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LAPRIMAVERA

FU VERO COMPLOTTO?...ai posteri l’ardua sentenza!!! di Cesare Pisano E’ da tempo, da molto tempo che l’Italia è diventata il teatro o il teatrino di fatti di una certa gravità, che ne rapprese

27 Novembre 2010 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

di Cesare Pisano

d.jpgE’ da tempo, da molto tempo che l’Italia è diventata il teatro o il teatrino di fatti di una certa gravità, che ne rappresentano il degrado, che emerge sornione e che si impone con tutta la sua drammaticità.

Per non andare troppo indietro nel tempo, di questa storia italiana, basti considerare alcuni aspetti e fatti che ne determinano la metafora; naturalmente, fatti reali e veri e non inventati.

Da qualche giorno sono partite le inchieste sulle società Enav e Finmeccanica: due colossi del nostro fatturato produttivo, che ci proietta nel mondo globalizzato; a giorni usciranno notizie che potrebbero choccare il mondo globalizzato, attraverso le rivelazioni dal sito Wikileaks; Anno Zero che riprende fatti italiani degli anni di Borsellino e Falcone e le stragi mafiose, nel tentativo di sottomettere lo Stato; il processo dell’Utri, che, pur non aggiungendo novità, tocca corde molto delicate di connubi strani; le macerie di l’Aquila; il crollo della casa dei gladiatori a Pompei; le montagne di immondizia nel napoletano; l’espulsione dei finiani e la nascita del nuovo Partito FLI di Fini; lo scontro studenti-polizia e l’attacco alle sedi del Parlamento; immigrati sulla gru e studenti sul tetto, a manifestare una ribellione ad un Governo che non sa dare risposte……

Sono parte di una realtà che si fa sempre più grave e sempre più normale; infatti, nulla cambia in meglio e tutto si reitera nella manifestazione di un dramma, che, nella sopportazione del popolo napoletano, identifica la proiezione del dolore e della rassegnazione, in una rappresentazione, che ha raggiunto l’orlo della sopportazione di tutta la gens italiana, o, almeno, della più cosciente e riflessiva, che vede, ma non sa a chi affidarsi, per risolvere i problemi.

In questo scenario da incubo, scorre la vita come un normale ruscello, ed è in questo scenario pietoso che la ex-maggioranza abbozza l’idea e cerca di farla passare come il progetto di un complotto:

«Siamo all’attacco finale. Qui va monitorato tutto, pure la situazione internazionale». 
Poi, dal CDM esce un comunicato, pubblicato dall’Asca il 26 di novembre, in cui si afferma che il Governo non ha mai parlato di complotto, ma ha fatto riferimento a fatti lievitati dai media, per screditare l’immagine dell’Italia, per la qualcosa, l’Italia si deve tutelare.
Cosa sarà contenuto nelle rivelazioni del sito Wikileaks non si sa; l’annuncio aumenta la fibrillazione e mette in allarme gli Stati ed i rapporti con la Storia del Governo statunitense.
In che modo, si chiede l’italiano, l’Italia dovrebbe tutelare la sua immagine; da chi e da che cosa?
A cosa vale la tutela dell’immagine, se sotto l’immagine cova la tragedia di tante famiglie, come succede nel napoletano, invasa dall’immondizia?
L’immagine si salva se il Governo è in grado di ri-costruire dalle macerie le strutture architettoniche di l’Aquila e ridare serenità ai concittadini.
Se affronta e risolve il problema dei collusi politici e la malavita.
Se elimina dal Parlamento tutti coloro su cui pendono i procedimenti penali per collusione o concorso esterno.
Se sana l’immagine negativa data dalle montagne di rifiuti accumulati nei decenni nel napoletano.
Se sana la problematica degli immigrati sulle gru o degli studenti sul tetto della facoltà, che chiedono interventi veri e di essere ascoltati nei loro bisogni.
Se risolve i problemi, sempre più gravi ed in espansione, ai tanti che non arrivano alla fine del mese e che sono costretti a stringere la cinghia?
Se risolve il precariato esistenziale e non solo da lavoro.
Solo un grande senso di responsabilità indirizzato alla chiamata delle forze dell’opposizione al confronto vero, e non quello finto, di tipo parlamentare e democratico ed alla loro collaborazione, potrebbe essere lo strumento decisivo, per proiettare l’Italia verso la sua vera Immagine di grande Stato e di grande civiltà e cultura.
Ovvero, un atto di autentica responsabilità  nel decidere di consegnare il mandato nelle mani del Capo dello Stato.
Chi crede che in 15 giorni il problema campano dell’immondizia venga risolto?
Nessuno!!!
L’insistenza verso forme che portano a tutti i costi a colmare la lacuna dei parlamentari mancanti, sostituendoli con elementi politici di altre formazioni e di altri programmi, solo per la sopravvivenza e l’instabilità del sistema, è fortemente limitativo di quell’immagine che si vuol difendere per salvare l’Italia.
Il complotto non esiste e non c’è un motivo razionale che porti a questo.
Superato questo scoglio immaginario resta il problema della governabilità.
Questa maggioranza non è più tale; non ha i numeri per governare, né è in grado di procurarseli….( va sotto ad ogni votazione, basti che le opposizioni presentino emendamenti contrari alle proposte del Governo )….ed il procurarseli diventa una caduta di stile e dell’immagine dell’Italia!!!!
Ed allora?
A decidere sarà il Capo dello Stato, per diritto costituzionale.
La soluzione di aprire le urne, per nuove elezioni, non è razionalmente fattibile; infatti, le opposizioni sono del parere di eliminare l’attuale legge elettorale e rifarla, in modo condivisibile.
L’attuale legge, basata sul premio di maggioranza, che è un assurdo giuridico, e sulla formazione delle liste con nomi scelti dal segretario, diventa un obbrobrio, che toglie il diritto di scelta all’elettore e che abbassa l’immagine dell’Italia; abbassa quell’immagine che si vorrebbe salvare.
L’immagine dell’Italia si salva assumendo le responsabilità e prendendo decisioni vere ed autentiche, mirate alla soluzione dei problemi, ma, soprattutto, alla loro condivisibilità, da parte di tutti gli italiani.
Ma, fino a quando permangono problemi insoluti ed i miasmi dell’odore delle spazzature invadono le città, allontanando il turismo, ed i  nostri giovani scendono nelle piazze o salgono sui tetti, si dà dell’Italia un’immagine semplicemente negativa.
Ma, quale immagine dell’Italia si vorrebbe salvare?

 

 

 

 

 

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