SOLITUDINE GEOMETRICA
Il tuo essere malinconico si volge là dove il raggio sfuma l’orizzonte
Il peso del tuo passo scricchiola sul duro selciato che testimonia l’anelito
Sinuosa la figura s’avvita in forme irreali – spazio e tempo si fondono –
Energie sopite richiami arcaici cessano un’ombra veloce sparisce
Cerchi l’afflato a ricomporre il quadro e l’ago si salda al fondo
Larvata essenza nei ritmi sinergici ascondi l’ardore vitale
Aseità costretta all’apparenza nella danza ritmica del quotidiano
Non torna il conto altri numeri ti additano somme diverse
Cadi ti rialzi lotti e cerchi il respiro di un contatto invano
Solitudine geometrica risorta a vita ti alita l’istante distratto
Come risacca la folla ti sfiora e tu godi del loro non sapere
Cesare Pisano