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LAPRIMAVERA

SIAMO CERTI CHE SPARANDO SISTEMATICAMENTE SUGLI ALTRI NON COLPIAMO NOI STESSI?

10 Settembre 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

L’uomo qualunque, umile e comune italiano, sta cominciando a comprendere i vari fatti politici che stanno animando, da quasi tre mesi, la realtà italiana.

Si insiste troppo e quotidianamente sull’argomento escort; si parla di respingimenti contestati da tutti, anche dalla politica estera; si contestano le ronde; aumenta la delinquenza; aumentano gli stupri; aumenta la disoccupazione, che sta raggiungendo livelli pericolosissimi; i precari sono in rivolta contro le istituzioni, nelle varie città; il popolo della scuola vive il dramma della perdita della sede e delle classi; molti sono senza il posto di lavoro; nelle scuole mancano la carta, il sapone e gli asciugamani e moltissime altre cose, per via dei tagli, fatti passare per riforma della scuola; i Presidi idonei meridionali si rifiutano di chiedere la sede nelle quattro regioni del nord, dopo la mozione Martini; le scuole nordiche saranno costrette ad aprire senza Presidi abilitati a farlo, quindi, con semplici insegnanti; l’attacco violento contro i quotidiani La Repubblica e l’Unità; gli attacchi ai quotidiani esteri che hanno osato discutere su una certa realtà che si verifica il Italia e di cui tutti parlano; l’attacco al Direttore di Avvenire, Boffo, costretto a dimettersi; le dichiarazioni del Presidente Fini e la sua reale presa di posizione politica molto critica nei confronti della politica gestita dal Partito di cui fa parte; moltissime aziende hanno chiuso ed altre chiuderanno; le banche sono restie a concedere prestiti alle piccole industrie; la produttività , non è solo ferma, ma limitata ed incapace di prospettarsi come futuro; mancano progetti innovativi; i nostri migliori laureati sono costretti a lasciare l’Italia; la moralità del paese non brilla; la Chiesa, dopo le dimissioni di Boffo, si sta organizzando per la sua sostituzione e, probabilmente, per rispondere agli attacchi forsennati del quotidiano di difesa del Premier, il Giornale di Feltri; attacco alla magistratura; risposta della magistratura agli attacchi; …..

-       L’uomo qualunque, comune ed umile, si chiede:

“ e se il Lodo Alfano non dovesse passare? E se fosse bocciato, cosa accadrebbe?”

 

-       E se il Presidente Fini portasse avanti la sua azione politica di chiarezza e democrazia all’interno della sua coalizione, facendo leva sui suoi ex-colonnelli?

Cosa potrebbe succedere, se tutto questo ed altri avvenimenti e prese di posizioni e dichiarazioni di politici della parte governativa, dovessero concorrere ad aumentare l’imminente crisi che stiamo respirando nell’aria, anche se evidenti tentativi di dichiarazioni contrarie hanno lo scopo di nascondere la realtà ?

A tutto questo basterebbe sommare gli attacchi giornalieri delle opposizioni per avere un quadro politico spaccato in due: l’Italia di coloro che sostengono l’attuale maggioranza, facendo finta di non comprendere, e l’Italia di coloro che vorrebbero il trionfo della morale, dell’economia, della cultura, della dignità, della coerenza, del merito, della condivisione, della democrazia, della tolleranza, della laicità, della fratellanza, della solidarietà, dell’amicizia, etc…….

L’uomo qualunque crede che se verrà meno il Lodo Alfano ci sarà una specie di resa dei conti: la magistratura prima, poi, Avvenire con il nuovo Direttore; poi i quotidiani che sono stati denunciati; poi il Presidente Fini che potrebbe dare il colpo finale; poi, i precari, i disoccupati, coloro che non arrivano alla fine del mese, etc..

Si aprirebbe, tra qualche mese, una violenta crisi che scompaginerebbe l’attuale sistema politico, fino a farlo traballare e crollare definitivamente.

Il crollo di un sistema, basato su tutto tranne che sui contenuti ed un progetto valido di riforme condivise, sarebbe l’epilogo infausto di un clamore annunciato e propagandato che assomiglierebbe ad un colosso di argilla; tutti pensavano che il Colosso fosse un fuoriclasse invincibile, ed,invece, era un semplice colosso di argilla, privo di solide strutture, che al primo vero urto è caduto in frantumi.

A questo punto l’uomo qualunque, umile e comune, comprende che, probabilmente nei primi mesi del nuovo anno dovrà prepararsi per le nuove elezioni politiche.

L’uomo qualunque comprende che se  non ci saranno nuove elezioni, ci sarà di sicuro un rimpasto politico, con l’ingresso di altre forze, che, certamente, remeranno contro il vento che in questo momento ci investe.

L’uomo qualunque ha compreso che il vecchio vento ha perso la sua forza ed una nuova ventata più salubre e vitale sta iniziando la sua azione vivifica.

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