SERENO E’ IL DI’ E BIANCA L’ANIMA
Hai cavalcato la tigre della tua animata vita in un procelloso tempo di luci
Virgulto acerbo dorata maschera di essenze rarefatte protese al nuovo
Tele cadute amori antichi caleidoscopio di tonalità cangianti avidi nel succhiare latte
Imperitura l’anima s’adagiava corretta al rimembrato spazio di cadenze studiate
Canti e sguardi assuefatti al coro inoltrar richieste e speme al sembiante informe
Correvi fiera e non ti molceva l’età a sorreger moti e sogni nella tua fatalità
Sogno che non dura t’affacci ribelle e muore l’anima al cadere della notte
Nero dagli atri algidi a perforare il core e tu fanciulla cadesti e ti rialzasti
Dubbi perfidi insinuasti ma l’occhio vigile tramuta il dato e il legno vira
Tempesta accesa divenuta luce arranca il passo e più non torni
Sereno è il dì bianca l’anima e pura la beltà - maschere deposte tele ingiallite -
Nel tempo nuovo dischiudi il labbro e tendi l’occhio a novelli orditi
Cesare Pisano
Venerdì 13 marzo 2009
A te, Maria Pia , affettuosamente, ripensando la dolcezza del Tuo sguardo.