Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità
LAPRIMAVERA

IL PARTITO DEMOCRATICO CONTRO LA FINANZIARIA

21 Giugno 2010 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Di Cesare Pisano

imag_10961556_55100.jpgLa manifestazione del 19 giugno al Palalottomatica di Roma è stata un grande successo del Partito, sia nei contenuti, sia nell’organizzazione; infatti, se i contenuti hanno toccato le corde più vibranti della crisi in atto, gli interventi si sono rappresentati nella sostanza fortemente determinati a scandire la vera identità del Partito, attraverso interventi, che hanno saputo attirare applausi, consenso ed identificazione.

Ho scorto una forte aspettativa non più frustrata, ma, identificata in tutti i contenuti dei relatori; ognuno che si avvicendava dava l’impressione di rappresentare tutti i militanti PD nelle loro aspettative; i contenuti erano quelli che tutti, finalmente, si aspettavano da questo PD.

Sicurezza, determinazione, ironia ed affondi, senza mai scadere nel superficiale o nell’ovvio.

Proprio l’immagine che la gente vuole, per sentirsi guidata e protetta.

Come al solito, da parte avversa e mi riferisco ai presunti soloni sostenitori dell’attuale politica delle destre e, anche, a coloro che formalmente la combattono, c’è stata qualche critica, quale frutto di solido conformismo, che non scorge positività al di là del proprio naso; un naso dal fiuto breve e limitato; e lo dimostrano le tante leggi e leggine, e molto di queste ad personam, che nulla hanno a che vedere con gli interessi veri di tutti gli italiani, elementi che dovrebbero captare l’attenzione costante critica di tutti sul negativo, che, giornalmente, viene propinato da una politica che insegue solo interessi di parte.

Questi soloni si dimenticano di tutto questo per sputare il frutto del loro consolidato conformismo sull’azione PD.

I vari relatori si sono accostati alla manovra per sottolinearne le lacune vaste e la totale mancanza di incidenza nella crescita dell’economia italiana.

Non a caso trattasi di una finanziaria osteggiata da tutti i settori del sociale, che, con le loro critiche e manifestazioni, hanno saputo isolare la maggioranza che governa.

Dalla Spicola, docente palermitana di una scuola media, a Scalfaro, da Errani a Chiamparino, fino alla chiusura del segretario Bersani, è stato un susseguirsi di tematiche e di critiche su fatti del sociale, che viviamo tutti i giorni e che solo i ciechi o coloro che, omologati al sistema, restano trincerati in posizione di arretramento ed incapaci di pensare a nuove idee o ad una politica di qualità diversa, possono non vedere.

Non a caso l’attore Gifuni ha spolverato le idee di Pasolini, quando la voce del poeta, sembrando provenire dalla solitudine accecante di un deserto africano,  anni fa, profetizzò il genocidio culturale; e Gifuni va oltre: “ viviamo tempi bui, opachi e molto, molto pericolosi; perché il genocidio culturale di cui parlava Pasolini 40 anni fa si è compiuto; siamo in un’epoca di post genocidio culturale”.

Parole dure, riportate alla superficie per ricordare che la morte della cultura segnerebbe, certamente, la fine di una storia.

L’Italia ridotta a tagliare i fondi alla cultura,  si pone all’ombra del cono d’ombra di un tempo obsoleto, che annuncia l’arrivo di corvi neri, pronti a depredare la sostanza di un grande Stato e del suo futuro.

Basti pensare alla distruzione della memoria storica, prosegue l’attore Gifuni, perseguita negli ultimi ventanni; la distruzione della memoria, ha due obiettivi: dimostrare che tutto sia uguale a tutto e che ogni giorno si può dire e fare quello che si vuole, perché non c’è memoria.

Un discorso forte da cui emerge la coscienza artistica che grida in difesa della cultura, falcidiata dai tagli.

Infatti, una politica di tagli alla scuola ed alla cultura non potrà mai essere di qualità.

Una società degradata e non solo dalla crisi in atto, ma, da un modello che non regge, abitato da furbi, da speculatori senza scrupoli, da corrotti e corruttori, da una politica che vola bassa, da interessi solo personalistici, da leggi che sanano situazioni illegali come lo scudo fiscale, col rientro solo del 5%, mentre la restante somma non pagata al fisco, rientra come capitale, decurtato solamente di quel 5%, che è una cifra talmente irrisoria, che ha il sapore di un premio, più che una sanzione di tipo fiscale.

Critica forte, quindi, com’era da aspettarselo, da parte di tutti, senza remore ed enfasi; determinata a fare comprendere come essa manchi degli elementi più dinamici ed importanti, quali il principio di equità; essa è troppo sbilanciata e cade tutta sulle spalle del ceto medio-basso, che, storicamente è il ceto che sopporta tutti i pesi sostenibili, passati, presenti e futuri; il ceto medio-alto ed alto nemmeno si accorge dell’esistenza della crisi; il patrimonio di questi soggetti sociali non viene intaccato, ed in molti casi, per via delle speculazioni ben gestite, si arricchisce.

Un’ingiustizia che dura nella storia e che nella Manifestazione del PD è emersa con veemenza, da parte di tutti, ma, soprattutto, del segretario Bersani  che ha posto, con veemenza, l’accento sul principio, ancora da attuare, che la crisi va sopportata in maniera proporzionale alla ricchezza: CHI PIU’ HA PIU’ DOVRA’ DARE ALLO STATO.

