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LAPRIMAVERA

ADESSO, IL PARTITO DEMOCRATICO, COSA FARA'?

9 Giugno 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Le dichiarazioni di Dario Franceschini alla conferenza stampa, dopo l'ufficialità del voto per le europee, dalla sede del Partito:

«Il progetto del Pd è al sicuro, gli avvoltoi possono tornarsene a casa. E, oggi, il governo è incontestabilmente minoranza nel Paese, svanisce il mito dell'invincibilità di Berlusconi».

«Un calo che non va ignorato» .

«E tuttavia questo 26% conferma il progetto del Pd, è quello che volevamo, una base di partenza per un partito nato un anno e mezzo fa che ha davanti un lungo cammino. E per questo voglio ringraziare gli italiani».

«In Europa siamo il primo partito nel campo progressista, davanti anche alla Spd tedesca in termini di voti, probabilmente anche come seggi a Strasburgo. Questo ci consentirà anche di avere un ruolo di primo piano nel nuovo gruppo progressista»

«Avevo detto che l'Italia rischiava di svegliarsi sotto un padrone assoluto: questo pericolo è stato scongiurato. Aveva annunciato il 45%, invece è 10 punti sotto, anche in un momento in cui il vento tira a destra in Europa».

Ad una domanda sui voti dell'IDV, fa i complimenti a Di Pietro:

«Gli ho telefonato per rendergli atto che ha avuto una crescita indiscutibile».

 «I voti usciti dal Pd restano nel nostro campo, tra i radicali e l'Idv»,

 E sulla crescita relativa della Lega:

«La crescita della Lega comporterà un condizionamento ancora maggiore sull'azione del governo».

Da queste dichiarazioni di Dario Franceschini il PD riparte.

Riparte per dove, con chi e con quale progetto.

Si riparte per compattare il Partito intorno ad responsabili, non solo abili, ma, soprattutto, giovani, con una marcata presenza femminile, almeno il 50%.

Debora Serracchiani, con i suo risultato, dimostra questi trend.

Eliminazione totale di qualunque atteggiamento correntistico e di qualunque forma di politica che possa dimostrarsi diversa dalla sintesi decisa, dopo ampie discussioni, e passata con voto di maggioranza, che diventa la linea ufficiale del Partito.

Coloro che non avvertono, ancora, la necessità e la responsabilità di seguire la linea ufficiale farebbero bene a lasciare il Partito; infatti, non c'è razionalità alcuna ad ascoltare dichiarazioni fuori dal contesto della linea assunta ed ufficiale del Partito.

Diventa un suicidio politico, devastante in termini di delusione e confusione tra gli elettori.

La ripartenza, dunque, deve avvenire dal riconoscimento della linea del Partito, necessaria, affinché tutti possiamo essere sicuri della strada da percorrere.

Una strada lunga, che al termine del mandato di questo governo, deve avere il Partito pronto a raccogliere tutti i voti che gli spettano.

I tratti individuanti devono essere: democrazia, tolleranza, riformismo, laicità, multiculturalismo, interclassismo e radicamento nel territorio.

Nel suo cammino il Pd con chi si dovrà accompagnare?

Il PD nasce da un progetto preciso, chiamare a raccolta tutto l'elettorato che spazia dal centro, che non vota la destra, fino alla sinistra,

I risultati del voto danno una realtà assurda; i voti ottenuti dalle sinistre radicali si sono persi; nel nulla; non potranno incidere in nessun modo; e questo io lo chiamo un suicidio; un'immaturità politica; un infantilismo, supportato da una sciocca critica, che tenta solo l'arrampicata impossibile sui vetri.

Bisogna terminare e, da subito, questa assurdità.

La discussione delle alleanze è una necessità ed un obbligo storico; l'elettorato del 26% dimostra un simpatizzante che  crede nel progetto del PD, nell'avere coraggiosamente intrapreso la via del progressismo e riformismo democratico; ci dovranno credere le parti a sinistra del PD, per convogliare le loro forze ed aumentare i consensi.

Basta con le stupide ed infantili critiche al PD; è il tempo della compattazione; che senso hanno i partitini di pochissima percentuale, se non riescono ad incidere in nulla, ma tolgono i voti al PD.

Al momento opportuno, come ha affermato Franceschini, si aprirà il discorso delle alleanze, intorno alla condivisibilità del programma.

La crescita dei partitini di sinistra è legata al fallimento del progetto PD; infatti i voti li avrebbero dovuti prendere al PD; ma, questo non si è verificato; ed i vari Vendola, Diliberto, Ferrero e Fava, sono stati sconfessati, avendo ottenuto pochissimi voti; il loro progetto è stato respinto, ma, non quello del PD, che risulta il secondo Partito italiano e, forse, il primo in Europa tra i Riformisti.

Sulla base di questa realtà politica dovranno essere i partitini di sinistra a comprendere i loro errori e di decidere un'azione coraggiosa, onde evitare la dispersione dei voti.

Il tema importantissimo della laicità va affrontato definitivamente, da coloro che militano dentro il PD; il Partito nasce laico ed afferma questa sua caratteristica storica; si accetta la presenza cattolica, ma questa non dovrà mai ostacolare la laicità dei suoi obiettivi; un'altra cosa è quando il Partito lascia liberi, trattandosi di libertà di coscienza sui fatti di etica morale, come nel caso della vita e della morte ed un'altra gli obiettivi ove l'etica morale o la vita non c'entrano.

Su questo bisogna fare chiarezza; chi non ci sta può andarsene.

La Destra non ha ottenuto i risultati sperati; il plebiscito non c'è stato e l'arroganza politica è stata ridimensionata.

L'auspicato e tanto proclamato 45% è stato un sogno accarezzato per pochissimo tempo; e se si considera l'immane forza messa in campo, la compattezza, le mancanze di critiche interne, l'azione politica sempre all'unisono, etc.. si evince una perdita di consensi che significa l'inizio della prossima fine politica; infatti, mentre in tutta l'Europa le destre, comprese le xenofobe, avanzano; in Italia arretrano; e non è vero che la percentuale dei voti sia superiore a quella delle precedenti elezioni, perché conta il proclama giornaliero, e lo scherno continuo, fino all'irrisione, di quanti, responsabili di destra, col sorrisino, sembrava avessero ammaliato, come sirene del mare, gli italiani, i quali, nei momenti decisivi hanno sempre  reagito,realizzando il bene della Patria.

La destra, attraverso i suoi portavoce si è dimostrata di conoscere poco la realtà politica, avendo ripetutamente raccontato al popolo italiano che il PD di Franceschini si arrampicava sui vetri ed aveva le ore contate; non era così e non sarà mai così; è questa la validità del progetto di cui parla Franceschini; il PD ha tenuto il consenso per riparte, perché gli italiani lo vogliono; se non l'avessero voluto non l'avrebbero votato; la richiesta del voto utile ha avuto ed ha questo significato politico, per dimostrare alle destre che l'Italia è degli italiani e non di chi si arroga il potere attraverso i proclami.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti; non potranno più dire " noi rappresentiamo l'Italia ", perché la destra rappresenta meno della metà degli italiani; loro rappresentano solo i loro elettori e basta; gli altri li rappresentiamo noi e tutti gli altri Partiti di opposizione, la cui somma è superiore al 51%.

Questo in termini politici significa che non debbono più ricorrere alla fiducia per fare passare le loro proposte di legge, ma dovranno discutere in Parlamento gli emendamenti dell'opposizione.

E non potranno cambiare la Costituzione se non attraverso un dibattito di tutti i Partiti in Parlamento.


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