SCONTRO PREMIER FRANCESCHINI: QUALE IL SENSO.
Alla cerimonia per l’assegnazione del premio uomo politico dell’anno, il premier fa conoscere alcune sue intenzioni sulla situazione attuale, sui suoi oppositori, su come vorrebbe la sua opposizione, sui regolamenti parlamentari e su riforme istituzionali.
Respinge come demagogiche tutte le proposte avanzate dal Pd, rigettando l’azione politica e definendo il suo leader:
"Un leader catto-comunista, imprevisto. Pensavo che ci fosse una preminenza della sinistra. Non è chiaro a quali principi voglia arrivare con questo catto-comunismo. Al Pd auguro di mettere radici solide e di diventare la controparte del Pdl: diventi un partito socialdemocratico".
Da questo pensiero si evince, che, anche il tipo di opposizione deve ritornare gradita a questo governo, che teme azioni politiche dirette e favorevoli a coloro tra i cittadini, che stanno subendo e soffriranno ferocemente la crisi.
La reazione di Franceschini non si è fatta attendere :
"Mi rivolge una vecchia offesa che veniva utilizzata prima che io nascessi nei confronti dei cattolici progressisti. Tecnicamente lui è un clerico-fascista".
Questi modi oratori di affrontare la crisi non sono consoni con la qualità alta che una politica attenta dovrebbe toccare.
Quando gli argomenti cessano; quando l’azione politica si esaurisce nella quotidiana proposta di contenuti, continuamente sconfessati da esponenti della stessa maggioranza, vedi l’onorevole Fini che si oppone a che i medici debbano denunciare gli immigrati clandestini; vedi la ventilata proposta sull’edilizia, fermata da esponenti della maggioranza e che si è ridotta in una discussione alla Camera del consigli, visto che la lega non è tanto d’accordo.
Alla luce della problematica sulle varie proposte, si va a rispolverare la vecchia paura come panacea di tutti i mali dell’Italia.
Intanto, la proposta avanzata dal PD, dell’assegno mensile ai disoccupati e di una tassa a cominciare dai redditi più alti a favore dei più deboli,è stata, non solo bocciata, ma derisa con fare ironico.
Nella strategia di questo governo c’è l’arroganza di volere procedere da soli e di non dare vita a nessuna forma di dialogo.
In proiezione delle elezioni europee, come cittadino, temo che una possibilità di vittoria delle destre possa aumentare gli spazi della sua azione, per riformare le istituzioni e il Parlamento; ignorare tutte le proposte provenienti dalle opposizioni e procedere in senso unidirezionale, per rendere più forte e decisiva la funzione del Capo del governo in senso presidenziale, per diminuire od eliminare un ramo del Parlamento e cambiare le regole nell’iter legislativo, per snellire ed accelerare.
Continua il Premier:
. "Viviamo con un sistema e un'architettura istituzionale che non è più in linea con i tempi. Quella decisione sacrosanta assunta dai padri costituenti veniva dopo un ventennio dittatoriale e c'era, quindi, la logica di voler assegnare alla Repubblica una forma non presidenziale, ma parlamentare. Adesso noi dobbiamo per forza arrivare alla possibilità di decisioni più immediate e di percorsi più brevi, per trasformare una decisione assunta responsabilmente, in qualcosa di concreto".
Questo tipo di riforme s’impongono come necessarie in uno Stato moderno; ma, la paura è la forzatura della mano, che, la possibilità di vittoria alle elezioni europee, potrebbe concedere alle destre, come una ulteriore convinzione, che la riforma la debbono fare da soli, ignorando tutte le altre proposte.
La possibilità è molto reale; ma, a morire sarebbe il modo di essere della democrazia.
L’accordo tra le grandi compagini, con una riforma sottoscritta da tutti creerebbe le premesse giuste per una politica di qualità e darebbe un senso positivo all’azione di chi ha vinto, sfruttando il momento, molto particolare, della storia di questi ultimi tempi.
La continua ironia all’azione politica ed alle proposte del PD va vista in questa direzione; va vista come una forma propagandistica per screditare quotidianamente l’unico partito forte, che si oppone allo strapotere che i cittadini, in una data situazione, hanno rimesso nelle loro mani.