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LAPRIMAVERA

UNA DELLE PROPOSTE DI FRANCESCHINI NEL SALOTTO DI PORTA A PORTA

28 Aprile 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

A Porta a Porta si è parlato ieri notte, ed era scontato, della celebrazione del 25 aprile, di Berlusconi ad Onna; e per l’equilibrio politico, presente Franceschini, si sono viste le sue interviste, sul primo passo nel cambiamento del Premier sui valori della Resistenza.

Tra le tante richieste non ascoltate e proposte, il segretario del Partito Democratico afferma:

"Il governo è passato dal nascondere la crisi al dire che si intravedono spiragli di soluzione nel 2010. Che volete che interessi a chi ha perso il lavoro? Il rischio è che non si facciano provvedimenti per chi da solo non ce la fa ad affrontare la crisi. Il Pd propone un piano da 450 milioni per istituire 100 mila stage per i giovani laureati o diplomati. Una proposta efficace e dai costi limitati, che può dare uno straordinario contributo per fronteggiare la crisi proprio nelle zone più esposte agli effetti della recessione Il governo ci risponda. Se risponderà no, dovrà prendersene tutte le responsabilità”. 

Ieri notte, tra le tante questioni discusse, Franceschini, nel salotto di Bruno Vespa, ha ribadito una delle proposte interessanti ed importanti.

La leggerezza con cui il governo ha affrontato la forte crisi economica si è arenata con dei provvedimenti legislativi che hanno avuto il solo merito di realizzare i vari punti del suo programma elettorale, più che risolvere in modo strutturale le problematiche del mondo del lavoro e della produttività. 

Le piccole imprese commerciali non sono in grado di sviluppare i loro programmi per il semplice motivo che le banche non accordano il credito; questa impasse frena la produzione ed il commercio e frena la velocità di circolazione della moneta, perché essa, nella sua quantità è più limitata e congela il consumo dei cittadini ai soli beni ritenuti quotidianamente necessari. 

Un problema grave che si sta allargando a macchia d’olio, soprattutto in tutta la zona del mezzogiorno, e riguarda  i giovani diplomati e laureati, che, alla fine dei loro studi, si trovano a cercare lavoro, in un deserto arido.

Quali prospettive per un futuro occupazionale ?

Oggi, la situazione non permette il continuo assorbimento; i costi di produzione ed uno stallo produttivo si sono indirizzati verso i licenziamenti, anzicchè l’occupazione. 

I giovani restano a casa coi loro genitori, nella impossibilità di potere progettare la loro vita. 

Una situazione sociale grave e senza speranza, che rigetta tantissimi ai margini del sociale. 

In questa atmosfera politica, adombrata dal precariato e dai potenziali disoccupati, ripensando al mese di settembre, quando alla riapertura della scuola, oltre centomila perderanno il loro posto, per i tagli estesi sul settore formativo, non è ammissibile un uso leggero e poco critico, come strategia del superamento della crisi; e, non è ammissibile che sia stata o si è tentato di nascondere la crisi nella sua gravità.

Franceschini, quindi, ha proposto ieri notte, dalla platea di Bruno Vespa, il reperimento di circa 450 milioni, per istituire stage per i giovani diplomati e laureati del meridione, per potere fronteggiare, con un’azione immediata, la crisi economica e produttiva.

Ed è nelle aree depresse del meridione, ove il clientelismo, la malasanità, e l’organizzazione criminosa, infiltrata nella politica, hanno determinato, già da decenni un fare apatico e passivo, che ha congelato le forze più capaci e di qualità verso una società, i cui problemi restano insoluti, in modo quasi endemico, che il problema diventa prioritario e che dovrà essere affrontato in modo definitivo, guardando alla realtà, per attuare su di essa gli urgentissimi provvedimenti, con l’intento di abbattere tutti i carrozzoni inutili e gli appesantimenti di una burocrazia fuori tempo ed obsoleta. 

Ma tutto questo fa parte di uno specifico progetto di riforme e di risanamento morale e legale, che non mi sembra sia contemplato nel progetto di questo governo. 

In questo quadro, Franceschini ha ribadito l’importanza di incidere sulla fiscalizzazione di quanti svirgolano il pagamento delle tasse, onere sostenuto al 100% dai contribuenti, che godono di un reddito fisso, quali impiegati e lavoratori stipendiati e salariati, per recepire il denaro necessario a supporto di spese statali immediate, a vantaggio di quanti soffrono l’arrivo della fine del mese; in attesa che nel 2010 ci siano i primi spiragli di soluzione.

 

 

 

 

 

 

 

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