IL PD SI ALLEERA’ CON COLORO CHE HANNO COME OBIETTIVO LA CADUTA DI QUESTO GOVERNO LA CUI AGENDA E’ DETTATA DALLA LEGA.
Dire Come ha fatto Franceschini che le alleanze cominciano da dove inizia la volontà di volere abbattere l’attuale governo sia una cosa sbagliata,come ha detto l’onorevole Casini, mi sembra un’affermazione del tutto errata.
E’ chiaro ed evidente che le alleanze debbono essere costruite intorno e solo ad un programma su punti condivisi, ma, questa teoria non entra in contrasto se si presuppone, come condizione sine qua non, quella di possedere la precisa volontà di abbattere un governo che ha arrecato danni al paese.
Pertanto, la prima condizione dovrà essere l’opposizione convinta alle destre, che, in questo momento, esprimono la maggioranza, ed, in un secondo momento, creare le condizioni programmatiche, affinché si possa sedere intorno ad un tavolo e decidere tutti i punti che nella condivisione, possano creare le premesse per una legislazione di qualità, onde sollevare il Paese da un impasse, che dura da tempo.
Il problema che in questo momento si agita nel PD è quello del Congresso; ma, visto le uscite a ripetizione dell’onorevole Fini, che ha attaccato la strategia della propria coalizione, accusata di non fare politica e di non esprimere nessuna idea politica dal mese di marzo; visto l’attacco frontale alla politica non condivisibile e contrastata della Lega; visto le posizioni sul testamento biologico, è costretto ad aprire un discorso che sembrava chiuso dai continui colpi di fiducia su decreti, che non hanno mai trovato discussione democratica in Parlamento, in prospettiva di cambiamenti radicali politici.
Il PD dinanzi una situazione di legislazione autoritaria e di potere, che ha escluso sistematicamente il suo apporto positivo e democratico, dovrà impegnarsi fin da ora ad aprire il discorso sulle possibili alleanze in vista di un’imminente caduta del governo e di un eventuale ricorso alle urne.
L’onorevole Fini nella sua chiarezza è stato determinante ad aprire una falla che si sta allargando quotidianamente, attraverso i colpi ed i contraccolpi tra Lega e lo stesso.
Quale alleanze?
Con l’UDC di Casini?
Con l’IDV di Di Pietro?
Con i Partitini alla sinistra del PD?
Con o senza i cattolici?
Il PD è riformista e non è socialista; ma, non è neanche e solo centrista.
Il PD nasce pluralista e democraticamente rivolto a tutte le forze progressiste del Paese, dalla sinistra pronta al governo, ai liberali che non votano a destra, ai laici cattolici democratici.
Franceschini ha escluso definitivamente che si possa parlare di grande centro; questa è una formula che non porta a nulla e che non risolve i problemi.
Quindi, è necessario una visione più limpida: contro la destra e non con il centro, ma con la formula del centro sinistra.
E’ stato chiaro Franceschini, nell’intervista rilasciata al quotidiano Unità:
“ Le nostre alleanze vanno cercate tutte nel campo alternativo alla destra. Se l’UDC si riconosce in questo campo l’allargamento si può fare. Però, sia chiaro: devono essere alleanze vere su programmi precisi. Le vecchie alleanze di venti Partiti, frammentate e litigiose, non le vogliamo più vedere “.
E’ questa la linea su cui si è fondato il PD, quale espressione della lontana compagine ulivista.
Un centro sinistra formato da tutti coloro che si oppongono alle destre, ma si responsabilizzano su temi programmatici condivisi ed accettati; ma, soprattutto, pronti ad assumersi l responsabilità di un governo coerente, trasparente e duraturo.
Ieri l’onorevole Rutelli ha aperto al centro di Casini; va bene l’apertura, ma non va bene l’eventuale spostamento verso il centro della compagine PD.
Il centro personalmente lo considero esclusivo di tutte le sinistre riformiste, compresi i cattolici laici; quindi, non in grado di risolvere tutti i problemi che si agitano.