CERBIATTA DAGLI OCCHI NERI NERI
CERBIATTA DAGLI OCCHI NERI NERI
Cerbiatta dagli occhi neri neri che fissi la rimembranza del dì
Quando fanciulla ascendevi la soglia neutra della materia inerte
E spauriti gli occhi guardavano e non vedevano
Nebbie adagiate su improbabili certezze algido effluvio di nuove albe
Lo spazio di cultura ti dista non più ritorni ma un andare progressivo
Mutazione nella durata del tempo snodi di ataviche verità perdute
Vivi la tua epifania novella di buoni intenti e produci i tuoi valori
Diversa da chi sperduta la sua carne si ciba di protoplasma mefitico
Albe nuove irradiano il tempo nell’alveolo il bianco risplende la tua risata
Fugge il delirio dell’accavallarsi maturo frutto che stacchi dal ramo
E avverti che l’essere tuo antico invano grida il suo ritorno
E nella solarità gradita nuovi nomi sommano la tua agenda
Ed una pace addotta mitiga l’irrequieta giornata
Incarnazione annunciata di incontestati cimenti inusitati.
Cesare Pisano