempi uguali.

 

Adesso è il momento di dimostrare di saperci fare; di sapere amministrare il denaro pubblico e stanziarlo con parsimonia, evitando sprechi, come nel caso di fare coincidere, in un’unica giornata, sia le lezioni europee, sia quelle che decideranno il referendum.

 

La proposta di Dario Franceschini e compagni, va in questa direzione; una proposta valida, che dovrebbe trovare nel governo un interlocutore; invece, si teme, che, come tutte le proposte che il PD avanza, si risponda con una girata di spalle o lo si accusa, addirittura, di fare della demagogia; un termine ed un andazzo molto caro a chi l’ha usato, fino adesso, con profitto.

 

Si propaganda la sicurezza, ed, invece, di rafforzare le strutture delle forze dell’ordine, si rafforzano i tagli; il risultato è sotto gli occhi degli italiani: aumenta la delinquenza, aumentano gli stupri; molte auto delle forze dell’ordine non possono essere usate, perché giacciono nei garage in attesa di essere rimesse in uso.

 

La tattica della propaganda non può pagare nel tempo; una tattica, ormai, scoperta, come nel caso dei militari che avrebbero dovuto presidiare le zone più a rischio delle città ed , invece, fino adesso, nemmeno la loro ombra.

 

Tutto questo è criticabile; ed un cittadino cosciente e libero non può accettare soluzioni di parte, che non tengono mai conto delle esigenze espresse dall’opposizione, che, di volta, in volta, avanza le sue proposte per vedersele respinte, con fare quasi ironico, o con l’uso forzato della fiducia, che strozza il dibattito parlamentare.

 

E’ il tempo che le proposte del PD vengano prese in considerazione; è fuori dalla logica de tempo il superamento di una crisi che grida, invece, la strategia di una collaborazione più aperta e democratica.

 

Disconoscere la forza propulsiva riformista del PD significa ignorare le vere riforme; infatti, fino adesso, vere riforme di tipo strutturale, tese a tamponare, in maniera forte, la crisi non ce ne sono state: le fabbriche chiudono e le banche non concedono i crediti alle piccole aziende; gli stipendi, i salari e le pensioni sono fermi da anni ed incapaci ad affrontare l’impatto economico, contro il vento della crisi.

 

A proposito delle ronde; abbiamo visto come il ministro Maroni sia dovuto correre ai ripari con una giusta proposta, che ha indicato che le liste dei rondisti siano depositate nelle prefetture e restino sotto il loro controllo.

 

Anche, in questo caso, la forza d’urto oppositiva e critica del PD, ha evitato situazioni di tipo privato, magari sovvenzionate da altrettanti privati, che avrebbero scorazzato le sere, per il controllo del territorio, sostituendosi alle forze dell’ordine.

 

La repentina marcia indietro è stata positiva; infatti, bisogna riaffermare la sicurezza nella gestione delle forze dell’ordine; ma, allora, perché questo governo ha attuato i tagli?

 

Se il problema della sicurezza è impellente, perché non ha pensato il rafforzamento delle strutture delle forze dell’ordine?

 

Questo è un forte interrogativo.

 

O si pensava di potere alleggerire la sicurezza offerta dalle forze dell’ordine, per sostituirla con la presenza dei cittadini rondisti?

 

Non c’è bisogno di nessuna ronda; perchè ciascun cittadino è una ronda ed è pronto col  suo senso civico di essere in grado di telefonare alle forze dell’ordine, nei casi in cui dovesse accorgersi di fatti anormali.

 

Le crisi si superano con interventi di tipo strutturale, definitivo e sostanziale, mai, con approcci del tipo social-card o Bonus una tantum; interventi palliativi ( sempre meglio che niente!? ), solo capaci di gettare il fumo negli occhi della gente, ma, incapaci di risolvere il loro atavico problema di vita.

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