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LAPRIMAVERA

ESANI DI STATO - ESAMI DI LICENZA MEDIA MEDIA

16 Maggio 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

 

Ci avviciniamo rapidamente agli esami di Stato ed all’esame di Licenza media; la riforma annunciata, a quanto pare, non ci sarà; il governo ha frenato, e la Gelmini, che aveva scatenato molte reazioni ed apprensioni tra gli studenti e la famiglie, resta, per molti aspetti, congelata. 

Infatti; le tre novità che il decreto aveva previsto per gli esami di licenza media non potranno entrare in vigore quest’anno, ma il prossimo anno, perché i tempi di attuazione e l’iter per l’approvazione del regolamento, arriverebbero a ridosso degli stessi esami. 

Le tre novità, che , per quest’anno, non saranno applicate, sono: 

- Il voto finale doveva essere calcolato con la media aritmetica di tutte le prove,

- La lode per i più bravi, coloro che avrebbero raggiunto i 10/10,

- Il voto di ammissione agli esami doveva essere espresso in decimi

Pertanto, non ci saranno né lode, né volto in decimi per l’ammissione e né la media aritmetica di tutte le prove.

Nella realtà degli esami nulla cambia e le vecchie regole permangono.

Ma, la procedura prevede un’unica novità, che riguarda il voto di condotta, che, come tale, essendo considerato voto a tutti gli effetti, concorre con i voti di profitto di tutte le materie, per fare la media.

Il problema nasce e si evidenzia meglio agli esami di maturità, allorquando il voto di condotta farà media coi voti di profitto delle materie per, poi, concorre nella determinazione del credito scolastico.

Ed è in questo punto che c’è una forte contraddizione nella legge Gelmini.

Infatti, come, ha dichiarato Mariangela Bastico, responsabile scuola del Partito Democratico, la legge Gelmini non colpisce coloro, che, per cattiva condotta, subiscono un voto di insufficienza che li porterebbe alla bocciatura o ad una media inferiore, rispetto i più bravi.

Se i voti di condotta faranno media e verrebbero inseriti nei crediti, si avrebbe il paradosso che gli alunni con voto di condotta altissimo, potrebbero colmare deficienze e lacune nelle materie di profitto e potrebbero, nella realtà degli esami, superare altri alunni, con voto di condotta più basso, ma con voti di profitto più alti; i quali si vedrebbero raggiunti nel merito, proprio da coloro che, invece, dimostrano un profitto meno brillante.

Questo paradosso, nella realtà e nella vita degli alunni, futuri professionisti, sarebbe un grave danno, perché, pur dimostrando capacità e qualità superiori, rispetto coloro che, invece, vantano un voto altissimo di condotta, si troverebbero, poi, svantaggiati.

Coloro che, a malapena, raggiungevano in qualche materia la sufficienza, o, addirittura, si dimostravano lacunosi, potranno, se, in classe fanno gli angioletti, avvantaggiarsi di un voto di condotta che, nella media, colmando le lacune, li porterebbe sullo stesso livello dei più bravi.

Non è solo un paradosso; è una palese e reale ingiustizia, che intacca il merito.

Probabilmente si vorrebbero degli studenti ossequiosi, bloccati nei banchi, che non chiedono mai di uscire per andare ai bagni, etc.; e, si cerca, invece, di bacchettare i più vivaci, le intelligenze più vive, che sono portate ad avere una personalità più marcata e dinamica.

L’educazione repressiva familiare contro l’educazione libera e dinamica di altre famiglie.

A prescindere, comunque, il problema non è il tipo di educazione, o quale tra le due è preferibile; il problema tocca la forma di giustizia che fa leva e si fonda sul merito, sulle effettive qualità di un giovane e non sul suo starsene, magari in modo passivo e meno ricettivo, seduto nel banco a guardare i docenti, ma con l’occhio spento, rispetto ad altri, che hanno un’immediata capacità ricettiva dei contenuti ed un dinamismo energetico-psichico diverso e più intuitivo, che li fanno essere più intelligenti.

Io ho insegnato per quarantanni e non ho mai applicato il voto di condotta, come merito nella valutazione degli alunni; semmai, l’impegno e la serietà, come elementi da valutare nel profitto.

I Consigli di classe, responsabili dei voti di ammissione, valutando l’impegno, la volontà e la serietà hanno in mano elementi sufficienti per incidere, moderatamente, sui profitti un po’ scarsi; ma, mai da fare concorrere questi alunni con coloro che, oltre queste doti, ne palesavano altre, che ne determinano i meriti.

Non è col sistema Gelmini che si deve innovare e migliorare la scuola.

Chi considera il voto di condotta, quale strumento idoneo a colmare le lacune dei meno dotati, è colui che non vuole il bene della scuola, ma un suo appiattimento.

La società è frustrante, perché non è basata sulla scelta dei più meritevoli; se nella scuola diamo vita ad una palese ingiustizia, siamo certi che stiamo consegnando ai nostri giovani una società brutta ed ingiusta, ove ad essere massacrati psicologicamente sono e saranno, ancora, i più bravi; i più meritevoli.

 pubblicato in:

http://lanuovaalba.ilcannocchiale.it/

http://www.kligg.org/story.php?title=esani-di-stato---esami-di-licenza-media-media  

http://www.leftlab.info/  

 

 

 

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Benvenuto nel la community http://it.over-blog.com/com-1054830353/filosofia.html<br /> i anche otre<br /> <br /> Ciao da Parigi
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