13 FEBBRAIO LE DONNE ITALIANE SI RIPRENDERANNO LA LORO DIGNITA’….
Di Cesare Pisano
La dignità, la sobrietà, l’equilibrio mentale sono valori di cui non si puo’ fare a meno se si vuole interagire nel sociale; ma, a prescindere dalle relazioni interpersonali, private o pubbliche, sono dell’avviso che la donna deve sempre, come modello, attenersi, e non per una banale coincidenza con falsi moralismi o bigottismi beceri, a comportamenti consoni, finalizzati a scopi che si rappresenteranno come una crescita dell’io, sia psicologica, culturale ed affettiva.
E’ davvero difficile modellarsi su questa ipotesi; tant’è che, spesso, la morale corrente cataloga come un’effrazione di etica certi rilassamenti, se, spesso, questi sono accompagnati dal denaro, come dire la vendita di un corpo per uno scambio di favori: denaro, contro piacere; denaro contro promesse.
Non credo che all’universo femminile possa interessare la sfera privata di un individuo o quello che una minorenne decide di fare.
Il problema non puo’ essere questo.
Se invochiamo la libertà, se essa è stata il contendere per anni, a cominciare dagli anni ’70, quando i vari movimenti hanno aperto le porte alla liberazione sessuale e, di conseguenza, alla libertà della donna, non dobbiamo, poi, diventare chierichetti se messi di fronte a qualcosa che ci fa rizzare i capelli.
Il punto non è questo; il punto è diverso.
La domanda che si coglie dalla rappresentazione dei media, oggi, è se in un rapporto di scambio sessuale, al corpo ed al denaro, si possa affiancare una promessa di carriera politica.
Mi sembra che la risposta dovrebbe essere negativa.
Il no si lega direttamente ai tanti che della politica hanno fatto il loro spazio vitale, sottoponendosi ad una gavetta di anni e di esperienze varie e di sofferenze varie, per, poi, vedersi superare dall’uso del corpo di chi, sia per dote naturali, sia per espressione di libertà senza limiti, si trova, per volontà del politico di turno, a ricoprire un ruolo, senza la preparazione, la competenza e l’esperienza adeguate, assumendosi una responsabilità che dequalifica il soggetto, in quanto incapace ed inconsapevole del “ fatto “politico, che è portato a compiere.
Infatti, il problema di fondo che deve interessare non è la sfera privata, intorno a cui ruota tutto questo bailamme, ma, le conseguenze di tipo pubblico che ricadranno su tutti i cittadini.
Ed è questo quello che non puo’, né deve essere accettato.
Un conto è la cooptazione da parte dei gruppi dirigenti, quando riconoscono in una donna le qualità professionali e politiche accertate da interventi, scritti, discorsi, impegno politico e proposte; un altro, quando la scelta è fatta, al di là di queste semplicissime norme e che catapultano il soggetto-corpo-merce di scambio-sessuale, verso l’olimpo della politica e verso un guadagno economico non meritato.
E’ in questo caso che pesa in modo “ pesante “ l’effetto deleterio della ricaduta pubblica dello scambio mercantile tra il potere e la donna in cerca di sogni da realizzare, sfruttando la propria natura e la propria libertà….quella libertà, si badi bene, che è stata la meta di lotte vere, da parte delle femministe negli anni settanta e che ha consegnato una grande dignità alla donna ed una libertà, che i maschi le avevano tolto.
Una dignità ed una libertà fondate sull’intelligenza, sul merito, sulle qualità, sui titoli di studio.
Una battaglia difficile, all’interno di un materialismo che allontana dall’etica dei comportamenti ed avvicina sempre di piu’ verso il mercatismo, la liberta’ si scambio di cio’ che si possiede, pur di raggiungere le mete prefissate.
La donna vincera’ la sua battaglia e si riappropriera’ della propria dignità se nella lotta e’ accompagnata dal maschio, l’altro elemento del rapporto, che è portato, facilmente, a dimenticare la spiritualità e ad apprezzare solamente la parte corporale.
Ma se cosi’ è la donna è gia res, corpo, oggetto, pronto allo scambio, come una merce esibita in un bancone del mercato, con un prezzo ben in vista.
Nella società moderna non esiste una separazione tra maschi e femmine; si è alla pari; anzi, personalmente, sono convinto che la delicatezza innata delle donne e la loro sobrietà siano valori aggiunti, non solo, al sociale, ma, alla politica.
I maschi siamo stati un disastro; le femmine, credo, di meno...avanti le femmine-donne!!
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