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LAPRIMAVERA

Il curioso caso di Benjamin Button

23 Marzo 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #CINEMA

 

Dal racconto di Francis Scott Fitzgerald

 

REGIA:

 

David Fincher

ATTORI:

 

Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Elle Fanning, Julia Ormond, Elias Koteas, Jason Flemyng, Taraji P. Henson, Faune A. Chambers, Josh Stewart.




 

 

Da New Orleans, alla fine della Prima guerra mondiale nel 1918, fino al XXI secolo, nella primavera del 2003, quando il personaggio Benjamin muore, nelle braccia della moglie.

 

Nell’arco di questo tempo si svolge la vita straordinaria di un uomo, frutto del racconto, negli anni ’20, di Scott Fitzgerald, che creò un’ampia metafora dei tre periodi nella vita dell’uomo.

 

 Il film ricalca il tema di fondo, spostando il periodo, rispetto il racconto, non più alla guerra civile del 1860, ma la fine della prima guerra mondiale.

 

Il film ha inizio con Dany, ormai, vecchia e morente che viene assistita dalla figlia; un uragano è annunciato dai canali televisivi; per alleviare il dolore la figlia legge il diario di Benjamin alla madre, che, spesso, poi, interverrà per delle spiegazioni, alle domande rivolte dalla figlia.

 

Attraverso un continuo flash back lo spettatore è posto in condizione di seguire lo strano caso di Benjamin.

 

La storia-vita di Benjamin è preceduta da un antefatto, raccontato da Dany alla figlia, sul capezzale di morte.

 

E’ la breve storia di un certo signore, cieco fin dalla nascita, che ha un figlio, che partirà per la prima guerra mondiale; ma, ha un impegno ben preciso: finire un orologio da porre alla stazione.

 

Una grande festa per inaugurare l’orologio, che, quando verrà messo in funzione, gli sguardi attoniti degli intervenuti si concentrano sul fatto che le lancette non girano nel modo consueto, ma, all’incontrario e questo, nelle parole pronunciate dal costruttore, è stato voluto, per dare la possibilità ai figli caduti in guerra, come è successo al suo unico figlio morto in guerra, di potere fare ritorno a casa.

 

Un tema questo, che fa riflettere gli astanti sulla stupidità delle loro azioni e scelte di vita.

 

Se si conoscesse prima il nostro futuro, certamente, saremmo molto più oculati nel prendere certe decisioni, che provocano solo morti ed impossibilità di ritorni.

 

E la vita di tutti potrebbe essere più serena e felice.

 

Basterebbe un orologio, con le lancette che girano all’incontrario, per risolvere i problemi, che sfuggono all’intelligenza dell’uomo.

 

Benjamin nasce alla fine della prima guerra mondiale ed in circostanze singolari, come lo stesso dice attraverso la lettura che la figlia fa alla madre morente, seguendo il diario di Benjamin.

 

Nasce già vecchio Benjamin, di circa ottantanni e, mentre lui, però, ringiovanisce, tutti gli altri, contemporaneamente, invecchiano.

 

Benjamin e Dany si conosceranno da piccoli, e la loro vita li porterà a conoscersi a fondo , nelle varie esperienze che avranno, seguendo un percorso parallelo, ma, distante, che, alla fine li farà incontrare nella parte media della loro vita.

 

Intanto, Benjamin scoprirà la vita, la propria esistenza; imparerà a parlare, a conoscere le persone, ma, non avrà mai la possibilità di potersi fermare e mettere radici; il suo essere nato vecchio, lo menoma emarginandolo; ma, man, mano che ringiovanisce, si mette sullo stesso livello degli altri.

 

L’incontro con Dany, all’incirca sui quarantatre anni, sarà un’esperienza unica; nasce l’amore e Benjamin spera di potere costruire la sua vita; ma, la ragazza insegue i suoi sogni, nel suo mondo, ove cresce come ballerina; un incidente la costringerà ad abbandonare la carriera; Benjamin che ama solo lei si offre per starle vicino ed aiutarla; sboccerà un grande amore, che darà come frutto, la nascita di una bambina.

 

E’ da questo momento che ha inizio il dramma di Benjamin, che sarà costretto a forzare il suo sentimento di amore, perché la sua forte coscienza lo pone dinnanzi la propria realtà.

 

Il suo continuo ringiovanire lo farebbe diventare il compagnetto di sua figlia; questo precluderebbe quel senso di responsabilità che il ruolo di padre comporta, lungo il corso della vita familiare.

