IMPORTANZA E NECESSITA' DELLE PRIMARIE PER L'ELEZIONE DEL SEGRETARIO NEL PD
A due giorni dalla caduta, non evitata, dai maggiorenti del PD, che ha visto Walter scendere dal carro del direzione del riformismo italiano, nessuno, fino ad ora, ha avuto il coraggio di farsi avanti.
Le motivazioni di questo sono , a mio parere, due:
-- raggiunto l'obiettivo di togliere dal mezzo un uomo pulito e dalle idee chiare, si è nella impossibilità di ereditarne le qualità.
-- non si ha il coraggio delle idee, per indicare una strada vincente, che sia diversa e migliore, di quella percorsa da Walter.
-- mancanza di qualità superiori, che garantirebbero una migliore democrazia per un riformismo, il cui fondamento sia l'uomo pronto a dire basta ai gruppuscoli, ai clientelismi, alle beche, alle ipocrisie.
Un'eredità difficile quella di Walter, per molti motivi, tra cui, reputo importante il popolo delle primarie; popolo che vive nel mondo virtuale delle strutture elettronoche di Facebook, che, con le sue trame, permette i collegamenti tra gruppi ed amici ed uno scambio di idee ed opinioni impressionante, otre una trama organizativa, in tempo reale, capace di mobilitare i giovani e tutti coloro che amano la democraza, la pulizia politica, l'abnegazione verso il partito, la tolleranza tra idee diverse, un riformismo che parte dal basso e che sappia modificare, nell'agire, primo tra tutti il responsabile politico che ha scelto il partito, per farlo crescere e non per fare i suoi interessi e che sia pronto a sottomettersi alla ragione del rifomismo democratico, alle idee ed ai principi del PD.
Una democrazia dal basso, come è nell'antico concetto di questo termine.
Sappiamo che il Congresso è la base della democrazia del Partito; lo spazio delle discussioni nei momenti necessari della vita del Partito; sappiamo la necessità di doverlo convocare e di dare vita ai dibattiti; ma, non vogliamo che sia un agone di scontri tra bande opposte, che tirano i remi verso la loro utilità interessata, per quel potere personale, che a noi non piace e non interessa.
Colui che dovrà ereditare l'azione d Walter, deve uscire dalle primarie.
Il Congresso deciderà la reggenza momentanea, che si fermerà nel tempo necessario, per affrontare con dignità le elezioni europee; poi, dovrà consegnare al popolo dei simpatizzanti e credenti, una lista di nomi aperta, nel senso che, anche, presenze esterne alla responsabilità di partito possono avanzare la loro candidatura, per correre, nei modi del fare democratico, alla reggenza del partito.
La decisione finale tocca, e deve toccare, solo al popolo degi elettori di tutta Italia, che al momento necessario, saranno chiamati ad esprimere, nelle forme vere della democrazia, la loro scelta.
Nessuno può avallarsi un diritto che nessuno gli ha dato, quello che, con la sua forza interna del gruppo-monade costituito, possa avanzare pretese prioritarie, rispetto ad altri, magari di maggiore qualità, ma limitati dalla mancanza di un gruppo di appartenenza.
Il popolo degli elettori non vuole assistere ai soliti giochetti di prestigio; è stato impresso al Partito un trend diverso, che parte dall'essere democratici; ed alla parola democrazia si è aggiunta un'altra parola importatntissima: riformismo; orbene; cominciamo da subito a dimostarre a tutti sia la democrazia, sia il riformismo, con un'azione che convinca tutti, ma, che sia l'inizio di un modo diverso, condiviso da tutti, ma, proprio tutti, all'unisono, senza cotrasti ed ipocrisie.
La lista dei nomi dev'essere affidata alle piazze ed ai gazebi per la scelta decisiva.
Le primarie sono il momento della democrazia; il momento ove il popolo decide chi lo dovrà dirigere; e non è un concetto da poco; è la DEMOCRAZIA.
Si chiede che siano rese nelle strutture della chiarezza e non degli imbrogli; se siamo democratici riformisti, dobbiamo essere seri e spingere il carro verso questa direzione.
Il nome, tra i nomi, che uscirà dalle urne dei gazebi, chiunque esso sia, va appoggiato, va sorretto, va seguito e difeso, con un'azione fusa verso un dinamico unionismo di intenti e di fare, di proposte e di discussioni; di dibattiti e di condivisioni.
Poi, un programma veramente riformista, dal momento che verrà accettato e votato, sarà IL PROGRAMMA del Partito Democratico; il messaggio che tutti devono sentire come proprio, farlo proprio, per potere convincere gli altri, coloro che ci dovranno votare, della sua bontà, in quanto qualità.
La logica del fare democratico, in un momento di crisi totale e, spesso, d'identità, può e deve diventare il faro su cui tutti dovranno intravvedere la spiaggia, ove arenarsi e cominciare una stagione diversa:
la stagione che Walter sognava, la stagione delle riforme vere; la stagione della fine dei litigi-stupidi ed inintellegenti; la stagione del Partito Democratico e degli uomini suoi, la stagione che aprirà le porte al successo; la stagione dei programmi da fare e su cui impegnare la giornata.
Noi, popolo di Facebook e delle primarie, a questo crediamo e questo vogliamo.
