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LAPRIMAVERA

COME UN URAGANO

5 Marzo 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #CINEMA

 COME UN URAGANO

 

REGIA   GEORGE C. WOLFE

 

ATTORI  RICHARD GERE        è Paul Flanner

                     DIANE LANE                            è Adrienne Willis

                     CRISTHOPHER MELONI    è Jack Willis

                     VIOL,A DAVIS                    è Dot

 

 

Il film prende spunto dal romanzo-best-seller di Nicholas Sparks, il cui contenuto è diverso; l’impianto dato al film, è basato sul tema della possibilità di ricominciare ad amare, proprio nel momento in cui si crede che non sia più possibile.

 

Sembra il solito tema banale, oramai, sfruttato e che potrebbe interessare una parte delle persone, quelle che lo vanno a vedere.

 

Credo, invece, che il tema sia di grande attualità, in questa società dinamica e veloce, che, continuamente, spezza qualunque presupposto cristallizzante o reiterante momenti sempre identici, noiosi, nel loro ripetersi sempre uguale; la struttura del matrimonio è il contenitore che è quotidianamente posto in discussione dai soggetti, soprattutto, dopo la nascita dei figli; secondo una statistica, sempre crescente, le strutture familiari cadono sotto i colpi di un sentimento appassito, stantio, che ha perduto la freschezza e la spinta originaria alla crescita, che aveva determinato il tempo stupendo dell’innamoramento.

 

IL film propone e risolve in positivo la domanda-tema, se è possibile ricominciare e conoscere un nuovo amore, dopo il naufragio del precedente.

 

Adrienne, esce da un’esperienza negativa, che vede il marito tradirlo con una sua amica.

 

Jack, orami, pentito, cerca di ritornare in famiglia e ricomporre il nucleo, pensando di continuare una amore, che, invece, da parte di Adrienne è cosa riferibile solo al passato.

 

Durante l’assenza della moglie, Jack si poggia sulla figlia, ancora adolescente, per tentare, attraverso le pressioni della ragazza, che è molto vicina al padre, una improbabile riconciliazione.

 

Ma, tutte le telefonate ed i tentativi risultano un fallimento, perché si scontrano con le decisioni contrarie di Adrienne.

 

Adrienne ha promesso alla sua migliore amica Jean, proprietaria di un albergo di Bed&Breakfast, su un’isoletta, dalle spiagge dorate e da un mare stupendo, di sostituirla nella gestione; nello stesso tempo si godrà una vacanza rilassante.


Si tratta di un albergo non molto frequentato, in quel periodo della stagione.
 

Mentre Adrienne si prepara per la partenza, il dott. Paul Flanner lascia la sua clinica ove operava, per raggiungere l’isoletta ed incontrare una persona.

 

Paul proviene da un disastro matrimoniale e da una brutta esperienza professionale.

 

Infatti, durante una sua operazione di routine, la donna morirà sotto i ferri.

 

Il marito della donna gli intenta una causa di risarcimento; Paul, toccato nella sua professionalità, vuole incontrare l’uomo per convincerlo a desistere ed abbandonare la causa.

 

Paul piomba nell’albergo, momentaneamente gestito da Adrienne, sull’isoletta, che, su avviso meteorologico, sarà soggetta ad essere investita da un uragano.

 

Paul è l’unico ospite, espediente filmico, che permette ai due di stare insieme e di conoscersi meglio.

 

E’ l’incontro di due vite apparentemente finite; due persone nel tempo della maturità, che si sono svuotate sentimentalmente e sanno di non potere più chiedere nulla alla vita.

 

La situazione di Paul è più drammatica di quella di Adrienne, perché incombe il problema dell’incidente, che ha portato alla morte una persona sana e buona, molto importante nell’economia di affetti che saldava la propria famiglia.

 

L’incontro con il marito della donna morta sarà un disastro e metterà di fronte due concezioni dell’amore; da un lato l’amore vero, che si esplicità in alcune frasi dette al dottore per indurlo ad un una presa di coscienza su quanto accaduto.

 

Il marito chiede se avesse visto, durante l’operazione, il colore degli occhi della moglie.

 

Non poteva vederli Paul, come non aveva mai notato, probabilmente coloro che si sottoponevano alle sue operazioni, affidandogli la loro vita.

 

Un lavoro magnifico quello del chirurgo, ma ingrato in quanto prodotto di una società che corre e che non ha il tempo di guardare; attività frenetiche, sempre uguali, reiterate una dopo l’altra, come gli interventi chirurgici di Paul; operazioni su operazioni per giorni e per anni, fino a diventare automatismo, sequenze ritmiche e determinate; istintuali e non pensate, fino alla tragedia, perché ogni caso è diverso e, spesso, l’automatismo diventa un macigno che ricade all’indietro, colpendo a morte.

