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LAPRIMAVERA

LA PREVEDIBILE IMPLOSIONE DELLE DESTRE

15 Giugno 2011 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Di Cesare Pisano

Dopo la caciata di Fini, che aveva anticipato, criticando l’inadeguatezza del PDL, a realizzarsi come Partito moderato-liberale, la possibilità di debacle politica nel tempo; dopo la sonora sconfitta alle amministrative, caricate di carattere politico dal Capo, soprattutto, nelle città di Milano, ove le destre hanno governato da sempre e di Napoli, dove la politica dei proclami si era rappresentata come un modello d’intervento tempestivo e d’immagine mediatica; arriva la sonora sconfitta dovuta alla valanga dei si contro leggi ritenute importanti dalla politica delle destre, soprattutto, il nucleare, l’acqua ed il legittimo impedimento, sui quali si era stesa la furbizia di scorporare le elezioni amministrative dai quesiti referendari.

Infatti, l’implosione delle destre sembrava annunciata dal tempo della cacciata di Fini; il buco di una possibilità di caduta immediata, delle destre, dovuta all’uscita di Fini ed alla formazione di FLI, viene superata da un mercanteggiamento di nomi, che passano, rapidamente, a sostenere il Governo, come gruppo di responsabili; molti di costoro, invero, sono provenienti dalle file di Partiti, che si erano schierati, fino a qualche giorno prima, contro il Governo e che avevano svolto campagna politica contro le destre.

Il Governo si era illuso e, ancora, s’illude di potere sopravvivere politicamente, basando la sua leggerissima attività politica su una maggioranza solamente numerica, perché politicamente essa finisce con la cacciata dei finiani e con la nascita di FLI, che si schiera contro, passando all’opposizione.

A questi errori, dovuti a una conduzione politica leggera e ad una mancanza vera di produttività legislativa favorevole, per una ripresa economica e per affrontare i temi di fondo dell’occupazione, del precariato, del fisco, del debito pubblico, della morale e dell’etica, etc…si devono sommare comportamenti, valutazioni, atteggiamenti, richieste continue di fiducia, capaci di annullare il dibattito parlamentare e di creare una politica monolitica non condivisa, se non dalle sole destre, che navigavano convinte, intorno l’alone santificato del Capo, la cui immagine, quasi per miracolo, avrebbe vinto qualunque ostacolo si ponesse contro…

Altro errore, in questa corsa verso l’implosione, è stato quello di considerarsi invincibili, superiori a tutti e di respingere qualunque tentativo di critica minima, che, in modo automatico era bollata come cattocomunista, come eversione, come nemico da abbattere…..

A tutti è capitato di notare come, tuttora, nelle varie apparizioni di confronto televisivo, gli atteggiamenti dei politici di destra sono di arroganza, di non fare parlare nessuno, di sovrapporsi a chi sa fare un vero ragionamento, di considerare altri inferiori, di affermare l’incapacità, sia del movimento politico avversario, sia delle qualità del politico con cui discutono; altro errore è la ripetitività costante, come un refrain, di contenuti, sempre identici, come fossero imparati a memoria, a prescindere dai contenuti e dalle varie possibilità di risposta, in un vero ed autentico dibattito……come se alle spalle un qualcuno muovesse di nascosto le fila…

Non ultimi, nella lista degli elementi che hanno fatto implodere le destre, sono da annoverare le furbate; interventi meschini finalizzati solo ad allontanare il pericolo di perdere; il principio al quale si sono attenuti è stato quello di evitare accorpamenti di elezioni e, per ultimo, quello tra le amministrative ed il referendum, con una perdita in denaro rilevante, in barba alla crisi economica ed ai tagli indiscriminati effettuati.  

L’esito del Referendum è quello dell’implosione delle destre;  PDL e LEGA, stanno per sbriciolarsi definitivamente.

Nella spartizione delle responsabilità la Lega è quella che, certamente, pagherà di più; la sua base aveva sostenuto un Partito valido e battagliero, capace di mettersi contro tutto e tutti, pur di affermare le proprie idee e principi; da quando il potere è passato nelle mani di alcuni leghisti, compreso Bossi, l’anima leghista si è scissa in due parti: quella romana delle poltrone e quella nordica della massa degli elettori.

Nel tempo, la base leghista è stata molto critica nei confronti del Capo del PDL e la cosa è stata totalmente ignorata dai responsabili leghisti, che, pur di portare in porto il federalismo (imperfetto e centralista!!!), hanno preferito giocare su un doppio binario, che non ha pagato, se non in termini di sconfitta, soprattutto, al nord, nelle amministrative, ove hanno perso a vantaggio del PD, che si è assicurato molte città, strappandole ai leghisti ed al PDL.

Oggi, la lega trema; il suo 10%, misero, potrebbe ridursi a quell’iniziale 4%, cosa che accadrà se non modificherà la sua politica e staccarsi dall’alleanza, per ritornare il Partito di prima.

A me sembra difficile; Bossi ha fatto parecchi errori e molti dei suoi, responsabili e Governatori, hanno votato si ai 4 i quesiti referendari, per quanto Bosi avesse “ ordinato “ di non recarsi alle urne.

Infatti, altro errore è stato quello di considerare il popolo italiano infantile e di consigliare cosa avrebbero dovuto fare; il popolo ha dato una risposta di coscienza, sia fosse di sinistra, di centro o di destra.

Domenica ci sarà la riunione del popolo Leghista a Pontida, per caricare la propria agenda di contenuti da richiedere al Capo delle destre…..

Ecco; io immagino che, di primo acchito, la lega potrebbe essere accontentata; ma, lo sblocco del patto di stabilità per i Comuni virtuosi, che permetterebbe di spendere denaro e togliere parte della disoccupazione; il fisco; l’uscita dalla guerra libica, lo spostamento di qualche ministero…sono decisioni fuori dalla portata della politica guidata da Tremonti…

Sembra che tutto vada bene tra i due alleati; non è così; la tenuta, secondo me, è forzata, sol perché il tutto è stato fermo ed il potere appariva integro, apparentemente; ma, adesso, dopo due sonore sconfitte; dopo che la pentola è stata scoperchiata, la Lega teme il suo elettorato e finalizza la sua azione al distinguo delle responsabilità, per non fare la fine del PDL, che pare si sia insabbiato, incapace com’è nella sua struttura di Partito, di uscirne fuori; infatti, la nomina di Alfano non è assembleare, ma verticistica ed unilaterale; la richiesta leghista sarà esosa e non trasferibile sul piano politico, nell’immediato; questo porterà all’implosione totale del governo, in quanto la Lega, per salvare se stessa, sarà costretta ad abbandonare l’alleanza, per tentare le elezioni.

All’implosione delle destre risponde il PD, che è riuscito, nelle due tornate elettorali a raggiungere il 29%, che lo avvicina al PDL, con proiezioni di superamento, per di diventare il primo Partito italiano.

Ci sarà, ancora, da aspettare…forse, tutta l’estate o forse, dopo Pontida……ma, il popolo, con due colpi ben assestati, ha detto di no alla politica governativa, che non ha modificato in meglio nessun settore sociale, economico e culturale: l’Italia è ferma ed è stata superata da molti altri Stati, inferiori a noi, sia storicamente, sia culturalmente, sia nell’industrializzazione tecnologica.  

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<br /> Si può avere svolto un ottimo lavoro! Comunque, la mia lingua, ma anche non piace questa buona scorta.<br /> <br /> <br />
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