BATTUTO IL GOVERNO SULLE RONDE E SULL’ESPULSIONE DEI CLANDESTINI
La sicurezza è una delle prerogative dello Stato, e deve assicurare a tutti i cittadini una tranquilla quotidianità attraverso le forze dell’ordine organizzate per soddisfare questa importante esigenza.
Mettere in mano ai cittadini una funzione sociale di tale portata potrebbe creare premesse pericolose all’interno del sociale.
I sindacati delle forze dell’ordine hanno lamentato, nei confronti delle proposte del governo, un netto taglio di spesa sull’acquisto di strumentazione necessaria, come etilometri o come le decurtazioni delle indennità degli straordinari e di ordine pubblico; una diminuzione, pertanto, dei loro guadagni.
In sostanza una riduzione di spesa limita di fatto l’effettiva utilità nel controllo del territorio e l’insicurezza nei cittadini.
La volontà di volere affidare a fantomatiche ronde o gruppi di cittadini il controllo di quartieri periferici, anche, solo, con lo scopo di avvisare le forze dell’ordine, di per sé creerebbe le premesse pericolosissime per il “ fai da te “ o per il sovvenzionamento di qualche privato; nessuno, infatti, potrebbe negare che tra questi gruppi si potessero annidare facinorosi di stampo violento, che cercano l’occasione per dimostrare l’odio contro emarginati, con conseguenti scontri notturni; alimentando, così, una maggiore occasione per fare violenza.
Il cittadino dev’essere tutelato e non deve fare parte degli organi di tutela.
Quindi tagli alle forze dell’ordine e sovvenzionamenti indiretti alle ronde, è un’equazione che non va.; questa è la lamentela dei sindacati di polizia al fatto che erano stati stanziati cento milioni ai Comuni, proprio per la costituzione delle ronde.
Le ronde sono dirette contro gli immigrati, ma resterebbero in vita organizzazioni criminali, violenze e stupri, contro cui le ronde nulla potrebbero fare, perché non sono forze dell’ordine.
Su queste premesse la Camera ha stralciato dal DDL le ronde ed ha cancellato l’espulsione dai centri di permanenza degli immigrati clandestini; alcuni parlamentari della maggioranza si sono schierati a favore degli emendamenti, proposti dall’opposizione.
Il ministro Maroni ha tuonato contro i franchi tiratori ed ha chiamato in causa l’intervento diretto del premier per l’attuazione di programmi dell’accordo elettorale.
Le ronde volute fortissimamente dalla Lega, per soddisfare il malumore della popolazione nordica, vengono stralciate dal decreto e vengono accolte gli emendamenti del PD e dell’UDC, anche, in materia di espulsione dei clandestini dai Centri di permanenza temporanea.
Questa è da considerare una sconfitta di questo governo, ma, soprattutto, della lega, da parte di elementi della maggioranza che hanno, responsabilmente, evitato un passaggio legislativo pericoloso; infatti, grazie allo scrutinio segreto, alcuni parlamentari della maggioranza, hanno votatao a favore degli emendamenti del PD, dimostrato i contenuti di una legge ritenuta repressiva nei confronti dei clandestini, ma, scarsamente funzionale alla sicurezza di tutti i cittadini.
Una vittoria del buon senso e della democrazia.
Franceschini afferma che: "Tolta la demagogia delle ronde, ora ci si può concentrare sulla sicurezza dei cittadini, cioè avere più forze dell'ordine sulle strade e trovare le risorse necessarie. Su questo noi del Pd siamo pronti a collaborare"
Quindi, maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine, ma occorre un maggiore gettito e risorse economiche, per affrontare la eventuale pericolosità di atti di violenza gratuita.
Un programma governativo di destra, troppo spostato a destra, avrebbe creato le premesse per una psicologia xenofoba e razzista, appannata di falsa democrazia.
L’italiano non è razzista, né xenofobo; ma, esistono frange in certi settori che si manifestano come tali; lo Stato deve assicurare il carattere umano della legge e non il suo tratto di odio contro qualcuno.
L’Italia, ha bisogno del lavoro dell’immigrato; i nostri nonni e padri hanno affrontato la via del mare, pur di sfuggire alla miseria ed alla fame e potere guardare in faccia il futuro, nella speranza di trovare barlumi e sprazzi di vita.
Il modo democratico di impattare i problemi della sicurezza, dei clandestini, dell’integrazione, della loro formazione, vanno studiati ed affrontati per risolverli nel modo migliore; se parte della società non si ritiene d’accordo con frange e parti dell’attuale maggioranza, per una visione diversa dell’uomo e del sociale, è giusto che siano ascoltate ed è giusto che vengono lanciate proposte di legge, che incontrino il favore del popolo, anzichè operare come carri armati perforanti, pur di soddisfare le paure innate di certe parti del territorio, ove la richiesta ha portato la lega a farsi promotrice di proposte, che, poi, sono state sconfessate in aula e dai cittadini che non vogliono essere protetti da altri cittadini, ma dalle forze dell’ordine, preposte dalla Costituzione a questo compito.
La repressione va bene nel momento della violazione della legge; ma, il fenomeno crescente della clandestinità dovuto ai continui sbarchi sulla nostra costa, non può essere considerato di fatto un reato; perché si tratta di persone che fuggono, er andare alla ricerca del loro sopravvivenza.
E’ una status quello del clandestino che sbarca, he va controllato e studiato,per una soluzione più umana.
La clandestinità, per tutte le motivazioni che regge, va controllata dallo stato, perché non sarà un fenomeno passeggero.
La legge repressiva non può sanare una situazione che nella realtà si sta inserendo con tutta la sua drammaticità ; è un problema, che non va respinto, ma studiato, controllato e risolto; si tratta del fenomeno sociale del secolo, che porta alla fuga dai propri territori, da parte di gente, che sfida la morte considerata il male minore, pur di tentare barlumi e piccole possibilità di vita.
Tra costoro ci saranno i delinquenti; ma, questa non può essere la sola ragione per colpire tutti con leggi sbagliate.
Quindi, un fenomeno a livello europeo e che va inserito nel programma di integrazione in collaborazione coi governi di provenienza.