IL “ FAI DA TE “, IL PRINCIPIO ATTIVO CHE MUOVE L’ESSERE UMANO, IN ITALIA
Di Cesare Pisano
La morale è il principio che dovrebbe guidare qualunque azione umana, in tutte le sue sfaccettature e possibilità.
Sembra un’affermazione lapalissiana, ovvia e ragionevole; non lo è!!!
Da molto tempo stiamo assistendo a fatti sempre più incalzanti, che trovano riscontro, perfino, nelle dichiarazioni dei soggetti interessati, che non svirgolano le loro responsabilità, affermando pubblicamente, attraverso il piccolo schermo, quindi, davanti a tutti coloro, che, in quel momento sono in ascolto, grandi, piccoli, giovani, maschi, femmine, vecchi e neonati, che quella è la loro visione di vita e che va realizzata sfruttando al massimo tutte le situazioni che possono essere sfruttate.
L’aspirazione alla vita goduta è la prerogativa principale dell’essere umano e costituisce un anelito di vita; se, poi, questo principio si scontra con le limitate possibilità realizzative dei molti è un fatto, se, invece si incontra con le tantissime possibilità di potenza politica e finanziaria, dei pochi, è in altro fatto.
La morale come tale vale per tutti e deve dirigere il cammino dell’uomo.
Nella realtà di tutti i giorni non è così; una grande differenza c’è.
La differenza è data dalle diverse responsabilità.
Chi gestisce il potere perché lo ha ricevuto dalla massa degli elettori credo che si ponga su una dimensione diversa, rispetto agli altri.
Chi gestisce il potere politico deve assumere atteggiamenti, linguaggi, modelli coerenti alla funzione svolta, per potere indicare un trend ai modelli di vita dei milioni di cittadini.
Si prescinde da nomi, perché è il principio che si tenta di fare passare.
La morale non è un optional, né un “ fai da te “; essa o c’è o non c’è; o vale per tutti o per nessuno!!
Se dietro dichiarazioni di affermazioni di responsabilità c’è la copertura e la giustificazione di parte dei media e dei tanti politici e commentatori di parte, che avrebbero il dovere e l’obbligo di stigmatizzare fatti controproducenti forme e dignità, dei modelli sia del decoro politico, sia dei modelli di vita da indicare, si forzerebbe un atto per indurlo ad estraniarsi dalla sua stessa natura, per riportarlo, falsamente, alla normalità, cioè, come atto legale, dignitoso e fattibile, perché non condannabile da nessuna forma di morale.
Questa operazione avrebbe prodotto una trasformazione alienante: il fatto anormale e condannabile che si trasforma in fatto normale, accettabile, quindi, autentico e naturale.
Ecco, l’assurdo; ecco, l’accettazione dell’assurdo a fatto normale.
Nella realtà delle cose è assurdo che la morale “ fai da te “si sia, oramai, tradotta nelle forme dell’assuefazione passiva, quella che addormenta verso fatti accettati, anche se estraniati; la gente accetta e non si scompone; la gente, inconsapevolmente, sta riducendo le stesse parvenze del senso critico, la cui distruzione significa l’accettazione del “ tutto quello che accade è cosa normale, della stessa vita, quindi, autentico e naturale”.
Il mondo della politica reagisce a modo suo; interventi reattivi e formalmente duri, per un paio di giorni, poi, il silenzio avvolge fatti e persone e tutto si reitera in modo del tutto consueto e normale.
Il mondo politico non reagisce; nulla cambia e tutto si reitera sempre identico a se stesso, come i giri di giostra, che riportano allo punto in cui si è saliti.
Ha responsabilità la politica?
Ma, certamente!!
L’opposizione politica non sa reagire; grida e s’indigna sul momento, poi, nulla piu’!!!!
Dorme nella sua rassegnazione che sta divenendo endemica e radicata; incapace di organizzarsi e di ostacolare e riportare il tutto sui binari del decoro, della dignità, attraverso un’azione diretta e condivisa.
Infatti, la stessa politica è prigioniera nella tela del ragno, da cui non sa uscirne!!!
Il “ tacere politico e le coperture “, non sono il rimedio per continuare dentro la democrazia; sono elementi disgregatori, che nel tempo creeranno condizioni sfavorevoli, per innestare un discorso etico-morale a tutto campo.
E la massa dei cittadini che seguono, spesso indignati, cosa fa?
Nulla!!!
E’ rassegnata e si nasconde dietro i soliti commenti che lasciano il tempo che trovano.
Nulla cambia: il tutto si reitera e la giostra continua i suoi interminabili giri, ubriacandoci, tutti i momenti, con evoluzioni e giri di testa, che annientano, passivizzano, estraniano, ma, allontanano dalla norma, dall’autentico, dalla vera azione di libertà condivisa.
La vera libertà delle azioni è quella condivisa, quella accettata perché consona coi principi della moralità, dell’etica e della deontologia.
La società italiana, con la su costellazione di valori, di potenzialità, di capacità creative ed organizzative, etc… verso dove si sta dirigendo?