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I GIOVANI GLOBALIZZATI INTERNAUTI SI SONO SVEGLIATI…… Di Cesare Pisano Il giovane internauta, globalizzato, disoccupato, senza futuro, dotato di titolo di studio, o, comunque di conoscenze, si è

4 Marzo 2011 , Scritto da cesare pisano Con tag #POLITICA

Di Cesare Pisano

six-protesters-killed-in-libya-clashes.jpgIl giovane internauta, globalizzato, disoccupato, senza futuro, dotato di titolo di studio, o, comunque di conoscenze, si è svegliato e riversato nelle Piazze; le ha invase ed ha lanciato il suo grido di guerra contro tutte le forme capaci di sclerotizzare il suo futuro, attraverso strutture mummificate, che annientano qualunque forma di sviluppo e di creativita’.

Una rivolta contro il mondo dei vecchi, contro le forme tiranniche e personali delle dittature, in nome della democrazia, per spostare gli obiettivi verso le vere aspettative sociali, che possano aprire le strade verso una politica diversa nei contenuti, negli obiettivi; non più personalistica, quale espressione di interessi di potere, di immagine, di arricchimento.

L’attacco alla forma tirannica è un attacco alla gestione personale della ricchezza, non distribuita in modo equo, ma, concentrata nelle poche mani dei più furbi, che legiferano e reprimono, avendo come scopo principale il mantenimento dell’establishment, del sistema adatto ed adattato solo per il modello lussuoso di vita dei pochi e di chi detiene il potere supremo.

Tunisia, Egitto e Libia, ma, anche, in altre parti si assiste al “ Risveglio “ dei “ Dormienti “, di coloro, a cui lo stesso sistema ha concesso la cultura, spacciandosi per democratico e modernizzato, ma, che si è manifestato nelle forme del Regime, del Sistema, che concede il minimo, ma, che non ha considerato che il “ minimo “ ha permesso quell’esplosione, quasi simultanea, perché espressione delle stesse aspettative frustrate.

La cultura ha risvegliato i giovani e la tecnologia di internet ha permesso loro il contatto con altri giovani sparsi in altri spazi lontani, con problemi diversi o analoghi; un incontro di diversità che ha operato il risveglio della massa giovanile, che, scendendo nelle Piazze reclama e pretende i propri diritti; i diritti sacrosanti e naturali, che abitano e risiedono nella cittadinanza, fin dalla nascita.

Ed ecco che le rivolte si sono montate fino a divenire rivoluzioni.

Tunisia ed Egitto, con realtà diverse ed, ancora, tutte da analizzare, nella loro oggettività, sono riuscite nell’intento di abbattere i regimi; ma, nella Libia le cose sono andate in maniera diversa.

Oggi, in Libia, la ribellione dei giovani si manifesta come una rivoluzione autentica; la rivoluzione dei giovani contro i consigli dei padri, per riprendersi il posto che loro è stato tolto; per riprendersi i diritti naturali che spettano loro, per nascita e non per concessione: cultura, lavoro, partecipazione, libertà e democrazia.

La risposta del potere è sotto gli occhi di tutti: un tiranno che non vuole cedere il trono; un tiranno bugiardo che afferma di ricevere una piccolissima paga e che non ha accumulato ricchezze……

Un tiranno che, durante la permanenza in Italia ha rappresentato una scenografia in cui il suo io si autocelebrava, all’interno di una coreografia da Sultano di vecchio stampo; un Sultano ricchissimo a cui tutti devono tutto…

Un vento diverso, insistente avanza e non si ferma; consapevole che la legge che valeva fino ad ieri, diciamo, fino alla caduta del muro di Berlino, non vale più.

La legge-tradizione di prima si muoveva intorno al mantenimento del sistema, come fu negli anni ’60, col movimento studentesco, terminato nell’assorbimento totale ed in piccolissimi riconoscimenti, come la libertà conquistata dalla donna, un rapporto diverso nelle gerarchie, il riconoscimento graduale dei diritti della donna nel mondo del lavoro….

Tutto questo nel mondo globalizzato non vale più; nel mondo delle comunicazioni planetarie e degli spazi internauti, con la possibilità dei giovani di comunicazione e di scambio, oltre alla capacità organizzativa a distanza, non vale più; è finito il suo tempo.

La consapevolezza del movimento dei giovani di oggi, porta al superamento dell’accettazione dell’ establishment, come, oggi, esso è; il cambiamento si impone quale necessità di preparazione, al mondo giovanile, di tutti gli spazi necessari, per ridare loro tutte le opportunità, che gli attuali sistemi politici, in tutto il mondo, negano, siano essi democratici o retti da Sultani e tiranni insanguinari o da falsi Governi.

Il mondo della cultura ha preparato e dato consapevolezza ai giovani; ha dato titoli di studio; ha sprigionato capacità e meriti; ma, i sistemi globalizzati non hanno dato le risposte necessarie; si sono chiusi e difesi arroccando i vecchi nei propri privilegi, il cui mantenimento diventa “ Togliere “ quello che spetta, per diritto, a tutti i giovani.

Quello dei giovani, oggi, è il mondo degli offesi dal sistema; di qualunque sistema che li istruisce e, poi, li lascia sulla strada; del sistema che “ aggiusta “ le situazioni dei figli del potere, dei figli raccomandati dai padri influenti, che gestiscono il potere o dal voto di scambio o dalle promesse per favori ricevuti.

Sistemi sbagliati, che hanno “ Rubato “ e continuano a “ Rubare “ il giovane lasciandolo fuori dal suo futuro, dai suoi diritti sacrosanti, che gli spettano per nascita.

E’ questo il vero senso delle varie rivolte e manifestazioni dei giovani che scendono nelle Piazze .

Ma i sistemi, gli establishment, che fanno????

L’Italia cosa fa per i suoi giovani?

L’Europa cosa fa di fronte la rivolta africana?

Credo che non sia più possibile procrastinare ed ignorare il mondo giovanile e le sue rivolte, che sono espressione delle tantissime aspettative violate dei giovani.

 

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