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LAPRIMAVERA

SI APRE LO SPIRAGLIO PER L’ELECTION DAY

10 Aprile 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA



Conferenza Stampa Comitato Referendum Elettorale - prima del terremoto dell'Abruzzo.

Il deciso no del Premier, sulla possibilità avanzata da tempo da Dario Franceschini, di accorpare in un’unica giornata elezioni europee e referendum sulla legge elettorale, ha subito un’inversione di marcia, da quando ieri, è stata palesata l’intenzione, o, comunque, la possibilità di evitare lo spreco inutile di 400 milioni di euro.

Somma, che, in questo momenti di crisi enorme, ma, soprattutto, in presenza di una calamità, che ha lasciato sul campo quasi 400 morti e raso al suolo intere borgate ed edifici, farebbe comodo usarla, per le esigenze di ricostruzione veloce e reintegro alla vita normale dei cittadini sfortunati, attraverso supporti e strutture adeguate.

L’insistenza di Franceschini e del PD, l’immane tragedia di morti e distruzione, avrà fatto riflettere il Premier, che, ai giornalisti che lo hanno intervistato ha detto:

" Il referendum è una cosa di cui parleremo al prossimo Consiglio dei ministri. Penso che valga la pena fare un'ulteriore riflessione, perché le argomentazioni che sono state esposte sono degne di approfondimento ".

Direi molto più di uno spiraglio; anzi, una vera apertura verso una diversa soluzione; accorpare elezioni e referendum in un’unica mandata elettorale è, non soltanto una fatto di normalità, ma, quando ci si trova in un tempo storico particolare, che vede nella crisi economica un elemento di disfatta sociale e paura nei cittadini, e, quando si vive una calamità, la cui tragedia ha toccato la sensibilità e la pietà, dimostrando i limiti, le vanità, le responsabilità taciute di tanti, e, quando il denaro serve per essere impiegato come un elemento di necessità di vita, allora diventa una scelta obbligata e democratica che ha come spinta politica l’amore per la gente, per il paese e per il benessere di tutti.

La politica di qualità esige delle scelte e delle priorità; allontanarsi da questi principi etico-morali significherebbe scivolare nella demagogia vuota, il cui interesse primario sarebbe la propaganda politica della conservazione dell’elettorato, secondo abietti calcoli politici di parte.

Il Premier, con le sue parole dette alla stampa, ha dimostrato che lo Stato può esserci, così come ha fatto durante i momenti del disastro e come sta, ancora dimostrando.

La reazione della lega all’accorpamento dimostra la poca sensibilità all’interesse del cittadino, in vista di obiettivi di partito ed elettorali.

Se si opta per l’election day, le urne vedranno un forte afflusso di elettori, con il possibile risultato di cancellare la vecchia legge elettorale voluta dalla lega, che, poi, l’ha definita come tutti sappiamo.

In un sistema bipartitico, perché l’eventuale cambiamento della legge elettorale porterebbe a questo tipo snello di sistema politico, resterebbero sulla scena solo il PDL ed il PD, gli altri scomparirebbero.

Scomparirebbe la Lega; da qui la grande paura; ma, se la loro arroganza li fa essere sicuri di avere conquistato il nord ed, anche, zone storicamente appartenute alle sinistre, come mai manifestano tanta angoscia?

E’ razionale e ragionevole pensare di spostare la giornata, onde evitare l’accorpamento?

E’ ragionevole considerare prioritario il proprio interesse di Partito, e portare allo spreco 400 milioni di euro?

E’ ragionevole insistere dimenticando la crisi economica ed il disastro di migliaia e miglia di persone, che non hanno più il proprio tetto sulla testa e soffrono, di colpo, le sofferenze dello stare ad aspettare l’aiuto degli altri?

La risposta categorica è no, no e , ancora, no.

Il Premier deve insistere sul suo pensiero e guardare i fatti della realtà, come ha già fatto, visto che è stato molto vicino ai terremotati d’Abruzzo; guardare avanti, verso una politica di qualità e di priorità; deve superare e fare superare i meschini calcoli di Partito, per la scelta più giusta e voluta dagli italiani.

Nelle parole di Dario Franceschini, si legge la speranza per la sua richiesta:

" Sono settimane che chiediamo l'election day, che spieghiamo come sia assurdo buttare dalla finestra più di 400 milioni, ancora più assurdo in piena emergenza terremoto. Ma vorremmo capire se si tratta solo di parole o fatti concreti ".

I referendari, ovviamente, sono per questa soluzione ed in tal senso hanno manifestato le loro opinioni.

Ma, gli italiani tutti ed il buon senso dei cittadini è per l’accorpamento e per l’election day.

Diciamo che questa scelta sia più di una speranza; una vera possibilità nelle mani del Premier, che può decidere e cambiare il volto politico dei prossimi anni.

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