 

S’allontanerà definitivamente Benjamin, lasciando e sacrificando, sia l’amore intenso ed unico per la moglie, sia per la figlia, che non potrà seguire, durante la sua crescita.

 

Ogni tanto Benjamin va a trovare Dany e la piccola figlia, ma, solo per pochi attimi e, dopo molti anni.

 

In uno di questi momenti fa l’incontro con la figlia che ha raggiunto i dodici anni, ed il marito di Danny, che, aveva sposato, pur di dare un padre alla figlia, visto che quello vero non era nella possibilità di poterlo fare.

 

Da quel momento il ringiovanimento di Benjamin aumenta, fino a diventare un neonato; è quello il periodo di vita in cui comincia a dimenticare i fatti della sua vita vissuta; Dany, da questo momento lo seguirà e non lo abbandonerà al suo destino, tra persone, che non conoscono la sua storia.

 

Benjamin terminerà la sua avventura sulla terra, tra le braccia della donna amata, ormai anziana, e che lo tiene amorosamente tra le braccia, come fosse sua madre.

 

Questo è il momento commovente del film e della storia; gli occhietti di Benjamin, fisicamente un neonato, ma psicologicamente e spiritualmente un ottantenne, che la guardano fisso negli occhi, perchè sta comprendendo il distacco; con dolcezza spirerà in modo silenzioso, quasi come un infante, che non può rendersi conto, per mancanza di coscienza.

 

Ma, questo non è il caso di Benjamin, che ha avuto la possibilità di viverla e di conoscerla la vita; ma, anche, di sapere che sta nelle braccia, non della sua madre, morta nel darlo alla luce, ma della donna, ormai, anziana, che ha amato ed ama di vero amore.

 

Una grande metafora della vita.

 

Dall’infanzia, all’infanzia, attraverso la vecchiaia, fino all’essere bambino, passando nella parte centrale della vita dell’uomo, la parte più bella, quella della giovinezza.


Nell’originalità della storia, però, c’e una differenza letteraria; il bambino nascerà come un bambino ma non con le sembianze di bambino, ma, con le sembianze ed il corpo di un vecchio ottantenne, sordo, poco capace di parlare, con un viso rugoso, con pochi capelli bianchi e poca vista ed un’adeguata memoria di vecchio; incapace, quindi, di conoscenza della vita, visto che era appena nato.

 

Come dire, vecchiaia e bambini costituiscono il periodo dello status in cui la dimensione delle responsabilità, della coscienza, del linguaggio, sono assenti; è il momento di vita in cui si vive gioiendo delle conoscenze, senza coscienza dell’esistere, dipendenti dagli altri, che si assumono il dovere di accudire e di controllare la crescita, è il momento della formazione, dell’apprendimento.

 

Uno stadio di neutralità, dove l’io cresce, ma, non è in grado di costruire nulla.

 

Lo stadio dell’uscita dalla fanciullezza porta all’età della maturità, della consapevolezza, dell’organizzazione della propria vita, delle esperienze importanti, sia in campo affettivo, sia nel mondo sociale e del lavoro e delle amicizie.; la dimensione definitiva della propria personalità.

 

Il momento, come afferma nel film Benjamin, in cui la vita dipende da noi, ma, anche dal caso, che può impedire il progetto della concretizzazione della vita.

 

La vecchiaia terminale dell’uomo è simile alla fanciullezza, ma, diversa e più brutta, perché si può caricare di malattie, di smemoramenti, di incapacità a connettere il cervello ed a trovare una sintesi tra ricordi e presente; un’assenza che l’uomo paga, in quella parte della sua vita, in cui le forze lo abbandonano e solo un grande amore può traghettare quel che resta della vita, verso una morte dolce, tra le braccia e l’affetto di chi, nella vita, è stata la persona più importante, quella su cui è stato riversato il grande amore.

 

 

 

 

 

 

 

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L
Questo flm non lo conoscevo, lo hai raccontato bene, con dovizia di particolari e anche commentato bene, intendiamoci, secondo il mio punto di vista, non e' che voglio fare la maestra che corregge il compito in classe! Lo trovo leggermente inquietante, pero': vedere quel neonato col viso di vecchio! Mi sembra che ti abbia procurato tristezza. A me piacciono molto i film comici, mi piace ridere, almeno al cinema, visto che nella vita motivi per ridere ce ne sono pochi, con l'aria che tira! Che ne dici? Ti piacciono i comici? ciao
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