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LAPRIMAVERA

LA RISPOSTA DELLE OPPOSIZINI ALLA PROPOSTA DELLA COSITUENTE DEL PREMIER

25 Maggio 2009 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

L'età storica che l'Italia sta attraversando sarà ricordata come un momento di negatività; dovuto all'arroganza di un potere tutto proteso a manifestare la libertà assoluta del Premier, che, vantando un maggioranza enorme, per cause imputabili alla cattiva formazione politica del governo Prodi e dei suoi alleati, che ha condotto ad una rivoluzione in seno alla coalizione di centro sinistra, che ha visto  la nascita del PD, attua liberamente i suoi progetti e fa continuamente parlare di sé.

Una politica, la sua, di appoggio al carro della Lega, che, gestendo con forte determinazione la materia sicurezza ed il federalismo, è riuscita. con il ricatto politico di fare cadere il governo, ad attuare la sua politica; non ostacolata, anzi, ben supportata dal PDL.

E' di questi giorni il lancio in atmosfera elettorale della costituente e della necessita di limitare fortemente il numero dei parlamentari, onde eliminare la pletora attuale, che soffocherebbe lo snellimento dell'iter legislativo.

Infatti, sta facendo discutere tutti i Partiti la proposta del Premier di un'iniziativa popolare, per preparare un testo e ridurre il numero dei parlamentari.

La determinazione di volere il cambiamento a tutti i costi ha portato il Presidente dei deputati del PDL, Bocchino, a dire che la maggioranza è disposta ad andare avanti da sola nel caso in cui il PD non fosse d'accordo.

Il Premier, probabilmente, seccato ed infastidito dalla densa nube che in questi giorni sta scaricando una specie di tempesta dovuta al caso Noemi e dell'intervista rilasciata dal suo ex-ragazzo, cerca di distrarre i cittadini spostando il discorso politico verso una materia, quella costituzionale, che va, giustamente affrontata, ma, nei modi e nel tempo opportuni e con la condivisione del PD, come maggiore Partito oppositivo.

Lo scivolamento dell'Italia verso una forma autoritaria del potere, senza per questo indurre a conati di fascismo, drammatizza il modo di essere dei processi democratici, facendoli scivolare verso altre forme, certamente non fasciste, perché nulla é cambiato nell'assetto del sistema della democrazia e delle sue libertà totali.

Come cittadino, attento ad ogni cambiamento nella gestione del potere, mi sono accorto che il carattere aziendale insisto nel nostro Premier, che lo denota come uno dei migliori imprenditori, si sta espandendo alla stesa vita politica, nel senso di una sorta di privatizzazione dello stesso potere.

Basti pensare alle tante riunioni effettuate in casa del Premier, anziché nelle sedi opportune dello Stato.

Basti pensare a come lo stesso Premier si sia creata un'immagine molto simpatica, che fonde ed identifica il suo essere politico col suo essere privato.

Non si capisce più dove ha inizio il politico e dove finisca il privato.

La confusione è tale che, diventa difficile, per il normale elettore, capire , come nel caso Noemi, dove sta il fatto politico e dove risiede quello privato.

O, come nel caso Veronica, la moglie, dove risiede il fatto politico e dove quello privato: una vera confusione.

Su questi fatti, secondo me, dovrebbero essere i cittadini-elettori i veri giudici della realtà, che ci stanno propinando, molto liberamente.

Il problema, però, investe la sostanza della democrazia ogni qualvolta emergono conati di arroganza e di minacce, come quella di procedere da soli nella costituente, perché la maggioranza è convinta, che tutti gli italiani desiderano, proprio, la politica che Lega e PDL stanno mettendo in atto.

E non è così; infatti, chi conosce il modo di essere democratico sa che la Costituzione non può essere toccata se non condividendone i cambiamenti; perché la Costituzione nasce cove valore supremo, che garantisce diritti e doveri a tutti i cittadini e non solo ad una parte dei cittadini.

La Costituzione è di tutti gli italiani e va condivisa da tutte le rappresentanze politiche.

Se i contenuti del cambiamento saranno condivisibili dalle forze oppositive, a cominciare dal PD, perché Partito maggiore, è un fatto positivo; ma, se non dovessero essere condivisi, ma attuati, come al solito, a colpi di maggioranza e di forza politica, no; infatti non garantirebbero più tutti i cittadini elettori, ma soltanto coloro che votano, sostenendo l'attuale maggioranza.

E' in questo preciso momento storico che Franceschini lancia un'iniziativa comune, che possa coinvolgere, in un'unica azione di contrasto, tutte le forze politiche di opposizione IDV e UDC.

Contro un potere che si sta arrogando, giornalmente, un modo discutibile di procedere, non è tempo di divisioni politiche, ma, di unione d'intenti e di azione.

Altre iniziative,  tese a riunire tutte le forze di opposizione, anche, se provenienti da forzer politiche  fuori dal Parlamento, vanno, secondo me, prese in considerazione.

Credo che l'azione di opposizione dovrebbe estendersi a tutti coloro che sono in disaccordo con questo modo di procedere, per studiare un'azione concertata e determinata.

L'onorevole Di Pietro ha lanciato l'iniziativa di chiedere la sfiducia del Premier, che si voterebbe in Parlamento; secondo me, è una mossa sbagliata, perché non sortirebbe mai effetti positivi; infatti, la maggioranza schiacciante del numero dei parlamentari di destra la respingerebbe, facendosi quattro risate.

Non voglio giudicare questo tipo di proposta, ma, è tipicamente elettorale; rispondere di no alla proposta di Franceschini; e condizionare l'azione del PD, affermando che prima debba firmare la richiesta di sfiducia, palesa, secondo me, infantilismo politico e populismo.

Sono in questi momenti che emergono l'individualismo politico e la cortezza politica; il guadagno eventuale di pochi voti, ininfluenti ai fini politici, può fare solamente sorridere, ma lascia l'amaro in bocca; in questo modo, davvero non c'è speranza per fare si che le opposizioni, almeno, nei momenti cruciali della vita politica possano sincronizzare le proprie sinergie.

Anche, l'IDV di Casini ha dato risposta negativa.

 

 

 


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