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LAPRIMAVERA

SICILIA: FUTURO POSSIBILE???

17 Marzo 2012 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Di Cesare Pisano

 

2010_08_4_12_21_25.jpgQuesto il tema dibattuto nell’ampia sala del Palazzo Platamone in una tavola rotonda, dai senatori Enzo Bianco, appartenente all’area liberal del PD e Gianpiero D’Alia, capogruppo al Senato dell’UDC.

Una platea attenta ha potuto seguire lo svolgersi delle risposte e degli intenti nelle analisi e nei propositi dei due politici, che hanno dimostrato apertura al dialogo, esigenze di rinnovamento, sensibilità verso le tematiche più scottanti, che da decenni assediano la vita dei siciliani, vittime di una politica affaristica, clientelare, chiusa nei meschini rapporti di scambio e nell’esigenza del mantenimento del loro potere, su cui, moltissimi falsi politici, fanno affidamento per “ tirare avanti “, visto che, fuori dalla dimensione politica non saprebbero cosa fare….perchè non possono affidarsi ad un lavoro che non hanno mai avuto.

Alle domande del mediatore la discussione si allarga alla concretezza delle problematiche, che mettono i punti sulla mancanza di qualità e di merito dei vari politici che, eletti ed investiti di potere, poi, non riescono a progettare un bel nulla, attenendosi ad una politica tradizionalista, che non riesce a scalfire le varie realtà…..La Sicilia è ferma da decenni, vittima del malaffare, del clientelismo e del demerito; si alternano i politici al potere siculo, ma, le cose non cambiano, anzi, accelerano la caduta libera fino a tradursi in un 17% di disoccupati e in circa 50,000 aziende fallite, con migliaia di lavoratori in cassa integrazione o disoccupati.

La Sicilia non puo’ decollare ed avviarsi alla traduzione del lavoro in una crescita costante…potrebbe farlo, ma, a patto cha la politica sia di qualità e che i politici abbiano capacità e concretezze creative  e progettuali, pronti a fare gli interessi della collettività sicula e non i propri.

Se la politica non riesce a pensare per fare, è inutile che i F.A.S vengano assegnati, per affrontare lo sviluppo delle area depresse. Purtroppo, questa ingente somma di denaro, che l’Europa mette a disposizione, non è utilizzata….e non è utilizzata per mancanza di progettualità; quindi, un ristagno delle risorse, una stasi nelle opere infrastrutturali diventano in negativo i limiti ove questa politica tradizionalista puo’ arrivare.

E, non solo; ma, il dislocamento operato dalla politica dei berluscones e, soprattutto, dai leghisti, dei fondi F.A.S. hanno dato il colpo di grazia agli improbabili scenari progettuali della politica fantasma siciliana.

Il Governo Lombardo, così si è visto togliere, a vantaggio del risanamento dei bilanci dei Comuni di Catania e di Roma, ma, grazie alla politica leghista, a vantaggio delle quote latte degli imprenditori del nord, oltre il pagamento, da parte dello Stato delle multe per infrazione nella produzione del latte, sempre per responsabilità dei produttori nordici, i fondi F.A.S., destinati ad opere infrastrutturali e di crescita…tolta questa possibilità, sia per demerito e limiti della politica sicula, sia per la politica di protezione leghista delle proprie zone, alla Sicilia non resta che la morte economica e sociale.

Ed allora???

Il discorso viene fatto cadere sul merito dei politici, sulla loro qualità culturale, sulla loro deontologia, per arrivare ad ipotizzare un nuovo sistema di reclutazione che possa assicurare quel salto di qualità che la popolazione chiede…

In Sicilia la reazione allo sfascio demenziale c’è stata; il movimento dei forconi, al primo morso, ha fatto male a tutta la società, che s’è vista coi piedi a terra ad affrontare disagi enormi…ma, non è questa la soluzione vera….i forconi sono solo una parte della rabbia che cova dentro ogni siciliano…una rabbia che viene da lontano, dalla Storia e che nessuna forma di politica è mai riuscita a superare.

Oggi, si puo’ ipotizzare un futuro; esso è nell’aria e vuole essere colto, per essere tradotto in fatti…ma occorre il cambiamento vero, occorre la qualità, occorre il merito dei politici e della politica: ce la faremo?????

La Sicilia deve sviluppare le sue risorse a cominciare dall’agricoltura e dal turismo; deve farsi proteggere le aziende di eccellenza con una politica di promozione dei prodotti e di sbarramento dei tanti che invadono il mercato e che non garantiscono la vera garanzia, rispetto la produzione doc e d’eccellenza sicula.

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