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LAPRIMAVERA

SU ALCUNE PROPOSTE DI BERSANI

4 Luglio 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Certamente una grande persona Bersani ed un ottimo politico; ma, con alcuni passaggi del suo programma non mi trovo d'accordo.

Infatti, lo sguardo verso i giovani, che dovranno gestire il Partito, m'è sembrato molto vago; quasi di necessità; l'insistenza ai predecessori, come personaggi necessari, in quanto possessori di un patrimonio politico agganciato alle lotte ed i valori delle passare stagioni, diventa condizionante per un immediato trapasso alle nuove leve.

Tutto questo mi è sembrato solo un proclama in difesa delle strutture d'apparato, più che un progetto da attuare nell'immediato.


Non mi piace l'idea di chiudere le Primarie ai soli iscritti; questo pronunciamento entra in conflitto col carattere aperto e popolare che ha caratterizzato la nascita del PD; errato che le Primarie siano aperte alle coalizioni, che non c'entrano nulla col nostro Partito.

Ed è qui che si entra in conflitto con la tendenza maggioritaria del Partito.

La vocazione maggioritaria non è da intendere solamente che il Partito corra da solo; in un sistema bipolare occorrono le alleanze, ma queste dovranno riconoscere nel PD il Partito maggiore, a cui si affiancano su obiettivi condivisi.

La coalizione è necessaria per vincere, ma essa resta una coalizione e non una fusione con il PD; il carattere maggioritario assicura questo; altrimenti ci si confonderà con i Partitini delle alleanze.

Diventa vitale e necessario che le Primarie siano una prerogativa del PD; gli altri se vogliono pensino pure alle loro Primarie.


Infatti, le alleanze sono parti autonome come il nostro Partito; con la differenza, enorme e visibile, che noi siamo al 26%, mentre gli altri sono limitati a percentuali irrisorie.

Io sono convinto della esistenza di un apparato nell'attuale PD, molto legato alla difesa di personaggi validi come persone e come politici, ma restii a farsi superare e sostituire da nomi nuovi e da giovani; semmai concepiscono qualche piccolo innesto tra i giovani; lo si è visto nella reazione alla semplicità espressa dalle parole di Debora, che, in modo naturale e giovanile, ha parlato di simpatia, rivolgendosi a Franceschini.

La reazione è stata all'unisono e da una sola parte, come se avesse detto una eresia.

Il coro delle critiche, nella realtà poggia su nulla.

Non è certamente una parola a determinare le capacità o meno; come non è il fallimento di un calcio di rigore, tirato da un fuoriclasse come Kaka, a determinarne l'insuccesso o l'incapacità.

Se dovesse vincere Bersani, persona dignitosissima e validissima, tra l'altro a cui io credo ( e non è una contraddizione ), il Partito ritornerebbe nell'area socialista.

E non sarà il larvato proclama di apertura ai liberali, che potrebbe limitare la direzione alla tendenza ideologica; un'altra stagione spira forte nel mondo ed è quella provocata dal vento del Riformismo Democratico, dell'apertura del Partito verso i liberali ed i cattolici; il Partito pensato da Bersani entrerebbe subito in conflitto coi cattolici e troverebbe difficoltà coi liberali di centro.

E' tutto opinabile, fino a prova contraria, ma, sono queste le mie remore al discorso di Bersani.


Una prova l'abbiamo avuta col governo Prodi alleato alle sinistre massimaliste; ebbene, Bersani ha salutato Prodi nel suo avvio di presentazione del programma, ed ha ricordato la stagione dell'Ulivo; ma, non ha richiamato le responsabilità delle sinistre alleate nella caduta del governo Prodi; e si è dimenticato, pure, che per superare la disfatta era stato chiamato Veltroni, per dare credibilità e convincere gli elettori a non abbandonare il Partito; e Veltroni, adesso ripudiato, portò il Partito al 33%, parlando di nuovo e facendo fuori le sinistre massimaliste, che, adesso, le si vorrebbero fare entrare, sia come alleanza politica, sia dalla porta delle Primarie.

Tutto questo odora di vecchio e non ha nulla a che vedere coi giovani.

L'ideologia è l'idea di fondo su cui siamo cresciuti tutti i marxisti; l'ideologia della lotta di classe, come elemento dominante i contrasti in seno alla classe borghese: secondo questa ideologia la classe lavoratrice o proletaria, doveva organizzarsi nei Partiti Comunisti e Socialisti per abbattere la classe capitalista, considerata sfruttatrice del lavoro; questa ideologia è stata eliminata con la caduta del muro di Berlino nel 1989, che sancì la caduta di tutte le ideologie e la fine della spaccatura del mondo in due blocchi, quello comunista e quello occidentale capitalista, dominato dagli Stati Uniti.

L'abbassamento della percentuale dei votanti e l'abbassamento  in Europa delle percentuali del PSE hanno sancito, oggi, la lenta ed inesorabile morte dei socialismi.

Il nuovo vento si chiama Riformismo e progressismo; l'internazionale di cui fa parte il PD è quella di tutti i Partiti riformisti e progressisti.

In questa nuova idea del progresso la gente, come elettore, secondo me, è più propensa a dare fiducia ai riformisti democratici e non ai socialisti.

Non mi sembra giusto che durante il tempo di preparazione del Congresso siano state lanciate, da parte di chi considero l'apparato, proposte di cambiamento repentino dei regolamenti, che prevedono le Primarie; questo non si deve fare, né pensare; sarà la nuova direzione e la nuova segreteria a dovere decidere il cambiamento.


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