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LAPRIMAVERA

SI RITORNA A PARLARE DI IMMUNITA’: ARTICOLO 68 DELLA COSTITUZIONE

10 Ottobre 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

L’attuale articolo 68 della Costituzione è molto chiaro:

                                               

 

                                                 Art. 68

 

“ I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazione, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza “.

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Oggi, i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere sulle loro opinioni di natura politica ed inerenti alle loro funzioni.

E non devono rispondere nella libera espressione del loro voto politico.

Invece, occorre l’ autorizzazione a procedere, da parte della Camera a cui appartiene, nei casi di perquisizione personale o domiciliare; nel caso di arresto o quando viene privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione.

Invece, occorre la richiesta dell’autorizzazione nei casi di intercettazione telefonica in qualunque forma di conversazione o comunicazione.

Occorre l’autorizzazione in caso di sequestro della corrispondenza.

Non è ammessa alcuna autorizzazione della Camera a cui appartiene nei casi in cui esiste una sentenza irrevocabile di condanna, nel caso in cui venga colto nel momento in cui compie un delitto, per il quale è previsto l’arresto, perché colto in flagranza.

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Nel 1993 il Parlamento cambia l’articolo 68 ed approva la legge costituzionale ( in quell’occasione tutti furono compatti ) che cambiò l’articolo 68 in uno dei suoi contenuti.

Venne eliminata la richiesta dell’autorizzazione a procedere nei casi di processo penale a carico del parlamentare.

Il precedente articolo 68, infatti, prevedeva  che nessun membro del Parlamento senza la preventiva autorizzazione della camera di appartenenza, potesse essere sottoposto a procedimento penale; arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura

Dopo la dichiarazione dell’incostituzionalità si cerca il ritorno all’immunità parlamentare per ripristinare e restaurare l’articolo 68, così com’era all’origine,  introducendo la richiesta di autorizzazione a procedere penalmente prima di iniziare un procedimento giudiziario penale nei confronti di un parlamentare.

Su questo ennesimo tentativo credo che in Parlamento ci sarà scontro politico veemente.

Le opposizioni saranno chiamate ad arginare un modo di fare politica che non è accettato dalla coscienza dei cittadini.

Si deve avere chiaro nella mente e nella coscienza che fino a quando trattasi di opinioni politiche e libertà di voto il parlamentare possa godere , in merito alle sue funzioni la massima libertà.

Ma nei casi in cui il parlamentare venisse chiamato, quale imputato in un processo penale, sarebbe opportuno che la magistratura potesse continuare la propria azione, senza dover chiedere l’autorizzazione a procedere alla Camera d’appartenemza.

L’immunità a non procedere penalmente toglie dalle responsabilità non relative alla mera funzione politica il parlamentare che ha richiesto voti ai cittadini.

Un processo penale vuol dire violazione della legge per un reato su cui la Magistratura indaga; credo che debba essere nelle aspettative di tutti i cittadini conoscere la verità se il parlamentare abbia o no violato le leggi penali.

Cosa c’è di strano in tutto questo?

Perché tornare indietro ed invocare il ripristino del testo originario dell’art.68, quando nel 1993 tutti furono d’accordo al suo cambiamento?

Probabilmente onde evitare che qualche cittadino più speciale e più uguale, rispetto ad altri miseri mortali, possa essere sottoposto a procedimenti penali.

 

 

 

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