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LAPRIMAVERA

L’ONDATA DI DEMOCRAZIA DEI PIDIANI A ROMA L’11 DICEMBRE

5 Dicembre 2010 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Di Cesare Pisano

bersani.jpgIl momento storico ha raggiunto il suo acme, in questo scorcio di fine decennio del nuovo secolo, in uno scontro politico che potrebbe sembrare anormalo, ma, che rappresenta l’ultimo duello all’interno delle destre per superare passività, interessi personalistici, una politica lontana dai veri bisogni dei cittadini, attraverso l’affermazione di una democrazia liberista moderna di centro destra capace di confronto leale e dignitoso con le opposizioni di sinistra, capace di un progetto reale e realizzabile, da superare l’impasse che il PDL, coi suoi berluscones, ha impresso agli italiani, sprofondandoli in un impasse che passivizza e paralizza tutta la vita e che si è dimostrato incapace di affrontare e superare i problemi.

Dallo scontro tra finiani e berluscones, tutto interno nello spazio delle destre, si sta combattendo lo stesso futuro delle idee liberiste conservatrici, come un mondo di idee, tradizioni, valori, per ridare vitalità ad una politica che si stava arenando su rivoli personali e sull’incapacità di scorgerne i limiti, per una mancanza di assoluta progettualità e qualità nelle politiche governative; basti pensare ai tanti tagli indiscriminati operati, senza una vera priorità di valori e contenuti.

Stiamo assistendo ad una specie di sfida all’OK Korrall: da un lato i berluscones e dall’altro gli ex-berluscones, i finiani.

Il duello si concluderà il giorno 14 di dicembre e sentenzierà la definitiva caduta dei berluscones, che saranno costretti a cedere il potere contro un’opposizione agguerrita e forte del numero parlamentare, alla Camera, degli ex-berlucones, oramai, trasformati in finiani.

Le opposizioni saranno in grado, quindi, per guerra politica all’interno delle destre, di abbattere politicamente le destre che governano e di cambiare la politica italiana.

L’anomalia della caduta del Governo, ad opera di quanti hanno contribuito alla sua affermazione politica, attraverso la fusione dei finiani di AN e dei berlusconiani di Forza Italia, non pare sia stata realizzata per caso o per fatalità.

La posizione politica di incertezza e di “ temporeggiamento “ attuata da Bersani ha prodotto una visione politica dentro cui è cresciuta l’idea-riformatrice-finiana, che ha prodotto l’attacco frontale e diretto a tutti quei gangli del PDL, da cui è emerso il conflitto, che porterà a quel cambiamento a cui nessuno credeva:  rendere nudo il re ed il suo apparato e costringerlo alla resa.

L’attacco al mondo mummificato, nella struttura piramidale del Partito-Capo-Padrone del PDL, ha portato alla nascita di FLI e, quindi, alla sconfitta del PDL.

Il PD di Bersani si è visto aprire un’autentica autostrada, che lo porterà al potere dell’Italia, insieme agli alleati, alle prossime elezioni politiche.

La sua posizione di “ apparente incertezza “, ma, determinata e precisa a non concedere sponde, né alle sole sinistre, né, totalmente, ai centristi, con possibilità di schieramento, sia verso il centro di Casini, sia verso la sinistra di Vendola, ha aperto quell’autostrada, che Fini ha potuto percorrere, distruggendo la falsa democrazia dei berluscones ed il loro tornacontismo.

I finiani, forti di un Pd che li avrebbe costantemente appoggiati nelle votazioni contrarie alle proposte di legge dell’ex-maggioranza in Parlamento e sensibili ala possibilità di un governo di salute pubblica coi pidiani, si sono imposti, nell’attuazione del loro disegno, con forte determinazione: dare agli italiani un Partito l’FLI i cui valori, idee e prassi politica avrebbe rappresentato i valori, liberisti, del mondo moderato-conservatore del centro destra, senza fare sconti ad estremismi o ad influenze negative e personalistiche.

Il risultato sarà raccolto da Bersani, come un frutto maturo, l’11 di dicembre, quando le moltissime schiere territoriali, organizzate dalle migliaia di Circoli, permetteranno ai pidiani di salire sui bus e sui treni per concentrasi in Piazza S. Giovanni a Roma, ove il loro leader racconterà il progetto del PD per gli italiani, dentro il programma del “ Rimbocchiamoci le maniche “, su 14 punti.

Il PD si rivolge a vasti gruppi della società  che condividono tradizioni, moderatismo, cultura, i valori della democrazia, della tolleranza, della Patria, dell’unità, della modernità sobria avulsa da estremismi, della coesione sociale, della solidarietà, dell’integrazione e del lavoro, come elemento centrale nella vita umana, del merito, della qualità….etc..

I pidiani non devono, né possono essere considerati un movimento di opinione; non lo sono, sono un gruppo vasto e socialmente omogeneo, che si riconosce e condivide tutti i valori del riformismo moderato laico e democratico italiano, sano e combattivo, ma, pronto al confronto su tutti i grandi temi della modernità e della globalizzazione; pronto ad accettare la sfida del futuro, per impostare il presente, come sistema di esistenza valida e vivibile.

Basti vedere la compattezza che resta immutata nel numero, con delle piccole variazioni in punto percentuale, nonostante il cambio di tre segretari, sconfitte elettorali, critiche interne ed esterne, fuoriuscita di alcuni politici, attacchi di una parte del gruppo dei giovani, facenti capo a Renzi, attacchi dalle sinistre e dai vendoliani…

Per i pidiani e’ giunto il momento tanto aspettato, quello di prospettare l’altra faccia dell’Italia, l’Italia degli onesti, dei meritevoli, dei più capaci, di coloro che hanno sempre pagato le tasse, in silenzio, perché sanno che senza tasse non c’è servizio pubblico verso i cittadini; dei lavoratori, degli umili e dei modesti, degli artisti e degli intellettuali, dei giovani e delle donne, degli anziani …..degli immigrati onesti che vogliono restare e che si sentono italiani.

''Noi – spiega Bersani – ci prepariamo a fare la nostra manifestazione, l'11 dicembre qui in piazza San Giovanni, per dire al Paese il nostro progetto. Non diremo solo che Berlusconi deve andare via, quello lo stiamo dicendo tutti i giorni, invece, diremo cosa vorremmo fare per mettere insieme un po' di riforme per affrontare questa situazione drammatica, a partire dal primo problema, quello del lavoro. Vogliamo mettere in piedi un percorso che trasformi la rabbia in energia positiva e costruttiva''.

Quindi, i pidiani si apprestano ad assaltare la diligenza ed a proporre un’Italia diversa, più legale, a partire dal mondo del lavoro, dal Sud, dai precari, dall’immigrazione, dalla scuola, dall’ambiente, dal fisco.

L’onda dell’energie attive e democratiche dei pidiani monterà nella piazza romana il giorno 11 di dicembre ad esondare di valori il territorio italiano e ad anticipare quella probabilità di cambiamento che dovrebbe avere inizio il giorno dopo la caduta dell’ex-maggioranza.

 

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