DEMOCRAZIA - PRIMARIE - RIFORMISMO DEMOCRATICO - PARTITO APERTO - PARTIO LAICO -
Le motivazioni di questo sono , a mio parere, due:
-- raggiunto l'obiettivo di togliere dal mezzo un uomo pulito e dalle idee chiare, si è nella impossibilità di ereditarne le qualità.
-- non si ha il coraggio delle idee, per indicare una strada vincente, che sia diversa e migliore, di quella percorsa da Walter.
-- mancanza di qualità superiori, che garantirebbero una migliore democrazia per un riformismo, il cui fondamento sia l'uomo pronto a dire basta ai gruppuscoli, ai clientelismi, alle beche, alle ipocrisie.
Un'eredità difficile quella di Walter, per molti motivi, tra cui, reputo importante il popolo delle primarie; popolo che vive nel mondo virtuale delle strutture elettronoche di Facebook, che, con le sue trame, permette i collegamenti tra gruppi ed amici ed uno scambio di idee ed opinioni impressionante, otre una trama organizativa, in tempo reale, capace di mobilitare i giovani e tutti coloro che amano la democraza, la pulizia politica, l'abnegazione verso il partito, la tolleranza tra idee diverse, un riformismo che parte dal basso e che sappia modificare, nell'agire, primo tra tutti il responsabile politico che ha scelto il partito, per farlo crescere e non per fare i suoi interessi e che sia pronto a sottomettersi alla ragione del rifomismo democratico, alle idee ed ai principi del PD.
Una democrazia dal basso, come è nell'antico concetto di questo termine.
Sappiamo che il Congresso è la base della democrazia del Partito; lo spazio delle discussioni nei momenti necessari della vita del Partito; sappiamo la necessità di doverlo convocare e di dare vita ai dibattiti; ma, non vogliamo che sia un agone di scontri tra bande opposte, che tirano i remi verso la loro utilità interessata, per quel potere personale, che a noi non piace e non interessa.
Colui che dovrà ereditare l'azione d Walter, deve uscire dalle primarie.
Il Congresso deciderà la reggenza momentanea, che si fermerà nel tempo necessario, per affrontare con dignità le elezioni europee; poi, dovrà consegnare al popolo dei simpatizzanti e credenti, una lista di nomi aperta, nel senso che, anche, presenze esterne alla responsabilità di partito possono avanzare la loro candidatura, per correre, nei modi del fare democratico, alla reggenza del partito.
La decisione finale tocca, e deve toccare, solo al popolo degi elettori di tutta Italia, che al momento necessario, saranno chiamati ad esprimere, nelle forme vere della democrazia, la loro scelta.
Nessuno può avallarsi un diritto che nessuno gli ha dato, quello che, con la sua forza interna del gruppo-monade costituito, possa avanzare pretese prioritarie, rispetto ad altri, magari di maggiore qualità, ma limitati dalla mancanza di un gruppo di appartenenza.
Il popolo degli elettori non vuole assistere ai soliti giochetti di prestigio; è stato impresso al Partito un trend diverso, che parte dall'essere democratici; ed alla parola democrazia si è aggiunta un'altra parola importatntissima: riformismo; orbene; cominciamo da subito a dimostarre a tutti sia la democrazia, sia il riformismo, con un'azione che convinca tutti, ma, che sia l'inizio di un modo diverso, condiviso da tutti, ma, proprio tutti, all'unisono, senza cotrasti ed ipocrisie.
La lista dei nomi dev'essere affidata alle piazze ed ai gazebi per la scelta decisiva.
Le primarie sono il momento della democrazia; il momento ove il popolo decide chi lo dovrà dirigere; e non è un concetto da poco; è la DEMOCRAZIA.
Si chiede che siano rese nelle strutture della chiarezza e non degli imbrogli; se siamo democratici riformisti, dobbiamo essere seri e spingere il carro verso questa direzione.
Il nome, tra i nomi, che uscirà dalle urne dei gazebi, chiunque esso sia, va appoggiato, va sorretto, va seguito e difeso, con un'azione fusa verso un dinamico unionismo di intenti e di fare, di proposte e di discussioni; di dibattiti e di condivisioni.
Poi, un programma veramente riformista, dal momento che verrà accettato e votato, sarà IL PROGRAMMA del Partito Democratico; il messaggio che tutti devono sentire come proprio, farlo proprio, per potere convincere gli altri, coloro che ci dovranno votare, della sua bontà, in quanto qualità.
La logica del fare democratico, in un momento di crisi totale e, spesso, d'identità, può e deve diventare il faro su cui tutti dovranno intravvedere la spiaggia, ove arenarsi e cominciare una stagione diversa:
la stagione che Walter sognava, la stagione delle riforme vere; la stagione della fine dei litigi-stupidi ed inintellegenti; la stagione del Partito Democratico e degli uomini suoi, la stagione che aprirà le porte al successo; la stagione dei programmi da fare e su cui impegnare la giornata.
Noi, popolo di Facebook e delle primarie, a questo crediamo e questo vogliamo.
DEMOCRAZIA - PRIMARIE - RIFORMISMO DEMOCRATICO - PARTITO APERTO - PARTIO LAICO -
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