NUOVI SCENARI
Di Cesare Pisano
Si aprono, ogni giorno, nuovi scenari; ma, l’idea di Bossi, se si realizzasse, darebbe il colpo finale alla morte annunciata di una maggioranza inesistente.
La sua idea di non dare la fiducia al governo porterebbe, secondo i piani leghisti, a nuove elezioni, per il ricambio del Parlamento.
Ma, un vero ricambio potrebbe esserci nel solo caso in cui fosse stata cambiata la legge elettorale; se essa dovesse rimanere così come la conosciamo, avremmo un altro Parlamento composto allo stesso modo, e, probabilmente, dalle stesse persone, elette, non per libera scelta dei cittadini, ma dai segretari di Partito.
La scelta dei segretari non va bene; in questa mandata elettorale si è dimostrata disastrosa; molti si sentono e sono legati a chi ha permesso loro di sedere sugli scanni del Parlamento, perché scelti dal segretario del Partito; infatti, con questa legge è bastata la presenza nella lista per essere sicuri di essere eletti.
E non deve essere cosi’; infatti, in questo modo al cittadino si sottrae il diritto di manifestare la sua libera scelta tra i nomi che la segreteria ha individuato; con una legge diversa non è detto che gli uomini voluti dal segretario, per assicurarsi, attraverso la loro amicizia, un certo comportamento, vengano, poi, votati.
Il pericolo di avere un Parlamento assuefatto ai voleri della segreteria, attraverso la presenza di amici e di amici degli amici, o di segretari, commercialisti, avvocati, faccendieri e segretari personali, è reale e potrebbe portare, come nell’esperienza in atto, ad una maggioranza che dispone di tutti il suoi politici per una politica, che spesso, è stata troppo personalistica e poco di garanzia e di tutela dei diritti veri del cittadino.
Infatti, questa situazione è stata una delle cause del dissidio critico del Presidente Fini nei confronti del governo e del Partito di cui è stato co-fondatore.
Sono convinto che ci sia bisogno di una nuova legge elettorale, che elimini qualunque forma di diceria e che sgombri il campo da illazioni.
E sono certo che un vero governo, rappresentativo degli interessi di tutti i cittadini, di qualità e veramente democratico, non dovrebbe lesinare di cambiare la legge elettorale e dare inizio ad un buon governo.
Stiamo, ancora, aspettando, sia la proposta di legge, sia il buon governo.
Alla Lega preme andare a votare subito e sfruttare l’onda del dissidio tra Berlusconi e Fini, per prendere voti al PDL nell’area del Nord, onde ottenere un maggior numero di parlamentari con cui alzare la voce ed attuare il proprio programma.
Ammesso che la formazione del centro destra riesca a vincere le elezioni!!
Questo progetto è nell’aria e si avverte attraverso le dichiarazioni giornaliere e gli atteggiamenti leghisti.
Attualmente la sensazione reale è che la titolarità del governo spetta al Capo; ma, nella realtà il governo è nelle mani di chi decide davvero le sorti: Tremonti e Bossi.
L’uno per l’economia; l’altro per la sicurezza ed il federalismo.
Nei nuovi scenari, poi si affaccia un’altra soluzione, quella che si potrebbe creare con la nuova formazione dei finiani decisi ad organizzarsi in Partito.
E si potrebbe aprire un altro scenario, abbastanza interessante: il Terzo Polo.
Casini-Rutelli- Fini; alleati per l’avanzata del Terzo Polo a contrastare sia la destra, sia il centro sinistra.
Diciamo che il contrasto sarebbe sul centro destra; infatti, costoro pensano di arricchire il loro bagaglio di voti dal centro destra, dalla morte elettorale del PDL, che come Partito non esiste, se non attraverso l’immagine, oramai, sbiadita, del Capo.
Scenari possibili e che tra non molto potranno costituire la realtà politica del Paese.
La Lega aumenterà i suoi voti di sicuro; al nord gli elettori sono pronti a passare dal PDL alla Lega; che ha gestito la politica del governo e l’ha condizionata fortemente, dimostrandosi un Partito che sa quello che vuole.
Naturalmente ed è visibile a tutti, che se il processo breve non passasse, come non passerà, e se una legge di copertura del Capo non ci potrà essere, si aprirebbero altre vie ed altri scenari; direi molto deleteri per il PDL e la sua sorte politica.
Non vedo nel PDL grandi politici, capaci di contrastare Fini ed i finiani, che si stanno rivelando molto più attenti e molto più strateghi.
In questo magma incandescente di lava politica restano il PD, l’IDV ed i SEL di Vendola.
Credo che costoro debbano unirsi rifacendo una specie di anima ulivista per contrastare le destre ed il possibile Terzo Polo.
Il problema del centro sinistra sarà la scelta del Leader; nel senso che la scelta naturale cadrebbe su Bersani, leader del Partito maggiore; ma, altre nforze, vorrebbero Vendola…; come finirà?
Terminerà col verdetto delle Primarie; lo strumento collaudato dal PD per l’elezione del segretario del Partito; l’incognita potrebbe essere la presenza in voti di quanti, pur non essendo PD, si presenteranno a votare.