Fino a questo momento della Storia d’Italia, siamo davvero lontani dal concepire un principio che è nella sua sostanza molto equo e giusto.

Se siamo lontani da questo principio vuol dire, semplicemente, che il principio attuativo attuale è iniquo ed è ingiusto; cioè, il carico fiscale è scaricato al 100% delle limitate entrate, sull’economia debole delle famiglie appartenenti al ceto medio-basso; è in questo ceto che allignano i problemi sociali dovuti alla disoccupazione, al precariato, alla lotta per mantenere le famiglie dentro una struttura di vita appena, appena dignitosa: spese per la scuola, asilo, alimentazione, affitto casa, lavoro, macchina, telefono, luce, gas, etc…

Tutti gli altri vivono di sprechi e non conoscono disagi economici o limiti alle spese.

Questo quadro è ingiusto e non condivisibile; esso affiora, prepotentemente, nei momenti di crisi, ma, anche, nei momenti di normalità è captato dalle coscienze attente e vive, come la fascia limite, che determina gli scompensi sociali, le difformità, le differenze, gli scontri, le disarmonie: da un lato i deboli, dall’altro i forti, costretti a vivere, gli uni accanto agli altri.

La determinazione di Bersani su questo principio determina automaticamente la vocazione e l’identità del Partito.

A quanti, ancora, si chiedono nei salotti televisivi che il PD sia confuso, che non ha una linea ed un’identità, io rispondo, che il loro conformismo al sistema li annebbia; cede la loro critica, per divenire un grande luogo comune, di tipo reazionario, servile al sistema di potere.

Il PD ha già trovato la sua strada e la sua vera identità; l’identità non è un caratteristica che si va a comprare nei supermercati, ma e‘ insita nell’azione che il Partito sa darsi, nel momento attuale della sua Storia; quindi, in questo momento, l’identità del PD si identifica con questo semplicissimo principio: CHI PIU’ HA PIU’ DOVRA’ DARE ALLO STATO IN TERMINI DI FISCALIZZAZIONE, SOPRATTUTTO NEI MOMENTI DI FORTE CRISI.

Un altro elemento che possa fare comprendere l’identità del Pd viene quasi gridato da Bersani, quando al termine della lettura dell’articolo 3 della Costituzione, afferma che trattasi di un articolo, che, ancora, non ha trovato la sua attuazione.

Il PD deve impegnarsi e deve risultare evidente che nella sua azione ci sia l’intento di riformare la società, legiferando nel senso di tutte le rimozioni ed i limiti sociali, che impediscono la naturale attuazione dell’articolo 3 della Costituzione.

Una manovra che dovrà essere necessariamente cambiata in positivo, spostando i vari pesi verso chi li potrà sopportare con tranquillità, è quello che emerge con insistenza e razionalità dalle parole di Bersani:

“spostare il peso dal lavoro e dalle imprese alla rendita e alle posizioni dominanti”… rafforzando la lotta all’evasione fiscale, aumentano le aliquote sulle rendite finanziarie (esclusi i Bot) dal 12,5% al 20%, e abbassando dal 27 al 23% quella sui conti correnti, dove i pensionati riescono ad accumulare qualche risparmio. Insomma “chi ha di più deve contribuire di più. Ma quante volte dobbiamo dirci liberali prima di toccare un petroliere? Ma quanti turni devono fare gli operai perchè si possa toccare un petroliere? 18, 36, 50? Andremo a disturbare anche i protagonisti del più colossale scudo-imbroglio se gli evasori avessero pagato il giusto con 105 miliardi avremmo fatto due manovre. Ma il governo li premia esentandoli dal redditometro, dicendo che si violerebbe un patto. Non è stato peggiore violare l’accordo con gli insegnanti sugli scatti d'anzianità? fammi capire, non erano patti quelli lì?”

Un pensiero costruito da parole realistiche e dure, perché vere, perché vanno a segno, senza ipocrisia e giri di parole.

Un pensiero che determina il solco su cui si sta muovendo il PD; un’identità che fa riconoscere il Partito da tutti gli altri; che lo individualizza in un’azione di alta politica i cui contenuti sono il prodotto di una volonta’ cosciente che non parla alla pancia dei cittadini, per captare il loro voto ed illuderli, ma, all’intelligenza viva dei cittadini ed ai loro realistici bisogni, quelli che vivono tutti i giorni, per lottare insieme e costruire una società totalmente diversa nella sostanza, nell’etica, nel lavoro, nella formazione, nella ricerca, nella dignità: NELL’ESSERE VERI ITALIANI COESI ED UNITI CONSAPEVOLI CHE CHI GUIDA INDICA SOLO LA STRADA, MA, IL PERCORSO LO SI FA INSIEME.

In un momento storico in cui la Lega minaccia secessioni e di cancellare l’inno di Mameli, il Pd risponde con un secco No.

La priorità sociale italiana, che precede qualunque tipo di azione, è data dalla sua unità e coesione: GUAI A CHI LA TOCCA !!!!!!!

…ecco, anche, questo semplice principio diventa un altro elemento d’identità del PD.

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post