 

Professioni che impegnano fino all’esaurirsi delle energie e dei sentimenti; uno svuotamento totale che fa diventare contenitori meccanici, ma svuotati di amore e di sentimenti.

 

Questo è diventato Paul; un contenitore vuoto, incapace di amore e di vedere l’altro; tutto chiuso nel proprio settario egoismo, che lo ha allontanato, non solo dalla moglie, ma, soprattutto, dal figlio, che svolge la stessa professione, ma, che non riesce ad accettare un padre, che non ha mai dimostrato di essere umano, di essere uomo che sa amare, prima di essere padre.

 

Il figlio abbandona la clinica di Paul, per stargli lontano.

 

Adrienne, nelle continue telefonate ai figli lontani, tronca definitivamente il dialogo col proprio marito.

 

I due relitti sconfitti dalle loro diverse esperienze si ritrovano, proprio, durante il tempo in cui si scatena l’uragano.

 

La necessità di dovere salvare le strutture dell’albergo e la paura di qualcosa che potesse provocare danni, li vede abbracciati per una notte di amore, che, poi, produrrà i suoi effetti nei giorni seguenti.

 

La donna tenta di comprendere Paul e capisce che la sua trasformazione è solo un’aberrazione della sua professione; infatti, in uno scontro sulla sua indifferenza e sul suo egoismo, lo convince a chiedere scusa al marito della donna morta.

 

Recuperato questo momento importante della sua vita; Paul inizia il suo cambiamento e nel mentre si avvicina ad Adrienne, in un crescendo di passione e di sentimenti nuovi e ritrovati.

 

Anche, la donna si coinvolge e ritrova se stessa, ed i suoi sentimenti rinascono a novella vita.

 

Come un uragano, che sconvolge e distrugge, la vita dei due è presa in senso totale; all’arrivo dell’uragano delle passioni i due soccombono e decidono di fondere le due vite in un unico avvenire.

 

Un avvenire che si annuncia radioso, ma sul quale incomberà la tragedia.

 

Paul lascerà la donna per un breve periodo perché intende, dopo essersi ritrovato come uomo, rivedere in positivo il rapporto col proprio figlio.

 

La lontananza dei due è vissuta in un crescendo di sentimenti e di amori nuovi a distanza trasmessi con lo strumento delle lettere epistolari.

 

Il tutto verrà travolto dalla disgrazia che ucciderà l’uomo, interrompendo alla nascita la doce nuova potenzialità di vita.

 

Il figlio restituirà alla donna le cose del padre e la ringrazierà per avere salvato il padre ed averlo cambiato in un essere umano.

 

Adrienne, nei ricordi di un brevissimo, ma intenso trascorso con Paul, tra lacrime e commozioni e frustrazione, scopre una lettera scritta , ma non inviata, perché la morte ha preceduto l’invio.

 

Le parole non dette , che lei leggerà l’affliggeranno nella rievocazione degli istanti che la memoria le risveglia e che non potranno mai essere rivissuti.

 

La figlia adolescente comprenderà il forte dolore della madre ed avrà il coraggio di avvicinarsi affettivamente a lei, rinnegando i momenti in cui la osteggiava, credendola responsabile del naufragio della famiglia e della sua volontà a non volere tornare col padre.

 

Comprenderà la figlia, che, quando cessa l’amore è inutile qualunque tentativo di recupero; quando esso si palesa nel suo nascere e si evidenzia, come necessario alla stessa vita, allora ne vale la pena lottare per ottenerlo.

 

La scena finale in cui Adrienne passeggia sulla spiaggia, in prossimità della battigia, sintetizza la possibilità certa che non è mai tardi e che c’è sempre la possibilità di ricominciare meglio di prima; come dire che l’amore non ha barriere, né limiti; esso c’è ed è là, basta solo svegliarlo.

 

Lo stupore si dipinge negli occhi della donna, quando uno scalpitare ed un insieme di nitriti di cavalli, annunciano il veloce passaggio dei pony brady, discendenti direttamente dai cavalli, che naufragarono ed approdarono nell’isola, centinaia di anni fa.

 

Il galoppo sfrenato dei cavalli che passano, nella loro dimensione di potenza e bellezza, diventa  metafora del naufragio; un naufragio da cui riprende una vita nuova, con slancio e la forza dei sentimenti

 

 

Cesare Pisano 

 

  

 

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